IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI POLI.DESIGN


Cabirio Cautela e Matteo O. Ingaramo

L’assemblea dei soci di POLI.design ha nominato i nuovi membri e il Presidente del Consiglio di Amministrazione Matteo O. Ingaramo, professore in Design al Politecnico di Milano e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Design and Engineering. Il  POLI.design è la società consortile  fondata dal Politecnico di Milano poco più di vent’anni fa, che insieme alla Scuola del design e al Dipartimento di design forma il Sistema design del Politecnico di Milano: fiore all’occhiello è un aggregato di risorse, competenze, strutture e laboratori tra i più importanti al mondo.  La Società̀ annovera tra i suoi soci ADI, AIPI, AIAP e FederlegnoArredo.

Nel Consiglio sono stati nominati Simona Belforti (FederlegnoArredo), Luciano Galimberti (Presidente ADI) e Marco Tortoioli Ricci (Presidente AIAP); nuovo Amministratore delegato Cabirio Cautela, professore Dipartimento di Design e Co-Direttore dell’Osservatorio Design Thinking for Business del PoliMi. 

Il neo-presidente Ingaramo ha guidato la Società prima  come direttore generale poi da amministratore delegato, portando POLI.design a svolgere il ruolo di cerniera fra università, imprese, enti, istituzioni e mondi professionali. In particolare, ha conseguito obiettivi rilevanti nella internazionalizzazione e nella gestione in un momento di crisi come quello appena trascorso: i due anni in cui la pandemia ha completamente stravolto il settore dell’education hanno visto POLI.design chiudere il bilancio con ricavi in crescita del 32%.

Il Prof. Cabirio Cautela lascia il suo ruolo di Direttore Vicario del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e assume il ruolo di Amministratore Delegato in un momento di grandi cambiamenti per un’istituzione che si occupa di istruzione. Il suo operato si focalizzerà da un lato nel consolidare il processo di formazione di figure più tradizionali, legate al concetto di progetto originario, come i designer di prodotto, i designer degli spazi, i designer dei servizi e dall’altro, il suo lavoro sarà rivolto ad implementare l’evoluzione del dominio del progetto, accelerata dalla transizione digitale e dalla sostenibilità e a rafforzare la Corporate Education. Oggi, infatti, i designer ricoprono un ruolo strategico in più ambiti dalla gestione di una azienda: dalle risorse umane alla riconfigurazione dei processi creativi, passando per i modelli di business.

Entrambi continueranno ad occuparsi della direzione scientifica di alcuni dei Master storici del PoliMI: Industrial Design Engineering and Innovation; Design for Architecture e il Master Premium Design Management  il Prof. Ingaramo e il Master in Strategic Design il Prof. Cautela.

Matteo O. Ingaramo ha dichiarato “Sono onorato di ricoprire la carica di presidente del Consiglio di amministrazione di POLI.design, completando, con una visione strategica e di insieme, la mia esperienza in una Società che ho visto crescere ed ottenere un ruolo di riferimento nel mondo del Design come snodo tra accademia, mondo delle professioni e dell’imprenditoria. Veniamo da due anni complicati, nei quali fare formazione è stata una grande sfida, una sfida che la nostra istituzione ha saputo affrontare e superare con successo, continuando a formare in presenza e online studenti provenienti da tutte le parti del mondo, a siglare importanti accordi con istituzioni italiane e internazionali e a ricoprire un ruolo attivo nell’ecosistema italiano e internazionale del design. Un lavoro importante che ho avuto il piacere di svolgere negli ultimi due anni con Francesco Zurlo, oggi Preside della Scuola del Design, che ringrazio e con cui continueremo a lavorare all’interno del sistema del design del Politecnico”.

Seguono le parole di Cabirio Cautela: “POLI.design rappresenta oggi una realtà affermata a livello internazionale nella formazione post-curriculare legata alle discipline del progetto. Nei prossimi anni dovremo da un lato consolidare la formazione di profili più tradizionali, e dall’altro investire attenzione e progettualità nella creazione di nuove professionalità che vedono il design dialogare con i temi dell’inclusione sociale, con i nuovi servizi che le città offrono ai cittadini, con le tecnologie dell’intelligenza artificiale e i big data. Il nostro lavoro dovrà però raggiungere anche il mondo delle imprese e supportarle nei processi di re-skilling e up-skilling del capitale umano. Le sfide legate alle nuove tecnologie e alla circolarità dei modelli produttivi impongono un salto culturale prima e di strumenti poi che il design può abilitare. La corporate education, nelle sue forme nuove, riveste e rivestirà un ruolo strategico”.