SAN PROTASO IN LUCE – CICLO DI MOSTRE DI LIGHT ART A MILANO. FACCIAMO LUCE SULL’OPPORTUNITÀ D’INCLUSIONE E DI INTEGRAZIONE CON L’ARTE


Nino Alfieri CONICLESSIDRE e CAPTAGALASSIE Cartapesta e colori fotosensibili - diametro 22 x 30 cm Photo courtesy Nino Alfieri
Emanuele Alfieri
Music and colors range
Photo courtesy Nino Alfieri

A Milano nel minuscolo Oratorio di San Protaso, poco distante dalla caotica piazza Napoli, la chiesetta incastonata nello spartitraffico di via Lorenteggio, che risulta edificata intorno all’anno 1000, sopravvissuta  alle guerre, alla speculazione edilizia e al vicino cantiere della metropolitana, già luogo d’incontri cultuali nel quartiere, per la prima volta ospita un ciclo di mostre di Light Art, ideato e curato da Nino Alfieri con la collaborazione di Paola Barsocchi, Marco Brianza, Paolo Calafiore, Pietro Pirelli, Sebastiano Romano e Massimiliano Viel.

Il 13 gennaio è stata inaugurata la rassegna di Light Art con il Timone Cosmico navigare seguendo la Luce di Nino Alfieri e a rotazione seguiranno Emanuele Alfieri, Marco Brianza, Paolo Calafiore, LeoNilde Carabba, Cristiana Fioretti, Kaneko Studio, Massimo Hachen, Pietro Pirelli e Sebastiano Romano. Tutte le mostre – a ingresso libero – aperte al pubblico venerdì – sabato – domenica dalle 18 alle 21, fino al 31 marzo, sono accompagnate da interventi musicali di Massimiliano Viel, Corrado Saija, Giorgio Presti, l’ensemble polifonica di musica antica Atti Soavi e la voce narrante di Kate Varrey.

Marco Brianza con l’evocazione cromatica luminosa delle prime vetrate gotiche di Saint Denis fa un salto temporale e di atmosfera nella chiesetta romanica di San Protaso.
Photo courtesy Nino Alfieri

Il progetto San Protaso in Luce valorizza la funzione dell’arte nel sociale, come opportunità di creare inclusione e integrazione tra artisti, luogo e fruitori a servizio della comunità. In particolare il gruppo di artisti, esponenti della Light Art italiana che hanno condiviso diverse mostre e tanto altro ancora, per San Protaso hanno ideato opere e installazioni site-specific in dialogo con la preziosa architettura, in cui gli interventi musicali avranno un ruolo catartico determinante.

Vedrete oggetti, sculture, quadri dipinti con luce fosforescente, costellazioni luminescenti, istallazioni a luce intermittente, volumi illuminanti, evocazioni cromatiche, ascolterete voci e suoni ispirati all’Oratorio di San Protaso, incentrati sul valore spirituale dell’arte; quasi modelli esistenziali per elevarsi dal quotidiano e riflettere sul mistero dell’infinito.

Paolo Calafiore
LUX ET SILENTIUM
Installazione di Luce site specific in occasione del ciclo di mostre San Protaso il Luce.
Photo courtesy Nino Alfieri

La Luce nell’arte sprigiona energia vitale, che inevitabilmente apre riflessioni sulla spiritualità, è il segno indicale dell’invisibile, materia fluida dell’immateriale che si fa oggetto, spazio e immagine capace di creare esperienze di percezioni diverse, ambienti in cui condividere luoghi e persone, dove conoscere e riconfigurare sempre nuovi punti di vista su qualcosa per qualcuno, come promessa di speranza di un futuro migliore.

 

 

Perché la Light Art illumina processi di cambiamento sociale?

LeoNilde Carabba, 2020 , La grande Ruota , Omaggio a Ishstar.
Acrilici, fluorescenti, fosforescenti e foglia d’argento su tela 100 x 150 cm.
Photo courtesy Nino Alfieri

La Light Art include simbolo, poetica, tecnologia e trasformazione, fa leva sul coinvolgimento emotivo del fruitore in relazione al contesto, provoca un cortocircuito di alterazione spaziale e temporale che annulla la distanza tra passato e presente, interno ed esterno, individuale e collettivo, configurando una zona neutra di passaggio tra reale e immaginario. Soprattutto la Light Art non si racconta, ma si vive come dispositivo esperienziale, dove si superano gerarchie e barriere culturali, e tra tecniche e generi espressivi diversi.

 

Light Art ai margini di Milano al confine con l’infinito

Cristiana Fioretti
LIGHTness, tecnica mista su acetato e tecnologia LEC (Light Emitting Capacitor), cm 100×70
Photo courtesy Nino Alfieri

L’arte non cambia il mondo, sappiamo che da sempre documenta l’evoluzione dell’uomo, instaura una relazione tra inganno percettivo e verità, tra noi e gli altri, un dentro e un fuori. In particolare la Light Art   in San Protaso mette in evidenza processi di collaborazione tra gli artisti che operano per la comunità, in un luogo carico di storia, memoria e simboli, come promessa di collaborazione, accoglienza, cura e comprensione di tutto ciò che diverso da noi. È un progetto pensato per la comunità, calato nel territorio, sviluppato in dialogo con gli abitanti e comitati del quartiere di Lorenteggio, partendo dal presupposto che l’opera non è una monade, né tantomeno una sterile celebrazione dell’artista, ma è sempre relazione umana, basata sullo scambio vitale, sugellato dalla luce, simbolo di vita, verità, nascita e conoscenza transazionale, in cui noi tutti siamo la società.

Tutti gli artisti lavorano per la collettività, seppure ognuno a suo modo, accomunati dalla luce, inscenano mostre personali che tutte insieme diventano corali, affiancate dalla musica come cura e terapia contro la cupezza del nostro tempo, complesso, drammatico, ma anche carico di magia come la Light Art sa creare.

Le opere di Light Art esposte in questa occasione ci portano dentro un luogo suggestivo di Milano, confinato ai margini del centro, aperto a riflessioni sul mistero del cosmo, dentro noi stessi per riflettere sul valore sacrale dell’arte, come strumento di meditazione in un luogo che abbraccia la comunità.