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iGuzzini, Light That Moves Time, Time Before Time. Photo courtesy iGuzzini

Tra passato e futuro, fantascienza e dimensione onirica: “Light that moves time”, l’installazione site specific di iGuzzini

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Aprile 2024

Tra passato e futuro, fantascienza e dimensione onirica: “Light that moves time”, l’installazione site specific di Iguzzini

iGuzzini, Light That Moves Time, The Primitive Hut. Photo courtesy iGuzzini

Il 4 aprile, durante la conferenza stampa che ha visto la partecipazione dell’architetto Alfonso Femia, del CEO di iGuzzini Cristiano Venturini e del Chief Marketing Officer Lorenzo Maria Perre, è stata svelata Light That Moves Time, l’installazione site-specific proposta da iGuzzini e ideata da Alfonso Femia/AF*Design visitabile dal 15 al 21 Aprile presso lo showroom dell’azienda in via Brera 5 a Milano.

Si tratta di un progetto in fieri, un viaggio tra mondi in cui passato, futuro, fantascienza, dimensione onirica e pragmaticità del design si contaminano, ibridano e comunicano tra loro, attraverso la capacità comunicativa della luce che coordina e sovrappone dimensioni temporali diverse, muovendo il tempo. “Al centro c’è l’essenza stessa del tempo, che offre un viaggio emozionale che trascende i confini convenzionali. Ogni oggetto e componente racchiude un racconto unico, intrecciando percorsi e svelando scenari inediti. Come un filo che tesse lo spazio, trasforma le percezioni e le connessioni, invitando gli spettatori a esplorare gli sconfinati regni dell’immaginazione”.

 

La nuova brand identity di iGuzzini, che esprime la sua innovazione per una luce “che muove gli spazi, le persone, la cultura e l’immaginazione” è espressa da Light That Moves, il concetto e filo conduttore che riassume la luce connessa, responsive, sostenibile e “umana” che viene rappresentata

L’installazione “The primitive hut”

Nella corte dello showroom, l’ottocentesco edificio del Piermarini, è stato allestito The Primitive Hut, una forma abitativa arcaica a tronco di cono in listelli di legno rivistiti con una trama intrecciata e nastri ricavati da coperte termiche riflettenti che uniscono la dimensione primitiva con quella post-moderna. La forma evoca la geometria archetipica del rifugio e una struttura atipica, “citazione da Marc-Antoine Laugier, storico e critico dell’architettura del XVIII secolo”, valorizzata dall’óculo, l’apertura centrale che cattura la luce e ne diffonde gli effetti.

All’interno sono esposte le nuove collezioni di iGuzzini, prodotti di ultima generazione che si inseriscono in uno scenario che simula tempi passati, ancestrali, creando una convergenza tra passato e futuro, tra dimensione primitiva e post-moderna. Si parte con mini proiettore Newfo, omaggio a Ufo, il primo proiettore architetturale che nel 1977 ha integrato la lampada alogena a bassa tensione portando nella pratica architettonica la precisione dell’illuminazione teatrale, montato sul binario elettrico Filorail, il più sottile al mondo. Si tratta di un binario sottile e sinuoso, praticamente invisibile, un innesto strutturale che realizza una concezione utopica basata sulla visione di un futuro in cui la tecnologia si fonde in modo invisibile con l’architettura, a cui sono abbinabili, oltre a NewfoLibera a sospensione, Palco LVRobinLaser Blade XS e Laser.

 

“Cosa resta di un’installazione temporanea? – chiede Alfonso Femia, founder di AF* Design – A distanza di tempo, cosa ci evoca nella memoria? Restano, talvolta, le persone intorno, le occasioni, gli odori … le emozioni. LIGHT THAT MOVES TIME è un progetto che ne contiene altri, fino ad arrivare a un numero infinito, includendo oggetti e componenti. In un arbitrario, ma verosimile accostamento al multiverso, nell’installazione LIGHT THAT MOVES TIME coesistono dimensioni parallele. Per ogni oggetto c’è una storia che vale la pena raccontare, fatta di percorsi che si dipanano e di scenari che si susseguono. Un filo che entra ed esce e cuce architetture con materiali diversi, cambi di percezione e di rapporti. Il cuore del progetto è il tempo futuro, osservato dal passato: il retro-futurismo, celebrato dalla letteratura e dalla cinematografia, qui diventa carezzevole percorso emozionale”.

