DAL CONGRESSO AIDI A NAPOLI NASCE IL “MANIFESTO DELLA LUCE”


Luce: ambiente, innovazione, qualità, questi i tre temi fondamentali dello sviluppo dell’illuminazione nell’era delle transizioni, discussi da oltre cinquanta relatori presenti al numeroso pubblico del congresso nazionale di AIDI nei giorni scorsi, 20 e 21 giugno, nella splendida cornice del Golfo di Napoli, tra i luoghi più belli e ricchi di suggestione del nostro Paese. 

Un successo per contenuti, per gli ospiti italiani e internazionali attenti a seguire ogni dibattito e confronto; per giovani studenti della Federico II e di altre università; per l’organizzazione, l’impeccabile accoglienza, la confortevole ospitalità all’Hotel Royal Continental con sguardo su Castel dell’Ovo e, per chi come noi della stampa era presente, e conversato anche per pochi minuti tra una tavola rotonda e l’altra, tra workshop e presentazioni di memorie, con relatori, soci AIDI,  lighting designer, architetti, docenti, mai – da quanto abbiamo ascoltato e ci è stato detto –  è stato vissuto un Congresso nella storia di AIDI di oltre 60 anni, con un’atmosfera così sentita di ritrovata vita associativa, di piacevoli incontri e sorrisi, come da tempo non capitava.  Chiacchierando tra un caffè e una spremuta di questo o quel progetto di architettura e di luce visto a Roma, o a Firenze o in un raffinato museo veneziano, o sull’ultimo numero di LUCE, il 340, distribuito in anteprima a tutti gli ospiti. 

Così riflessioni e approfondimenti su questo o quell’intervento nel recente convegno di ASSIL in Assalombarda e come affrontare o mettere a terra i 24 miliardi del PNRR per il settore luce. Oppure aneddoti dei giorni precedenti in occasione del Salone del Mobile e Fuorisalone a Milano. Quando forse per caso o forse no ci siamo ritrovati a pochi passi da San Babila, in corso Monforte – a cui potremmo ormai dare il nome di Corso della LUCE –, tanti i brand presenti con le loro illuminate, eleganti vetrine. Ma non solo, l’avevo scritto proprio come appunto importante,  perché pensiero di molti degli ospiti, l’atmosfera che si respirava per la magica bellezza della città ospite: Napoli, città d’arte del Mediterraneo, città illuminista d’eccellenza, e il suo golfo,  la via Caracciolo, il Madre, la sua storia tre volte millenaria amata e raccontata dall’indimenticabile scrittore e giornalista napoletano Giuseppe Marotta nel suo capolavoro “L’Oro di Napoli” che ispirerà nel 1954 il film di Vittorio De Sica, con nomi che ci ricordano cosa è stato il grande Cinema:  Totò, Sophia Loren, Vittorio De Sica, Eduardo de Filippo, Silvana Mangano. 

Ci sarò spazio e tempo per approfondire tutti i temi, per un approfondimento concreto e più rigoroso degli argomenti discussi qui a Napoli, con la pubblicazione prossima degli Atti AIDI del XX Congresso, che racchiuderanno ogni intervento, ogni relazione, le memorie presentate, le sintesi di ciascun dibattito o tavola rotonda. Un approfondimento scientifico e culturale che mette a terra informazioni, documenti, e gli obiettivi che i diversi attori e protagonisti intervenuti hanno posto all’attenzione del mondo della luce italiana e internazionale. Proposte e visioni che costituiranno, come il direttore ha voluto titolare questo articolo di cronaca, la base di un “Manifesto della luce”, che cercherà di dare linee guida su tematiche strategiche per chi opera nel settore dell’illuminazione. Un manifesto per un settore come ben sappiamo rilevante per l’economia italiana e di prestigiosa storia, confidiamo anche futura per il nostro Made in Italy. 

