PRESERVARE IL CIELO NOTTURNO: FIRMATO IL PROTOCOLLO D’INTESA TRA UNIONE ASTROFILI ITALIANI, INTERNATIONAL DARK SKY ASSOCIATION – ITALIAN SECTION E CITY GREEN LIGHT DURANTE IL WORKSHOP INTERNAZIONALE “GOING DARK”


Da sinistra: Cecilia Putignano, Engineering & Technical Services Director di City Green Light; Mario Di Sora, referente IDA Italian Section; Mirco Donà, Proposal Engineering Assistant di City Green Light Photo courtesy City Green Light

Una consapevole “progettazione del buio” per la conservazione del “cielo stellato” è oggi una necessità di primaria importanza. Ne abbiamo parlato anche in alcuni articoli pubblicati sul numero 346 di LUCE, tra cui quello dedicato a Going Dark: ripensare l’illuminazione sul territorio, il workshop internazionale organizzato dallo Studio Traverso-Vighy e Light Collective UK svoltosi nel borgo medioevale di Abbadia a Isola (Monteriggioni-SI) (il cui progetto di illuminazione è stato curato dallo studio di lighting design FABERtechnica nell’anno 2020), di cui LUCE è stato media partner.

IL PROTOCOLLO DI INTESA

Mario Di Sora, referente IDA Italian Section; Mirco Donà, Proposal Engineering Assistant di City Green Light; Cecilia Putignano, Engineering & Technical Services Director di City Green Light;
Photo courtesy City Green Light

Ma durante l’evento, oltre alle varie attività per promuovere una maggiore consapevolezza di una corretta illuminazione notturna, è stato raggiunto anche un altro importante traguardo. È stato infatti firmato il Protocollo d’Intesa per la protezione del cielo notturno tra Unione Astrofili Italiani (UAI), International Dark Sky Association (ADI) – Italian Section, la più importante organizzazione mondiale di studio e contrasto al fenomeno dell’inquinamento luminoso, nata a metà degli anni 80 del secolo scorso e con sede centrale a Tucson (Arizona-USA), e City Green Light, E.S.Co che opera nel campo del risparmio e dell’efficientamento energetico e che punta all’innovazione e alla Green Economy proponendo solidi modelli di sviluppo per l’efficienza energetica e servizi smart.

Il documento, che si basa su una serie di considerazioni tra cui l’importanza di preservare il cielo notturno e il riconoscimento degli effetti dell’inquinamento luminoso sull’ambiente e sulla salute umana, rappresenta “un passo significativo per la promozione di un utilizzo responsabile della luce artificiale e il contenimento dell’inquinamento luminoso in Italia. La collaborazione tra Unione Astrofili Italiani, International Dark Sky Association – Italian Section e City Green Light mira a sviluppare e implementare misure concrete per proteggere il cielo notturno e ridurre l’impatto dell’illuminazione incontrollata sull’ambiente e sulla biodiversità”.

LE PRINCIPALI LINEE D’INTERVENTO

Test illuminotecnici, facciata della Abbazia dei Santi Salvatore e Crino, borgo di Abbadia a Isola
Photo courtesy City Green Light

In particolare, il Protocollo si articola in tre principali linee d’intervento:

La definizione delle specifiche tecniche per la Dark Sky Compliance’: le tre realtà si sono impegnate a identificare specifiche tecniche per la realizzazione di nuovi impianti di illuminazione pubblica e/o per l’adeguamento degli impianti esistenti. Queste specifiche promuoveranno l’uso responsabile della luce, compreso il contenimento del flusso luminoso e la riduzione dell’inquinamento luminoso.

Uno studio scientifico per uniformare i parametri e le metodologie di contenimento dell’inquinamento luminoso: le parti coinvolte hanno collaborato per sviluppare un approccio uniforme a livello nazionale per il contenimento dell’inquinamento luminoso, inclusi parametri e metodologie per la progettazione e la verifica.

La promozione di iniziative di sensibilizzazione e formazione: Unione Astrofili Italiani, International Dark Sky Association – Italian Section e City Green Light promuoveranno la cultura e le migliori pratiche per il contenimento dell’inquinamento luminoso attraverso eventi, campagne di sensibilizzazione e iniziative di formazione rivolte alle comunità, alle amministrazioni pubbliche e ai tecnici”.

Attività del workshop, borgo di Abbadia a Isola
Photo courtesy City Green Light

“Credo che questa collaborazione possa rappresentare un punto di svolta nell’approccio al tema del contenimento dell’inquinamento luminoso – ha dichiarato Cecilia Putignano, Engineering & Technical Services Director di City Green Light, che, insieme a Mario di Sora, ha illustrato i contenuti del protocollo -. Un approccio più scientifico ed inclusivo rispetto ai tanti punti di vista, professionalità ed esperienze di cui è necessario tenere conto”.

“Esprimo grande soddisfazione – ha confermato Mario Di Sora, referente IDA dell’Italian Section, fondata su sua proposta nel 1998 – per questo documento che viene sottoscritto con UAI, di cui sono stato presidente per 9 anni, e con City Green Light uno dei più importanti gestori di impianti di illuminazione in Italia. Sono fermamente convinto che, per limitare l’inquinamento luminoso, non basti avere delle buone normative, ma serva una condivisione leale con gli altri soggetti interessati e una buona politica dei controlli. Questo protocollo d’intesa può favorire un uso responsabile e  sostenibile del settore illuminazione da esterni se tutti gli attori della filiera ne faranno un uso non solo laddove ci sono delle leggi specifiche, ma anche come forma di best pratices in altri ambiti territoriali che ne sono sforniti”.

Il momento della firma, a cura di Luca Orrù, presidente UAI, Mario Di Sora e Alessandro Visentin, CEO di City Green Light, ha rappresentato un momento significativo, introdotto da Mirco Donà di City Green Light, nell’ambito del workshop Gong Dark.