Light Art
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Un gioco di luce, acqua, riflessi, movimento e suoni. Homo Faber: An Island of Light
Fino al 30 settembre 2026, Homo Faber, la biennale internazionale dedicata all’arte dell’eccellenza artigiana, torna ad animare la Fondazione Giogio Cini nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. Quest’anno l’evento, alla sua quarta edizione, vede la direzione artistica di Es Devlin, pluripremiata artista britannica celebre per le sue grandiose installazioni e sculture cinetiche che hanno arricchito musei, gallerie, teatri in tutto il mondo: celebre la sua Library of Light presentata nell’aprile 2025 a Milano nel Cortile d’Onore della Pinacoteca di Brera durante la Milano Design Week.
BY Federica Capoduri | 8 Set 26
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L’immensità del cielo nel museo ARoS in Danimarca. L’opera As Seen Below – The Dome di James Turrell
As Seen Below – The Dome (2026) è la nuova installazione di James Turrell (1943), artista quacchero statunitense, ideata per l’ARoS Aarhus Art Museum di Aarhus in Danimarca, inaugurata a giugno dopo oltre un decennio di progettazione. Questo è il centesimo Skyspace dell’artista della luce, il maestro della percezione e dello spazio che ha portato il cielo come campo cromatico in trasformazione in un museo non soltanto da guardare, ma da attraversare come un viatico alla ricerca delle radici della luce dall’alba al tramonto, mutevole come il cielo della Danimarca è che alterna accumuli di nuvole plumbee a schiarite improvvise. In questo museo non ci sono dipinti, sculture, fotografie o installazioni, ma solamente la luce come dimensione contemplativa e tavolozza cromatica in divenire: è l’opera d’arte.
BY Jacqueline Ceresoli | 12 Ago 26
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Luce e nuvole: un dialogo antico
Vi sono mattine in cui il cielo sembra affidare alle nuvole il compito di raccontare la luce. Lungi dall’essere un semplice ostacolo, esse ne modulano l’intensità, la scompongono, la restituiscono alla terra in una trama di chiaroscuri che muta di istante in istante. È una relazione fatta di reciproca necessità: la luce rivela la forma delle nubi, mentre le nubi conferiscono alla luce profondità, misura e significato.
In questa silenziosa alleanza si coglie una metafora della condizione umana. Così come la luminosità acquista valore nel confronto con l’ombra, anche la chiarezza del pensiero si affina attraversando le incertezze. Le nuvole, allora, non sono soltanto presenze effimere nel paesaggio, ma interpreti di una luce che, proprio grazie al loro passaggio, diviene più eloquente e memorabile.
BY Cristina Tirinzoni | 24 Lug 26
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Luce e scienza si incontrano. La mostra “Antonio Barrese: Morfologie di luce”
“Un ambiente immersivo, dove lo spettatore è invitato a scoprire le potenzialità nascoste della luce e il suo divenire linguaggio ed espressione”. Ma soprattutto una grande retrospettiva che va oltre la semplice esposizione, restituendo il ritratto dell’artista attraverso una selezione di opere, storiche e recenti, che coprono un arco temporale dal 1965 al 2025.
Tutte questo è ANTONIO BARRESE: MORFOLOGIE DI LUCE, la mostra, a cura di Stefania Gaudiosi, che la Fondazione Marcello Morandini di Varese, istituzione nata nel 2016 grazie al contributo di due importanti collezionisti al fine di creare uno spazio espositivo aperto, accessibile e inclusivo in cui fossero valorizzate le opere di Marcello Morandini e un museo dedicato all’Arte Concreta e Costruttivista internazionale, dedica all’artista e designer milanese.
BY Cristina Ferrari | 17 Lug 26
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Quando le parole si fanno luce. La “scrittura di luce” di Joseph Kosuth
A volte è sufficiente un pensiero luminoso per mutare radicalmente il nostro modo di osservare la realtà. È da questa convinzione che Joseph Kosuth (classe 1945, nato a Toledo, in Ohio), tra i principali esponenti dell’Arte Concettuale americana (movimento che dagli anni Sessanta ha rivoluzionato il ruolo dell’opera d’arte, spostando l’attenzione dal fare al pensare) torna a intervenire nello spazio pubblico, affidando alla luce del neon il compito di trasformare la facciata del Museo del Novecento a Milano in un vero e proprio dispositivo critico, capace di interrogare il rapporto tra tempo, sguardo e città.
La nuova installazione site-specific dell’artista americano, intitolata Vedere le cose (per A.S.) ed entrata a far parte della collezione permanente del museo grazie all’acquisizione del Comune di Milano, è stata inaugurata il 1° luglio 2026 alla presenza dello stesso Kosuth. Si tratta di una scrittura di luce in neon bianco caldo che si distende per circa 28 metri lungo il lato su via Marconi.
BY Cristina Tirinzoni | 7 Lug 26
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La luce che svela l’invisibile nelle opere di Tiziana Priori
Tiziana Priori, artista e astrologa cremonese, dagli anni Settanta vive e lavora a Milano, dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera nell’aula dello scultore Alik Cavaliere, suo mentore, seguace de Lo Spirituale nell’Arte di Kandinskij, pratica la pittura come forma meditativa e introspettiva, una attività dello spirito. Dipinge da quando era bambina per rispondere a un impulso spontaneo irreversibile che non può e non vuole fermare. Nelle sue opere, per lo più su carta nepalese, incanala la sua ricerca pittorica verso la vibrazione del colore e, nei progetti recenti, verso la luce.
BY Jacqueline Ceresoli | 3 Lug 26
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ARCHEOLOGIA REINTERPRETATA CON LA MODERNA TECNOLOGIA DIGITALE: STORIA E ARTE CONTEMPORANEA SI FONDONO NELLA MOSTRA “PLESSI SPOSA BRIXIA”
Dal 9 giugno è possibile visitare la mostra Plessi sposa Brixia comprende cinque installazioni site-specific realizzate con le più moderne tecnologie e una esposizione di progetti di Fabrizio Plessi. Si tratta di un percorso immersivo appositamente pensato per il parco archeologico di Brescia e il Museo di Santa Giulia, di cui sottolinea i resti monumentali e i reperti, reinterpretandoli con l’arte e l’alfabeto tecnologico e multimediale tipico dell’artista, formato da luce, suono e immagini in movimento.
BY Cristina Ferrari | 12 Giu 23
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LA LUCE DIVENTA ARTE E SOGNO A BERGAMO E A BRESCIA: L’INSTALLAZIONE “ALLEGRO MA NON TROPPO”
Il 18 maggio a Bergamo e il 19 maggio a Brescia, sono state inaugurate le installazioni gemelle del progetto Allegro ma non troppo, create dall’architetto e lighting designer belga Jan Van Lierde con corpi luminosi di Platek.
BY Cristina Ferrari | 29 Mag 23
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INTERVISTA A DORA TASS: L’ANTROPOLOGA DELL’OLOGRAMMA
Dora Tass, antropologa e artista romana che vive a Santa Fe (New Mexico) che dal 2007 lavora con la luce ed è interessata al fotone, alla frequenza, all’onda e all’ologramma, si rivela in questa intervista.
BY Jacqueline Ceresoli | 18 Mag 23


