Architettura porosa tra luce e paesaggio


Patrik Pedó, co-fondatore di monovolume architecture + design e autore della nuova sede Durst a Bressanone, in una recente intervista su LUCE (336/2021) ci ha raccontato la sua idea sul rapporto tra luce naturale e artificiale nella loro architettura.

“Ci piace pensare alla luce naturale come una caratteristica portante del progetto. Prima di tutto, studiamo lo stato di fatto, come ruota la fonte solare in quella determinata area, qual è il suo orientamento, come cambiano le ombre durante l’arco della giornata, come cambia la luce durante l’arco delle stagioni, senza dimenticare di analizzare anche le altre fonti di luce circostanti che potrebbero influenzare le superfici del progetto che andremo a realizzare. Come secondo step, cerchiamo di utilizzare al massimo la luce solare, analizzandone la sua rifrazione sui materiali scelti. Sono le accurate distanze e gli intagli contemporanei a evidenziare le trasparenze in facciata. Come ultimo step, a supporto della luce naturale andiamo a scegliere fonti di illuminazione artificiale che pongano l’attenzione ad aspetti naturali, quali la scelta della vegetazione, e agli ambienti living”. 

Partendo da qui, lo studio ha realizzato l’illuminazione dei nuovi spazi interni. In particolare ha posto l’attenzione sulla cosiddetta War Room e il suo rapporto con la luce e l’esterno. Questa è una sala lunga e stretta collocata nella torre dell’edificio affacciato sulle montagne circostanti. In essa è facilmente leggibile l’approccio, sopracitato, sulla relazione tra luce naturale e artificiale. La prima entra da una finestra tripartita frontale e dalla vetrata della facciata, questo permette alla luce di viaggiare per molti metri all’interno della stanza. La seconda è un’onda sinuosa composta da oltre 200 sfere luminose in vetro, parte della collezione Algorithm (Vibia).

Le piccole sfere in vetro soffiato assieme all’imponente tavolo sono l’epicentro della sala. Grazie alla sensibilità dello Studio e al configuratore Vibia è stato creato un sistema di lampade a sospensione, con struttura in graffite nero, composto da sfere a LED, sospese a varie altezze e ancorate al soffitto attraverso una struttura tubolare flottante. L’effetto scenografico continua anche di notte, quando il lampadario acceso dalla stanza si estende verso l’orizzonte, riflettendosi e moltiplicandosi nell’ampia vetrata in facciata.

La sala, denominata War Room, è stata recentemente inaugurata all’ultimo piano della Durst Group. monovolume architecture + design insieme a Eurolicht ha illuminato la stanza “con un gesto progettuale puntuale e accurato, trasformando lo spazio in un’accogliente sala per il CDA. Il gruppo, attivo a livello mondiale ha sede in America, Europa, Cina e Australia; la sua internazionalità si riflette anche nella nomenclatura degli interni, la “War Room”, è un termine americano che di fatto indica una sala operativa, riservata alla dirigenza”. La sala è anticipata da una gigantografia, opportunamente stampata su materiali Durst, con un ritratto e un aforisma di Leibniz, quale elemento programmatico della filosofia aziendale.

Ad anticipare l’area formale è stata ideata una zona relax, con arredi bassi, quali divani, tavoli e poltrone, uno spazio di benvenuto pensato per incontri informali. Il vero focus della stanza è il tavolo in noce massiccio dall’aspetto naturale, designato e realizzato su misura, cablato ed elettrificato, lungo 9 mt per un totale di 26 posti a sedere. Il tavolo è il fulcro di tutte le attività di direzione ed elaborazione della strategia aziendale. La sua posizione ha una doppia prospettiva: da un lato la vista verso la città di Bressanone, dall’altro lato è presente il monitor digitale per meeting e conferenze in streaming.

A completamento dell’ambiente direzionale e adiacente alla sala una scalinata sale al sesto pianto collegando direttamente la sala alla terrazza privata con giardino. In questo spazio aperto appare ancor più evidente la stretta relazione tra natura e artificio, l’integrazione tra architettura, piante e luce è perfetta, ogni elemento segue una precisa dislocazione gerarchica e scenografica.

Tutti i progetti dello studio sono percorsi da un’attenzione, tipica dell’architettura mitteleuropea, per una particolare porosità tra architettura e paesaggio, tra luce solare ed “umana”, che la rende perfettamente identificabile e riconoscibile al primo sguardo.

(foto War Room courtesy: Nachbar Rolf per monovolume architecture + design)

(foto terrazza courtesy: Luca Girardini per monovolume architecture + design)