“In between” e “Time before time”, il percorso attraverso nuove collezioni e oggetti iconici rieditati

Il percorso immaginifico ed emozionale riprende nello showroom, a partire da In between nella hall, spazio di condivisione, partecipazione e accoglienza dove si uniscono passato e presente e si celebra il futuro. Qui, sospese a dischi specchianti, metafora della transizione inversa tra futuro e passato, si trovano le nuove collezioni Filorail con Newfo, ma anche BeTwo design by Alfonso Femia / AF* Design, Libera design by Artec Studio e Clan mini, la nuova lampada portabile da tavolo con una sua forma attira-carezza e luce confortevole, dimmerabile e variabile, in alluminio senza fili e ricaricabile, con un’autonomia di oltre 9 ore.

Nel piano interrato i visitatori si immergono nella scenografia retro-futurista caratterizzata da pareti specchianti di Time before time, spazio etereo che raccoglie le radici dell’azienda in iGuzzini Echoes, le collezioni rieditate dall’archivio storico inserite in un contesto proiettato avanti nel tempo, creando un connubio tra storia, presente e futuro. Qui si possono ammirare Polsino di Giò Ponti, Nitia di Adolfo Bonetto, Nitia e Sorella by Harvey, Zurigo di Luigi Massoni, pezzi storici disegnati tra il 1966 e il 1972 che, incontrando tecnologie moderne, portano a un nuovo modo di abitare il presente. Novità 2024 è la riedizione di Cespuglio, lampada da tavolo e “opera di luce” disegnata da Ennio Lucini nel 1969, un omaggio sia a Lucini che a Gino Marotta. Questo perché l’opera originaria, il cui nome completo è Cespuglio di Gino, è stata creata in plexigas, materiale che rivoluzionò il mondo del design, incarnando appunto il linguaggio artistico sperimentale dell’artista Gino Marotta, con i suoi colori fluo che evocavano viaggi onirici e psichedelici. Si trattava di un oggetto luminoso ispirato a modelli vegetali di Giacomo Balla e Gino Marotta che incontrava il design industriale cogliendo l’occasione per trasformare gli oggetti di uso comune in manifesti ironici, polemici, dissacranti. Cespuglio si ripresenta oggi aggiornata con fonti luminose LED e materiali riciclati e riciclabili, ma mantiene l’originario colore giallo fluo qui declinato su PMMA che ripropone l’effetto di accendere il profilo delle “foglie” per sottolineare la presenza artificiale e aliena di questo “strano vegetale luminoso”.

 

iGuzzini, Cespuglio Photo courtesy iGuzzini
iGuzzini, Light Shed Linen Photo courtesy iGuzzini

Le nuove collezioni comprendono anche Spacepad, luce pensata per rendere confortevoli gli ambienti di lavoro che, grazie all’intelligenza integrata che si traduce in efficienza e risparmio energetico per un uso razionale della luce, consente di disegnare dei layout flessibili promuovendo collaborazione e dinamismo, e Light Shed Linen, famiglia di prodotti di illuminazione professionale creata in un composto di fibre di lino che rivoluziona l’impatto estetico e integra più funzionalità, per essere ancora più leggera e sostenibile.

iGuzzini torna con entusiasmo alla Milano Design Week per presentare, attraverso le nuove collezioni e un percorso allestitivo, una visione aziendale evoluta che vede il presente come continua tensione tra passato e futuro – spiega Cristiano Venturini, CEO iGuzzini –. Un viaggio che ripercorre la storia e l’evoluzione dell’azienda, con iGuzzini Echoes, le riedizioni dell’archivio storico, e le collezioni per tutti gli spazi living, che sintetizzano il grande sviluppo innovativo e tecnologico che ha reso l’azienda riferimento nel mondo. Attraverso il linguaggio universale del design, l’uomo e la bellezza sono al centro del progetto”.

AUTHOR

Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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