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Flos, installazione a Palazzo Visconti, salette adiacenti al salone centrale. Photo Nicolò Panzeri

Flos: tre installazioni per un “triangolo del design”

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Aprile 2024

Per il Fuorisalone della Milano Design Week Flos si fa “in tre”. L’azienda di illuminazione, fondata a Merano nel 1962 e riconosciuta come leader a livello mondiale per la produzione di lampade di design di alta gamma e sistemi innovativi di luce nei settori residenziale, hospitality e commerciale, ha infatti previsto tre installazione collegate tra loro in un vero e proprio percorso a tappe, una sorta di “triangolo del design”, con i tre angoli divisi tra loro da soli 100, 53 e 44 passi, che parte dalla vetrina del suo storico flagship store, passando dal settecentesco Palazzo Visconti in Via Cino del Duca (al centro) per concludersi nel Flos Professional Space.

Un concept anti-nostalgia

A ispirare il percorso è stata una foto d’archivio di Maria Mulas del 1988 che ritrae Philippe Starck, primo progettista internazionale per Flos, insieme ad Achille Castiglioni, Afra e Tobia Scarpa, Fabio Lombardo, Gillo Dorfles, Italo Lupi, Cristina Morozzi e tanti altri personaggi del settore, nel salone di Palazzo Visconti, in occasione della presentazione delle nuove collezioni dell’azienda.

Insomma un’immagine in cui “C’è tutta Flos: il suo passato, il presente e quello che vuole essere nel futuro”, come spiega Barbara Corti, al suo primo Fuorisalone nel suo nuovo ruolo come Chief Creative Officer. “In quei sorrisi si leggono leggerezza, coraggio di osare, una piccola dose di imprudenza e spensieratezza: mescolati al desiderio di accettare le responsabilità che competono naturalmente ai designer. Sono volti che raccontano un’atmosfera ma soprattutto un’energia collettiva: la coesione di sogni, intenti, visioni tra tanti uomini e donne che riponevano grande fiducia nella cultura del progetto”.

Perché, come spiega Roberta Silva, CEO di Flos: “Non c’è però alcuna nostalgia in questa operazione. Al contrario, Flos at Palazzo Visconti rappresenta la volontà dell’azienda di guardare sempre avanti continuando a far leva sulla propria identità storica e interpretandola in chiave contemporanea. Ritrovare quell’atmosfera oggi vuol dire rinnovare il nostro focus sul grande senso di responsabilità che comporta il fare design, inteso come disciplina in grado di generare intelligenza collettiva, corto-circuiti creativi tra le persone e relazioni di senso tra persone e cose…”.

Flos at Palazzo Visconti

Flos, installazione a Palazzo Visconti, salone centrale. Photo Nicolò Panzeri

Con l’installazione Flos at Palazzo Visconti che mette in scena in un racconto ideale la anniversary edition della serie IC di Michael Anastassiades e le nuove collezioni di Barber Osgerby e Formafantasma, l’azienda vuole quindi ritrovare l’atmosfera di gioia e entusiasmo dell’immagine, quella dimensione affettiva del progetto, 36 anni dopo la storica interpretazione che, proprio nel Palazzo, ha inaugurato l’era delle collaborazioni con designer internazionali.

Il “viaggio”, che racconta il valore delle affinità elettive nel progetto, inizia nella sala d’ingresso del piano nobile, con una serie di lampade Emi di Erwan Bouroullec che accompagnano i visitatori lungo tutto il percorso dello scalone, allestite come candelabri per creare un ambiente raccolto, dove si può anche vedere un cortometraggio in cui appaiono Michael Anastassiades con IC 10 Anniversary, Edward Barber e Jay Osgerby con Bellhop Glass, Andrea Trimarchi e Simone Farresin di Formafantasma con SuperWire, i design e i prodotti protagonisti dell’installazione stessa, preludio della mostra.

Il cuore del percorso è il salone centrale, in cui è stata scattata la fotografia nel 1988, con un’istallazione immersiva che, riprendendo l’illusionismo dell’ambiente barocco (espresso negli affreschi, negli specchi e nell’architettura) e ispirandosi a esperienze artistiche (ad es. l’installazione di Veronica Janssen al Panthéon di Parigi) e al vetro, materiale di elezione dei tre progetti presentati, gioca a sua volta sulle illusioni grazie a una serie di superfici specchianti in vetro poste al centro del salone stesso che dividono lo spazio in parti distinte, ciascuna dedicata a una delle tre nuove lampade, IC 10 Anniversary, Bellhop Glass e SuperWire, a loro volta tutte in vetro.

