FORMA, TEMPO, LUCE E OMBRA: LE “COMPOSIZIONI LUMINOSE” DI STEFANIA DALLA TORRE


Stefania Dalla Torre, Composizioni luminose. photo courtesy Spaziotemporaneo

Frammenti e ritagli di plastica che “divengono colore per nuove composizioni astratte, particolari, leggere e minimali” in cui sono valorizzate la trasparenza, la resistenza e la brillantezza del materiale che riflette nel colore stesso, lucido o trasparente, diventando mezzo per sperimentare nuove composizioni e costruzioni geometriche.

LE COMPOSIZIONI LUMINOSE

Stefania Dalla Torre, COMPOSIZIONE BIANCO, cm100X100
photo courtesy Spaziotemporaneo

Sono queste le Composizioni Luminose di Stefania Dalla Torre, architetto, progettista e consulente professionale nel settore architettonico e illuminotecnico e che sviluppa e sperimenta tematiche sulla luce e colore esponendo con composizioni e progetti, in mostra presso Spaziotemporaneo a Milano fino al 24 febbraio. Si tratta di una serie su tela e su metacrilato che comprende opere di grandi dimensione e piccole carte e che gioca sui toni del bianco e del grigio evidenziando le differenti reazioni che il materiale plastico restituisce con l’esposizione a una fonte di luce, passando dalla brillantezza alla trasparenza, alla variazione tonale, al chiaroscuro, cambiando a seconda del punto di osservazione che restituisce diverse prospettive. “La visione dell’opera è percepita da vari punti di osservazione in modo più evidente osservando le opere modulare in sequenza dove la luce è presente nel chiaro-scuro oppure è riflessa dalla luce dello spazio circostante”.

Gli spettatori vengono “invitati” a lasciarsi trasportare nella visione, a leggere o sentire una vibrazione, una suggestione: “La forma, il tempo, la luce e l’ombra”, scrive Stefania Dalla Torre, “sono le principali caratteristiche compositive. (…) Ogni composizione è formata da listelli o strisce di Polietilenetereftalato di colore bianco ritagliati a mano con dimensioni variabili e dipendenti dalla forma del materiale stesso. La disposizione dei materiali sulla lastra di metacrilato avviene in modo libero, lineare o seguendo una curvatura immaginaria alla ricerca di effetti luminosi di luce e movimento”.

DIFFERENTI PROSPETTIVE

La forma, il tempo, la luce e l’ombra fanno mutare la visione da unitaria a frammentaria, dalla percezione dell’opera nella sua interezza fino al suo più piccolo dettaglio visibile che appare lucido o riflesso e colorato.

Le percezioni cromatiche e visive mutano a seconda del punto di osservazione dell’opera, il cambiamento di visuale, del punto di vista prospettivo e l’interpretazione della realtà diventano possibilità di “esperienze e significati in un sistema mutevole con luminose tonalità di colore bianco”, che ciascuno vive in modo diverso, a seconda della propria esperienza, sensibilità e cultura. Il bianco appunto, caldo e freddo allo stesso tempo, chiaro e scuro, che rappresenta calma, silenzio, purezza, speranza, conforto, intensità e sensibilità.

Le composizioni sono “realizzate in un tempo dove ogni singolo giorno è differente, dove ogni singolo pezzo è differente ma essenziale alla visione e all’armonia complessiva dell’opera”. L’assemblaggio dei vari elementi intervallati sulla superficie dell’opera costituisce a sua volta una “costruzione” o “composizione” ritmica e armonica che si articola nell’intensità e nel variare della luce e dell’ombra e che appare talvolta netta e ben definita, talvolta morbida e leggera, e la progressione in sequenza di elementi di dimensioni simili crea la composizione, traducendola in “un equilibrio di istanti simili ma differenti tra loro”. Le opere cambiano sempre a seconda dei contesti in cui vengono inserite e osservate, se illuminate dalla luce naturale o da sorgenti luminose artificiali (e a seconda delle sorgenti stesse).