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Human Centric Lighting, senza dimenticarsi di guardare le stelle
By Gaia Fiertler
Pubblicato il
Aprile 2025
INDICE
Scienziati, consulenti scientifici e lighting designer dialogano all’Euroluce International Lighting Forum, nella giornata dedicata a “Light for Life”, su come trattare la luce in modo sostenibile, “Human Centric” su basi scientifiche, senza dimenticare di emozionarsi con le stelle. Parterre d’eccezione con Piero Benvenuti, astrofisico italiano; Shelly James, inglese, lighting strategy consultant; Nicholas Belfield, inglese, partner di dpa Lighting Consultants e Rogier van der Helde, lighting designer dal Liechtenstein.
Tutti d’accordo sulla centralità della luce in un progetto ben fatto di Interior Design per gli effetti sul benessere delle persone e per stimolare attività diverse in base ai diversi momenti della giornata. Ne consegue la necessità di conoscere gli effetti dello spettro luminoso sul ritmo circadiano, l’orologio biologico che aiuta a scandire il giorno e la notte e a stimolare eccitazione o rilassamento. Lunghezze d’onda diverse e lo spettro luminoso provocano, infatti, nel cervello, attraverso la retina, diverse reazioni chimiche, attivanti o rilassanti a seconda del tipo di luce cui si è esposti. In estrema sintesi, la luce rossa e quella ambrata aiutano a rilassarsi, mentre la luce blu può generare disturbi del sonno. Tutti d’accordo, quindi, sulla necessità di una maggiore collaborazione interdisciplinare, con il coinvolgimento anche di figure con competenze scientifiche, nei progetti di design e di lighting design.
Riprodurre lo spettro luminoso in un progetto di Interior Design
Shelly James ha spiegato con un modellino plastico gli impatti sulla retina e sul cervello delle onde luminose e su come una esposizione errata alteri il nostro ciclo naturale. Di conseguenza, anche la progettazione, la combinazione e l’applicazione di luci naturali e di luci artificiali in un ambiente indoor dovrebbero tener conto di queste reazioni psico-fisiologiche. In termini applicativi, Nicholas Belfield ha descritto diversi progetti nel settore Hospitality, dove le luci sono state pensate su basi scientifiche per garantire reazioni ed emozioni adeguate, a seconda del momento della giornata e dell’ambiente destinato ad attività differenti, come la camera da letto, la sala delle colazioni, la sala da pranzo e il ristorante per la cena, nonché l’area wellness e spa). L’esperto ha portato l’attenzione anche sull’impatto emotivo delle diverse luci, da cui non si può prescindere in un buon progetto. A sua volta Rogier van der Helde, esperto degli effetti della luce sul vetro, ha raccontato tra l’altro di un esperimento luminoso in un ospedale per favorire il riposo e il sonno dei pazienti. In sostanza, durante una conversazione vivace e partecipata nell’Arena The Forest of Space by Sou Fujimoto al Padiglione 2 di Euroluce si è più volte ribadito che per ogni progetto illuminotecnico che si possa definire “Human centric”, con l’essere umano al centro, bisognerebbe partire dalla conoscenza puntuale dell’effetto delle diverse lunghezze d’onda delle luci e dello spettro solare sulle emozioni e le reazioni psico-fisiologiche.
Mitigare le luci outdoor per consumare meno e ammirare il cielo stellato
Non è stato citato Kant, ma ci ha pensato Piero Benvenuti, professore emerito all’Università degli Studi di Padova, a portare l’attenzione anche sulla difesa del cielo stellato contro l’inquinamento luminoso. All’interno di una progettazione “Human centric”, il professore ha ricordato l’emozione diretta e naturale che può suscitare un cielo stellato. Eppure, questo è sempre più a rischio di visibilità, sia per le luci sconsiderate installate nelle città, a partire dalla cartellonistica pubblicitaria dai grattacieli illuminati che disturbano l’oscurità, sia dal crescente numero di satelliti artificiali che orbitano intorno alla Terra. Benvenuti è impegnato in questa battaglia contro l’inquinamento luminoso, come direttore di IAU (International Astronomic Union) “Centre for the protection of dark and quiet sky from satellite constellation interference”, con sede a Parigi. Luci sempre più economiche e pressioni pubblicitarie hanno alterato il ciclo naturale nelle città. L’invito, condiviso da tutti i relatori della tavola rotonda, è quello di mitigare, anche a fini di sostenibilità, l’uso delle luci artificiali e di non puntarle inutilmente al cielo, sia per non sprecare energia, sia per proteggere la vista del cielo stellato. Benvenuti si è detto ottimista sul fatto che con maggiore sensibilizzazione, cultura e divulgazione progetteremo le luci delle città in modo più equilibrato ed efficace (anche ai fini della sicurezza, perché una luce abbagliante non è una garanzia di sicurezza), mentre si è detto preoccupato per l’affollamento di satelliti intorno alla Terra.
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Gaia Fiertler



