INTIMATICA, DI ALESSANDRO PERRIELLO


Amaso – alias Alessandro Perriello (1970), fashion designer appassionato di musica, disegno e letteratura, nonché studioso di comportamenti umani nell’epoca digitale – è il protagonista di Intimatica, un non-romanzo che narra un viaggio introspettivo dentro sé stessi. Ha dichiarato l’autore: “Ho scritto questo libro per incoraggiare le persone a intraprendere questo cammino perché nella vita tutto è possibile, e se davvero vogliamo cambiare qualcosa, dobbiamo partire da noi stessi. ‘If you dont’t change nothing, nothing will change’ diceva qualcuno”.

Periello è al suo primo libro, e il titolo scelto, Intimatica contiene due parole: “intimo”, riferito alla natura umana e all’introspezione psichica, e “automatico”, che include invece la componente meccanico-tecnologica della civiltà moderna. Il tema è l’uomo “macchinico”, robotico e cinico. L’essere cyber lo scopriamo leggendo un viaggio delirante dentro le contorsioni dell’alienazione contemporanea, in un diario volutamente ermetico e criptico ma scorrevole nella lettura.

Il libro è un avventuroso diario di viaggio negli abissi della profondità dell’inconscio di un androide fin troppo umano; narra la storia di un Ulisse digitale nell’epoca pandemica, ospite involontario di sé stesso con la nostalgia della fisicità non avuta. Una sorta di Avatar che tra Barbie, Alice, Piccolo Principe e altre citazioni surreali, sonda senza giudicare la coscienza collettiva, evocando presenze e assenze, amori vissuti, flash di emozioni reali o immaginate, desideri sopiti e rimorsi. Qui nulla è come sembra e tutto scorre fluido, vincono i conflitti irrisolti tra l’Io e il Super Io dell’autore e sgomenta la storia di un androide contaminato da un virus nel cervello che genera la perdita della memoria.
Scrive l’autore: “Intimatica non c’è, non esiste, dice a un punto Alice, uno dei personaggi del mio libro. sbarcato sulla terra, naufrago in una non terraferma agitata da vorticosi cambiamenti, in cui tempo, spazio, luogo e ambiente si svaporano in una dimensione #? Sarà il lettore a rispondere alla domanda, o forse no.

Intimatica

Intimatica è una favola fantascientifica cyberpunk condivisa con Cristian Diana, fotografo digitale dall’estetica neogotica, stile Tolkien in versione techo chic shock; un racconto fluido sviluppato in simbiosi tra testo e immagine in cui si materializza un viatico immaginifico verso il vuoto delle apparenze. Ha commentato Perriello: “Come tutte le favole, anche Intimatica ha le sue illustrazioni che, a partire dalla copertina, guidano il lettore in un mondo che non c’è, eppure esiste”.

Anche se la lettura qua e là segue un ritmo caotico e dispotico volto a confondere il lettore, la narrazione nel complesso funziona quando si stabilisce con l’autore un patto non scritto di lasciarsi trascinare dentro un fiume carsico di associazioni, evocazioni e atmosfere cyber e colori, in particolare il “verde Clinque” per sondare l’inconscio come specchio delle vanità fino alla scoperta dei limiti umani.
Jonny, Alice, Piccolo Principe, Etienne, Susie Wong, Gabriel, questi e altri strani funambolici esseri evanescenti come il fumo ruotano intorno a Intimatica, che non è certo inteso come il luogo dell’utopia, dove condividiamo alienazioni contemporanee con anti-eroi alla ricerca di chissà quale domani nel vuoto cosmico da cui proveniamo.
Si tratta di un libro che attinge dall’immaginario anche cinematografico, in cui la profondità del racconto emerge in superfice “a video spento”, attraverso una narrazione visuale.

Perdita, confusione, ricerca di identità, sconfitta, disagio, vulnerabilità, incapacità di tollerare il dolore fisico e psichico, sessualità ma anche riscatto, speranza e rinascita, anche se il tema sembra essere l’alienazione dell’incomunicabilità nell’epoca dei social media tra esseri disumanizzati.
Gli stadi di conoscenza di una generazione digitale che scandisce il tempo in base alle connessioni tra l’Io (fittizio) e l’Altro, alla ricerca di un Noi inorganico. E in questo stato di coscienza delirante digitalizzato, tutto è anomalo, imprevedibile come la vita, configurando uno scenario solo apparentemente inumano.

Siamo l’Intimatica che immaginiamo? Chissà se i riferimenti letterari citati dall’autore in diversi capitoli, l’estetica cyber anni ottanta-novanta e il richiamo a mondi fantascientifici caratterizzati da robot, alieni con pregi e difetti degli umani, tra essenza ed apparenza, incideranno sulla nostra lettura. Ciascuno di noi farà il suo viaggio, oltre i confini del reale, dentro il mistero dell’inconscio. Il libro si sviluppa come un road movie ambientato in un futuro futuribile ma oscuro; un racconto ermetico in bilico tra apocalisse tecnologica e speranza di rigenerazione di una post-umanità che lascia al lettore la sorpresa di scoprire come e se rinascere.

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