Non posso per il numero di battute in cui mi devo contenere, pubblicare tutti i nomi dei relatori, ne cito alcuni: l’economista Carlo Cottarelli, il Maestro della luce Piero Castiglioni, il presidente di Assoluce Carlo Urbinati, il presidente dell’Associazione della Fisica Tecnica Italiana Filippo de’ Rossi, la presidente di AILD Patrizia De Masi, il direttore dell’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano Giulio Salvadori, il presidente e Co-Founder di The FabLab e divulgatore scientifico Massimo Temporelli e il lighting designer inglese Michael Grubb. Presenti naturalmente il presidente di AIDI, Gian Paolo Roscio, il vicepresidente Dante Cariboni, il segretario generale Alvaro Andorlini.

Riferendosi nel suo intervento al titolo del congresso, Lo sviluppo dell’illuminazione nell’era delle transizioniil presidente di AIDI Gian Paolo Roscio, ha detto che esso ci proietta immediatamente “ …nella realtà di un momento storico, culturale e sociale molto importante dove l’illuminazione può svolgere un ruolo fondamentale nella partita dell’innovazione e della sostenibilità ambientale” E che comprendere il presente è oggi ancor più necessario per essere pronti a capire l’ormai prossimo futuro: “Questo – ha spiegato –, l’obiettivo culturale della nostra iniziativa, tenendo conto che il presente è già molto più avanti di quello che possiamo pensare. La rapida evoluzione che sta coinvolgendo il comparto non consente pause nella formazione e nell’aggiornamento, e questo Congresso rappresenta un fondamentale momento che può aiutare tutti gli operatori ad affrontare meglio le trasformazioni richieste ai professionisti e alle aziende del settore”. E noi aggiungiamo trasformazioni e visioni anche nel mondo dell’architettura, dell’urbanistica, delle costruzioni, delle amministrazioni pubbliche, della ricerca, dell’insegnamento, per un rinnovato modo di abitare e vivere le nostre città e i nostri spazi privati e di lavoro, come ci è stato ben spiegato in occasione del recente convegno ASSIL a Milano da un autorevole architetto, Alfonso Femia, per fortuna (nostra e siamo certi sua!) non archistar, neologismo da mass-media di soli lanci d’agenzia e tante fotografie.  

Un congresso alla cui impostazione e sviluppo ha impresso una forte connotazione il Comitato scientifico composto da docenti, professionisti ed  esperti: dal  presidente AIDI Gian Paolo Roscio al presidente ASSIL Aldo Bigatti e il presidente di APIL Pietro PalladinoLaura Bellia, referente del Comitato scientifico, docente all’Università degli Studi di Napoli Federico II, Elisa Belloni, ricercatrice all’Università degli Studi di Perugia, Osvaldo Da Pos, Università di Padova, Alan Dilani, Ph.D, Architect/Public Health, International Academy for Design & Health, Marinella Patetta, lighting designer, Metis Lighting e Pierangelo Soldavini, caporedattore Nòva – Sole 24 Ore.

Un Congresso, questo di Napoli, che ha illuminato il cammino di AIDI tra la sua antica e prestigiosa storia e l’oggi, disegnando, anzi, scrivendo con luci al neon, come in un’opera di Maurizio Nannucci, parole o frasi sintetiche ma anche evocative, indicandoci  nuovi obiettivi (e importanti nuovi traguardi) per affrontare il tema illuminazione e del ruolo che può svolgere (e già svolge) nel mondo in stretto dialogo e armonia con l’ambiente, donandoci emozioni e benessere. Il mondo della luce italiana possiede numerosi talenti, eccellenti lighting designer, ricercatori, docenti, brand di qualità, notevoli capacità di visioni strategiche, imprenditori che dell’impegno ne hanno fatto una missione, della loro azienda e collaboratori una famiglia allargata; un mondo che più unito, come stiamo vedendo da qualche tempo, può affrontare e vincere queste e altre sfide che sono oggi davanti ai nostri occhi. Non facili, ma non è la prima volta.