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Stark, installazione Albori. Intuizione, Photo courtesy Stark s.r.l.

Un viaggio alla soglia dell’alba dove luce, suono e azione collettiva svelano il processo creativo. L’installazione Albori di Stark

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Aprile 2026

“L’alba è la soglia dove il mondo non è più immerso nella notte e non è ancora chiaro come il giorno: una sospensione dove prendono forma le intuizioni”. Ispirandosi a questa immagine da Il cavaliere inesistente di Italo Calvino, Stark, azienda italiana che si occupa della produzione di grandi eventi internazionali e della produzione di tecnologie esclusive e brevettate per effetti speciali 3D e proiezioni immersive interattive, torna alla Milano Design Week con Albori, “un viaggio in cui si vedono le idee schiarirsi nel buio”.

L’installazione, direzione artistica di Alice Buroni e Alex Buroni in collaborazione con Gloria Lisi e Fabrizio Esposito e con le musiche di Paolo Bragaglia, trasforma la Sala dei Pilastri del Castello Sforzesco in un’esperienza immersiva che mette in scena il processo creativo e lo trasforma in percorso visivo, interpretando la nascita dell’idea come un attraversamento sensoriale, fisico e collettivo.

Stark, installazione Albori. Photo courtesy Stark s.r.l.
Stark, installazione Albori. Composizione. Photo courtesy Stark s.r.l.

Tre atti per un viaggio tra luce, suono e materia

Nela sala il tempo appare sospeso tra giorno e notte, come metafora di un processo in continuo mutamento, trasformazione, a cui il pubblico è invitato a partecipare attivamente, in cui luce, suono e materia fisica si uniscono in una narrazione progressiva divisa in tre momenti. Si parte dall’ascolto, “un paesaggio sonoro immersivo che invita alla percezione del contesto” per arrivare all’intuizione, “momento catartico e nucleo centrale, dove lo spazio si condensa in un punto, in cui emerge il momento vivace e generativo dell’idea”.

Stark, installazione Albori. Intuizione, Photo courtesy Stark s.r.l.
Stark, installazione Albori. Viaggio. Photo courtesy Stark s.r.l.

Tutto questo avviene in un ambiente delimitato e “abitato” da veli dietro cui si cela una lampada, come una luna, e sui quali, come su una tavolozza, scorrono chiazze di colore luminose in movimento, in continua trasformazione, in un’alternanza di chiaro e buio, colori forti e più tenui, quasi a simulare un paesaggio o elementi in diversi momenti della giornata.

Stark, installazione Albori. Photo dell'autrice
Stark, installazione Albori. Photo dell'autrice
Stark, installazione Albori. Composizione. Photo courtesy Stark s.r.l.

E tavolozza diventa anche una parete bianca nell’ultimo momento, la composizione. Al centro dell’ambiente un grande tavolo condiviso accoglie una struttura con scomparti aperti in cui i visitatori possono inserire mattoncini rivestiti di differenti materiali e/o di diversi colori: in ogni spazio un sensore legge quello contenuto nel mattoncino che vi viene inserito, al quale sono associati una texture, un colore e un suono che vengono “trasposti” sulla parete generando infinite combinazioni di colori e suoni in movimento, sempre diverse e in continua trasformazione, frutto dell’azione collettiva e della fantasia delle persone, mettendo quindi in relazione materiali fisici e scenografie digitali che trasformando il pensiero e l’azione in forma tangibile.

In tutto il percorso “i suoni abitano lo spazio come una presenza viva: un tessuto musicale che si trasforma insieme al percorso passando dalla sospensione dei primi momenti alla concentrazione intensa dell’intuizione, fino a interpretare il gesto collettivo e interattivo della composizione”.

Stark, installazione Albori. Composizione. Photo courtesy Stark s.r.l.
Stark, installazione Albori. Composizione. Photo courtesy Stark s.r.l.

Insomma, Albori esprime un processo corale raccontando come un’idea non nasce dal nulla e non si concretizza in solitudine, “traducendo questa coralità in un percorso da un ambiente indistinto percepito singolarmente, verso un’organizzazione graduale a più mani” con il design che diventa atto condiviso che luce, suono e materia concretizzano in una presenza che emerge dal buio.

Stark, installazione Albori. Composizione. Photo courtesy Stark s.r.l.
Stark, installazione Albori. Composizione. Photo courtesy Stark s.r.l.

AUTHOR

Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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