Milano Design Week 2026
Tecnologia, design e arte si fondono in un unico sistema progettuale. HYLEtech alla Milano Design Week
By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Aprile 2026
INDICE
“Un passaggio di scala: dalla sperimentazione sul prodotto alla dimensione architettonica, introducendo il concetto di ‘parete attiva’ come nuova infrastruttura del progetto contemporaneo”. Tutto questo è il progetto HYLEtech Lab – Light in Matter. Architectural Variations di HYLEtech, gruppo industriale e creativo nato per unire competenze avanzate nel campo della tecnologia, del design e della produzione sostenibile, la cui forza risiede nella sinergia tra le diverse competenze, nell’attenzione alla sostenibilità e nella costante ricerca di nuove possibilità espressive per il design e l’architettura.
HYLEtech5: una parete attiva
Il progetto, presentato in Triennale Milano, e curato da Luca Molinari Studio che ha ideato l’impianto teorico e coordinato il programma culturale, ha trasformato Triennale Milano Teatro in una piattaforma di confronto tra progettisti, azienda e ricerca e in un uno spazio di sperimentazione tra architettura, tecnologia e ricerca.
Al centro una domanda sempre più urgente per il progetto contemporaneo: “Cosa accade quando la tecnologia smette di essere un’infrastruttura nascosta e diventa parte integrante della materia architettonica?”. Ed è da qui che parte la ricerca di HYLEtech che, dopo aver indagato nel 2025 il rapporto tra luce e materia alla scala dell’oggetto e delle collezioni di arredo, estende ora la propria ricerca all’architettura, portando il sistema verso una dimensione spaziale e costruttiva più ampia.
La risposta è il sistema HYLEtech5 che si pone come un’infrastruttura diffusa, un sistema di competenze e soluzioni che abilita i progetti, intervenendo in modo trasversale tra design, architettura e sperimentazione.
Il sistema, presentato in Sala Poeti nella sua dimensione applicativa, è un aggregatore di tecnologie che combina un pannello strutturale in alluminio riciclato con la piattaforma modulare NEX-S, progettata per integrare in modo sinergico diverse funzioni normalmente distribuite tra impianti e stratigrafie.
La parete si configura come superficie attiva a spessore ridotto (1–2 cm) in cui convergono diverse tecnologie:
- NEX-S Light, sistema di illuminazione a luce invisibile con ottiche dark antiabbagliamento, integrato direttamente nella materia.
- NEX-S Isolant, isolamento termico ad alte prestazioni basato su aerogel, con conducibilità pari a 0,016 W/mK e spessori estremamente ridotti.
- NEX-S Phono Absorb e Phono Isolant, per il controllo e l’isolamento acustico, con coefficienti di assorbimento elevati e abbattimento fino a Rw 27 dB.
- NEX-S Audio, sistema di diffusione sonora invisibile integrato nella superficie, capace di trasformare la parete in un dispositivo acustico attivo.
- NEX-S Heat, sistema di gestione termica con moduli indipendenti a temperatura controllata e risposta rapida.
Il concetto di piattaforma aperta ha portato allo sviluppo di alcuni casi studio che vedono nella partnership tra aziende e progettisti il vero terreno di sperimentazione.
Gli elementi tangibili delle collaborazioni sono esposti in un’installazione che combina NEX-S Heat e Phibon – nuovo sistema modulare di Emanuel Gargano, pensato per generare configurazioni spaziali dinamiche tra parete e pavimento – e segna l’avvio della sperimentazione con Listone Giordano.
Dalla sperimentazione con la materia, la ricerca si amplia quindi verso un’applicazione architettonica concreta, in cui il sistema diventa elemento costruttivo integrato. Da qui nasce anche Symbiosi, la porta tecnologica in cui elementi distinti – il muro, la porta, gli arredi, la luce – vengono ripensati come componenti interconnessi, parte di un unico organismo spaziale.
Tutto questo si unisce in una superficie multifunzionale a spessore minimo che concentra in un unico elemento prestazioni luminose, energetiche e sensoriali, superando la tradizionale separazione tra architettura e impianto e andando otre all’invisibilità degli impianti stessi: Light in Matter propone infatti un passaggio ulteriore, ovvero assorbire la tecnologia nella materia, fino a farla coincidere con l’architettura stessa.
“Siamo giunti a un cambio di paradigma, che apre nuove possibilità al progetto contemporaneo – ha dichiarato Stefano Cetoloni, CEO di HYLEtech5 -. Triennale Milano, è il contesto di sperimentazione e confronto internazionale, ideale per approfondire e veicolare questo nuovo approccio”.
Un progetto come esperienza
Oltre all’installazione, il progetto prende forma come esperienza: sei studi internazionali sono stati invitati “a interpretare questo scenario attraverso installazioni che mettono in tensione spazio, materia e innovazione tecnologica, per interrogarne le implicazioni spaziali e progettuali. Il palco diventa il dispositivo narrativo e critico, in cui la tecnologia è materia di progetto e non semplice supporto”.