L’effetto è un gioco continuo di riflessi e illusioni che si fonde perfettamente con l’architettura e gli affreschi della sala, con rimandi visivi e specchiature che includono i prodotti nella narrazione e nel linguaggio del palazzo. Il tutto pensato per aumentare il potere comunicativo dell’architettura e rendere il design vero protagonista della storia narrata nell’allestimento, in un “percorso inverso” rispetto a quello del 1988, realizzato da Achille Castiglioni che aveva voluto “proteggere” il design dagli “eccessi barocchi” dell’ambiente realizzando una serie di cocoon di legno e sottile tela bianca su cui posizionare i prodotti.

Flos, installazione a Palazzo Visconti. Photo Nicolò Panzeri
Flos, installazione a Palazzo Visconti, salone centrale. Photo Nicolò Panzeri

L’allestimento continua anche nelle salette adiacenti in cui vengono esposte Bellhop Glass, nelle versioni sospensione e tavolo, IC 10 nella nuova finitura oro e nella versione maxi e SuperWire, in versione sospensione, tavolo e terra, sempre poste su superfici in vetro specchiante per continuare il gioco di riflessi, con l’obiettivo di raccontare le caratteristiche progettuali e mostrare la qualità della luce delle collezioni.

Con questa installazione Palazzo Visconti rappresenta quello che Flos è e vuole continuare a essere, ovvero “un parco giochi del progetto, un terreno di esplorazione su cui si può esprimere il genio dei designer, che sono la nostra famiglia”, come spiega Barbara Corti.

Flos, installazione a Palazzo Visconti, salette adiacenti al salone centrale. Photo Nicolò Panzeri
Flos, installazione a Palazzo Visconti, salette adiacenti al salone centrale. Photo Nicolò Panzeri

Il Flagship Store in Corso Monforte: Golden Hour di Michael Anastassiades

IC 10 Anniversary è protagonista anche di Golden Hour, installazione a cura di Michael Anastassiades nella vetrina del flagship di Corso Monforte appositamente creata per la presentazione della Special Edition che celebra il decennale di IC, in finitura oro e nelle nuove versioni maxi, il cui concept si ispira alla traiettoria curva di una sfera lanciata da un giocoliere. IC è nata 10 anni fa per “riproporre quell’attimo di sospensione nello spazio e nel tempo”, caratteristica ulteriormente sottolineata dalla nuova finitura in oro, materiale scelto non come sinonimo di lusso, ma del “rapporto d’amore e di rispetto che gli oggetti ben progettati ispirano, in modo naturale”, e ha da sempre rivestito un ruolo iconico nell’immaginario collettivo, come evidenziato nel nuovo numero del magazine Flos Stories (#9, Spring ’24) su cui è stata interpretata da 10 artisti attivi in diverse discipline, in un caleidoscopio di visioni e diversi modi di vedere e raccontare.

L’installazione Out of Office al Flos Professional

Flos, Workmates, installazione Out of Office al Flos Professional Space. Photo Nicolò Panzeri

Un’installazione dedicata al mondo dell’ufficio e del lavoro “per riflettere sulle possibilità che il design e il progetto della luce offrono per stimolare l’interazione e lo sviluppo di rapporti umani di senso nel quotidiano”. Tutto questo è Out of Office, un progetto interattivo che trasforma il Flos Professional Space in un’estensione dello studio di Arquitectura-G (autori anche dell’allestimento di Palazzo Visconti). Lo spazio è allestito a riprodurre un ambiente lavorativo, con tavoli, sedie e con le lampade della serie Workmates di Flos Architectural, una famiglia di lampade professionali pensate per il mondo office che muove i confini dell’illuminazione per gli spazi di lavoro verso nuove dinamiche con un diverso approccio allo spazio e attenzione al benessere delle persone. Tutte le varianti di Workmates, infatti, possono essere controllate attraverso sistemi di Building Automation (DALI o CASAMBI), anche per la gestione della luce secondo il ritmo circadiano con la temperatura della luce che viene regolata in modo automatico in base all’ora del giorno, in conformità con il ritmo naturale della luce del sole.

Flos, installazione Out of Office al Flos Professional Space. Photo Nicolò Panzeri

Lo scopo dell’allestimento è di mettere al centro il tema del lavoro, uscendo dalla dinamica dell’ufficio dal look e feel domestico e dell’home office. Per raggiungere questo obiettivo, è stata realizzata una installazione video che propone una normale giornata di lavoro nello studio di architettura, con i visitatori che, tramite un grande bottone, possono visionare una serie di micro-contenuti video realizzati in diverse città in cui persone di tutti i generi, età e professioni esprimono le proprie opinioni, emozioni, idee e sogni su tema del lavoro, e micro-interviste a cura di Felix Burrichter e Nicholas Korody ad architetti, designer, artisti e personaggi del mondo della cultura, “pensieri in pillole” per riflettere sui molteplici sguardi evocati dall’universo dell’office, dei quali il design deve tenere conto. Il collegamento con le altre installazioni del percorso a tappe è rappresentato dai modellini dei progetti dello showroom e di Palazzo Visconti esposti su tavoli, sempre realizzati da Arquitecura-G.

AUTHOR

Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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