Light Art
Sculture luminose e un arcobaleno di luce e colore. Marco Lodola illumina Piazza della Scala a Milano
By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Maggio 2026
INDICE
Sculture luminose monumentali e un arcobaleno di luce. È così che dal 10 al 17 maggio, in occasione dell’ottantesimo anniversario del concerto di riapertura del Teatro alla Scala dell’11 maggio 1946, diretto da Arturo Toscanini, Piazza della Scala viene illuminata con Note di luce, progetto espositivo di forte impatto visivo firmato dall’artista Marco Lodola (vedi qui l’intervista pubblicata su LUCE 350, a cura di Jacqueline Ceresoli) che fonde arte contemporanea, memoria storica e tradizione musicale.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività per il decennale della Fondazione Banco dell’energia, costituita nel 2016 per iniziativa di A2A, che si impegna al fianco di cittadini in situazione di vulnerabilità sociale, promuovendo interventi concreti che uniscono solidarietà ed efficienza energetica, e che, con questo evento, conferma la sua missione distintiva di coniugare il contrasto alla povertà energetica a iniziative di alto valore artistico. Da quasi vent’anni, infatti, la Fondazione Banco dell’energia è Fondatore Sostenitore del Teatro alla Scala, ed è proprio dalla partnership consolidata tra le due Fondazioni, con il Patrocinio del Comune di Milano, che è nato l’evento stesso.
“Questa iniziativa crea un ponte tra cultura, arte e solidarietà, unendo la storia di un’istituzione prestigiosa come la Scala a un impegno concreto contro la povertà energetica. L’anniversario del concerto di riapertura del Teatro rappresenta anche un’occasione per celebrare i dieci anni di attività del Banco e rinnovare il nostro sostegno alle famiglie più fragili – ha commentato Roberto Tasca, presidente di Fondazione Banco dell’energia e di A2A –. Note di luce è una nuova opportunità per avvicinare l’espressione artistica alle persone e il simbolo di una Milano contemporanea, capace di innovare senza dimenticare le proprie radici”.
Un abbraccio di luce
L’opera “vuole abbracciare lo spettatore – coinvolgendolo in un’esperienza immersiva, un incontro tra musica, arte visiva e spazio urbano – e dare nuova energia a uno dei luoghi simbolo della cultura italiana” grazie a tre monumentali sculture luminose e una videoproiezione con l’arcobaleno dei colori che illumina la facciata del Teatro.
Le sculture, realizzate nel tipico linguaggio stilistico di Lodola, raffigurano Nabucco, Zaccaria e Abigaille, personaggi chiave dell’opera Nabucodonosor che tornerà in scena dal 16 maggio con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Alessandro Talevi.
Con i loro colori accesi, le superfici brillanti e le linee essenziali, le tre sculture “traducono l’opera verdiana in una dimensione contemporanea e, illuminate dall’interno, dialogano con lo spazio urbano trasformando la piazza in un palcoscenico a cielo aperto. In particolare la presenza del celebre e complesso personaggio di Abigaille diventa simbolo della forza espressiva della lirica e della sua capacità di attraversare le epoche”.
Inoltre la facciata del Teatro viene trasformata dalla videoproiezione in una scenografia viva in dialogo con le sculture stesse, “rappresentando lo scenario che le circonda e creando l’effetto di un pubblico che si affaccia per osservarle. Il linguaggio visivo rimane coerente con l’estetica di Lodola: figure sintetiche, colori vibranti ed equilibrio tra cultura storica e contemporanea”.
“Con Note di luce ho voluto trasformare la luce in memoria viva: un ponte luminoso tra la storia del Teatro alla Scala e l’energia del presente. Le mie figure nascono per dialogare con la musica di Giuseppe Verdi, portandola fuori dal teatro, nella piazza, tra le persone – ha dichiarato Marco Lodola –. È un abbraccio di colore che celebra la bellezza condivisa e ci ricorda che l’arte, quando si accende, può unire, emozionare e anche generare un gesto concreto di solidarietà”.
L’iniziativa si configura non soltanto come un omaggio celebrativo, ma è “anche una riflessione sul ruolo del teatro nella società contemporanea. Attraverso la luce, il colore e la tecnologia, Marco Lodola reinterpreta la memoria storica della Scala, rendendola accessibile e coinvolgente a un pubblico più ampio e trasversale”.
L’artista ha realizzato anche alcune serigrafie in tiratura limitata, ispirate al progetto, per favorire la raccolta fondi a sostegno dei progetti di Fondazione Banco dell’energia. Queste opere d’arte, distribuite dalla Galleria Deodato Arte, diventano quindi un gesto concreto di solidarietà, a trasformare la bellezza in strumento di cambiamento sociale.
A Note di luce ha collaborato anche, in qualità di curatore e direttore artistico, Angelo Bonello, direttore artistico di Casta Diva Art&Show, “noto a livello internazionale per le sue opere di light design e firma di precedenti installazioni alla Scala. Dal 2023 al 2025, infatti, grazie alla collaborazione con Fondazione Banco dell’energia e A2A, l’artista ha illuminato il Teatro e la piazza antistante con una trilogia – Big Ballerina, Ballerina Sequence e Art is – che celebrava danza e arte”.
AUTHOR
Cristina Ferrari
Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE
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