Si parte da sei parole chiave che guidano altrettante interpretazioni progettuali, a cura dei sei studi. “HYLEtech compie qui un passaggio decisivo, un cambio di visione, in cui l’innovazione diventa struttura e linguaggio. Questo slittamento apre a nuove risposte: non più tecnologia al servizio della forma, ma una tecnologia che libera la forma, aprendo alla sperimentazione e ampliando le possibilità espressive del progetto”, commenta il curatore Luca Molinari.
In contemporanea ai workshop (realizzati con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano, con il riconoscimento di 3 crediti formativi professionali – CFP per ciascun incontro), ogni pomeriggio il pubblico assiste al montaggio delle installazioni, “trasformato in un momento performativo che anticipa il workshop stesso, rendendo visibile il processo progettuale oltre al suo esito finale”.
Al centro della ricerca c’è la riflessione sul ruolo della parete che, da semplice elemento costruttivo, diventa infrastruttura attiva capace di integrare luce, comfort termico, acustica e suono in un unico supporto dallo spessore ridotto.
Programma
Gli eventi hanno luogo ogni pomeriggio dalle 16.30.
- Han Tümertekin – Atmosfera (20 aprile) – a partire da un episodio quotidiano osservato nello spazio urbano, l’installazione riflette sul progetto come processo dinamico, in cui le soluzioni emergono non per aggiunta ma per sottrazione, adattandosi continuamente al mutare delle condizioni.
- Labics (Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori) – Sottigliezza (21 aprile) – un’indagine sul concetto di “sottigliezza” come condizione spaziale e non solo dimensionale: la superficie diventa soglia, uno spazio intermedio capace di connettere interno ed esterno, materia e percezione.
- Marco Casamonti / Archea Associati Infinito (22 aprile) – una riflessione sull’infinito come qualità intrinseca dello spazio: non assenza di limite, ma tensione continua tra misura e apertura, attivata attraverso sequenze, soglie e discontinuità.
- Gary Chang / EDGE Design Institute – Connessioni (evolute) (23 aprile) – un progetto che esplora la connessione come principio generativo dello spazio contemporaneo, in cui funzioni, elementi e sistemi si integrano in configurazioni adattive, riflettendo le dinamiche dell’abitare compatto e delle città dense.
- Francisco Mangado – Sostenibilità (24 aprile) – un intervento che rilegge il tema della sostenibilità attraverso il concetto di “economia” come relazione tra mezzi e risultati, dove integrazione tecnologica e riduzione degli elementi diventano strumenti per un’architettura più essenziale e consapevole.
- Emanuel Gargano – Rivoluzione (25 aprile) – una ricerca sulla superficie come elemento operativo: la riduzione dello spessore e l’integrazione delle funzioni trasformano il materiale da componente passivo a dispositivo attivo, ridefinendo il rapporto tra costruzione e percezione.
HYLEtech5 alla Milano Design Week
Accanto a Triennale Milano, dal 20 al 26 aprile HYLEtech5 rinnova la sua presenza anche nel distretto 5Vie.
Qui, dentro Anotherview, il bar trattoria Altra Vista presso lo Spazio Cavallerizze (Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia L. da Vinci, via Olona 4), l’azienda “firma la fornitura di corpi illuminanti Luce5, consolidando un dialogo avviato già nelle precedenti edizioni. Un intervento che si inserisce con continuità nel progetto espositivo, contribuendo a definirne atmosfera e percezione”.
HYLEtech è presente anche presso Galleria Rossana Orlandi (via Matteo Bandello 14), nell’ambito di RoCollectible 2026, con una presenza articolata che intreccia ricerca tecnologica e produzione. Qui viene presentata Symbiosi, la porta tecnologica sviluppata in collaborazione con Stefano Boeri Interiors, “un sistema che mette in discussione la distinzione tra elemento architettonico e infrastruttura tecnica, concentrando in un unico dispositivo funzioni luminose, energetiche e sensoriali”. Altro esempio di ricerca che lavora sulla relazione tra forma, materia e controllo della luce, sono le lampade Efeso e Delos del designer Roberto Sironi.
L’azienda interviene come partner tecnico anche nel progetto di Franco Cervietti Studio in Piazza Città di Lombardia, fornendo un corpo illuminante integrato nell’allestimento.
Parallelamente, la sperimentazione coinvolge anche una nuova generazione di progettisti, come il designer Enea Colombo che presenta la lampada Boolean. Realizzato in HYLEtech, il progetto, sviluppato per l’esposizione Pinetum, è stato selezionato da Pantera Studio e viene esposto nell’ambito di 48H, l’esposizione collettiva di due giorni (21-22 aprile, via Ventura 3) “dedicata a giovani designer indipendenti, organizzata da chi privilegia approcci autonomi e linguaggi emergenti”.
Attraverso queste collaborazioni, HYLEtech5 supera il ruolo tradizionale di fornitore tecnico per posizionarsi come partner progettuale, capace di intervenire nei processi e non solo negli esiti e di leggere una trasformazione in atto: la progressiva dissoluzione dei confini tra tecnologia e progetto, tra componente e sistema, tra supporto e linguaggio.
AUTHOR
Cristina Ferrari
Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE
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