UNA PASSIONE DIVENTATA MUSEO: STEFANO POLI E IL MUSEO DELL’ESPLORAZIONE POLARE


North Pole Expedition Museum

Stefano Poli è praticamente una leggenda tra  coloro che, italiani e non, visitano l’arcipelago delle Svalbard o a cui interessa la storia dell’esplorazione del Polo Nord, da sempre legata a queste isole a esso così vicine. Giunto qui quasi trent’anni fa, quando il turismo era ancora inesistente, s’innamorò immediatamente della natura selvaggia e indomabile del luogo e decise di restarvi, diventando successivamente una delle guide più apprezzate e conosciute.

È stato qui che, per la prima volta, venne  a conoscenza delle imprese di Umberto Nobile, ingegnere ed esploratore italiano che per primo, nel 1926, sorvolò il Polo Nord a bordo del dirigibile Norge, da lui disegnato e pilotato, e che alla seconda sfortunata spedizione divenne, assieme ai superstiti dell’equipaggio del dirigibile Italia, il disperso più famoso del mondo. L’operazione di salvataggio che conseguì, a cui parteciparono moltissime persone e flotte aereonautiche di diverse nazioni, è  a tutt’oggi la più grande mai avvenuta nell’Oceano Artico e alla fine costò  tante vite quanto ne furono salvate.

In breve tempo, la curiosità di Poli per le vicende del connazionale divenne una vera passione che oggi possiamo ammirare nel piccolo ma splendido North Pole Expedition Museum, in funzione dal 2008, situato sulla baia di Longyearbyen, a pochissimi metri dalle acque gelide di quell’oceano che fu teatro di tante avventure.

“Ho finanziato questo museo da solo”, ci tiene a precisare, “usando i proventi della mia attività di guida. È completamente privato, e non ha mai ricevuto una singola corona dal governo Norvegese. Tutto è nato dalla mia passione per le Svalbard, non sapevo nulla di Nobile prima di arrivare qui. Ho cominciato a cercare dove potevo informazioni, e in quanto italiano mi sono trovato in una posizione fortunata, avendo accesso a notizie e materiale  sia in norvegese che in italiano. In breve ho cominciato ad acquistare quello che riuscivo in internet, su eBay, ad aste e fiere; documenti, cimeli, giornali dell’epoca e così via.  In pochi anni ho ammassato una collezione così grande e completa che, pur non avendo un background museale, ho voluto condividere con il pubblico”. 

Ci tiene a precisare che è un curatore autodidatta, e penso che sia proprio questo suo approccio da vero appassionato, piuttosto che da accademico, a rendere il suo museo ancora più speciale.  “Ho voluto convogliare in questo posto così significativo tutte le informazioni esistenti su queste imprese.  Ho ricevuto molte cose in prestito, o donate,  da altri musei o dai discendenti dei protagonisti dei vari equipaggi, che ho rintracciato uno a uno, cercandoli nelle località d’origine, talvolta contattando i sindaci e pregandoli di aiutarmi a trovarli, per raccogliere i loro ricordi, per farmi raccontare tutto quello che sapevano; queste testimonianze le ho poi usate come didascalie, assieme a contributi di esperti, dando una dimensione umana agli oggetti e ai documenti in mostra.

  • North Pole Expedition Museum
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Gli spazi, ci spiega, sono stati disegnati per ricordare la banchisa e la realtà della famosa Tenda Rossa – conservata al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano –  dove Nobile e compagni si rifugiarono, montata sull’ice-pack che si muoveva in balia delle correnti. Ci sono pochi angoli retti, specialmente nel rivestimento del pavimento, richiamando le crepe che si formavano nel ghiaccio e che costituivano una minaccia costante alla loro sopravvivenza.

I materiali e le finiture si rifanno agli storici dirigibili, come alluminio spazzolato, rivetti, corde e tela cerata. Nonostante questi riferimenti  il museo è molto accogliente, e il legame personale e l’amore sincero che Poli nutre per questi luoghi e queste vicende è palpabile e si rispecchia in ogni angolo. Il display è corredato da molti video d’annata, in diverse lingue e provenienti da tutto il mondo, che conferiscono al museo un sapore internazionale che contrasta il più convenzionale e “norvegese” Museo delle Svalbard, a pochi metri di distanza.

Questo piccolo gioiello è  tuttora supportato, nei periodi in cui gli introiti dei biglietti non bastano, dall’attività di guida che Poli svolge alle Svalbard. Il turismo  qui è molto stagionale e principalmente estivo, e per questo il museo à aperto  principalmente da Marzo a Settembre.  L’intenzione di Poli, dopo 13 anni di attività, sarebbe di portare il suo museo in Italia – in vista anche dei prossimi centenari delle prime storiche  esplorazioni che videro Nobile come protagonista –, in una sede permanente dove questa collezione, unica al mondo, possa essere condivisa e apprezzata in maniera costante.