Le Nuove Gallerie Leonardo un museo per il XXI secolo


Nuove Gallerie Leonardo
Le sezioni dedicate alla "Città ideale" e alle "Vie dell’acqua"

Le celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci si sono concluse con l’inaugurazione, lo scorso dicembre, delle Nuove Gallerie Leonardo al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano. L’istituzione, che ospita dal 1953 nella storica galleria molti modelli di macchine leonardesche, si è oggi dotata di una nuova esposizione permanente su 1.300 metri quadrati, nata da un confronto costruttivo tra il curatore Claudio Giorgione, la collaborazione scientifica di Pietro Marani, tra i più grandi studiosi al mondo di Leonardo, lo scenografo franco-svizzero François Confino, uno dei più apprezzati specialisti al mondo in allestimenti museali, autore in Italia del Museo Nazionale del Cinema di Torino, e lo Studio LLTT. 

Intrattenimento culturale o museo multimediale, il genio di Leonardo da Vinci viene raccontato nelle Nuove Gallerie in maniera trasversale, coinvolgente e innovativa. 

Nuove Gallerie Leonardo
Icosaedro regolare stellare dal disegno di Leonardo nel De Divina Proportione

“Abbiamo sempre sognato di lavorare su un’esposizione dedicata a Leonardo da Vinci – ha raccontato François Confino –, e quando si è presentata questa opportunità ne siamo rimasti colpiti e al tempo stesso un po’ intimiditi, ma abbiamo voluto immediatamente rendere omaggio al suo straordinario dinamismo intellettuale inserendo nel progetto elementi in movimento attraverso l’utilizzo di grandi proiezioni. La sala che conclude il percorso espositivo crea uno spazio totalmente immersivo, animando i suoi disegni in un’opera astratta, audace ma rispettosa del suo immenso talento”.

Con il sostegno di 70 istituzioni in tutto il mondo, è stato dato vita a un percorso di una ricchezza culturale unica, con un corredo iconografico di oltre 500 immagini che consente di scoprire l’opera di Leonardo nelle sue molteplici sfaccettature, e non solo come ingegnere e tecnologo.

Distante infatti dalla retorica che dipinge da Vinci come un genio assoluto, il percorso museale accompagna i visitatori alla scoperta di un uomo rinascimentale pienamente inserito nel suo tempo, affrontando in sezioni tematiche gli ambiti di ricerca, studio e applicazione a cui si è dedicato nell’arco della sua vita. La proposta didattica è stata concepita per essere comprensibile a un ampio pubblico, con una narrazione organizzata cronologicamente e tematicamente (sono circa 500mila le persone che da diversi anni, ogni anno, visitano il Museo, ndr).

Nuove Gallerie Leonardo
La sala “Ispirati da Leonardo”

L’esposizione si compone di oltre 170 opere – 70 modelli e plastici storici, 33 naturalia, 18 volumi antichi, 17 calchi, 14 affreschi e dipinti, 6 manufatti antichi, 13 facsimili storici–, ma sono le installazioni multimediali a rendere unico e sorprendente il percorso. Postazioni audiovisive e interattive si affiancano ai manufatti, presentando in modo accattivante temi e storie. 

Attraversando la Galleria il visitatore approccia Leonardo all’inizio della sua formazione nella bottega fiorentina del Verrocchio, scoprendo la sua passione per l’ingegneria, per il disegno come metodo di indagine; approfondisce, tra gli altri, i progetti militari e gli studi sul volo. Passo dopo passo si appassiona all’osservazione del territorio e delle vie d’acqua lombarde, cambiando poi prospettiva per ragionare di pittura e architettura. 

Nuove Gallerie Leonardo
Sogno del Volo

Ricordando che per oltre sessant’anni il Museo ha raccontato questa straordinaria figura a visitatori di tutto il mondo, Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo, in occasione dell’inaugurazione, ha detto: “Leonardo da Vinci, cui è intitolato il Museo, è un’icona, simbolo di curiosità e conoscenza multidisciplinare e interdisciplinare, di attenzione a soggetti specifici e princìpi globali, anche per questo testimone assoluto di contemporaneità. Le Nuove Gallerie segnano un momento importante nella storia della nostra istituzione, un progetto ambizioso che per il suo valore culturale, la sua ampiezza e l’investimento economico rientra nelle maggiori realizzazioni delle celebrazioni 2019 a livello internazionale. A oggi è infatti la più grande permanente dedicata a Leonardo”. 

Inaugurazione delle nuove Gallerie Leonardo. Da sinistra: Beppe Sala, Fiorenzo Galli, Dario Franceschini, Attilio Fontana, Alessandro Profumo

Ai tempi dell’entertainment esagerato e degli effetti speciali tout-court, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia ha saputo ancora una volta dimostrarsi un’istituzione all’avanguardia, che non ha paura di osare, abbattendo i confini tra cultura e coinvolgimento emotivo. Contenuti multimediali avanzati in un involucro allestitivo che può anche sorprendere, ma senz’altro affascinare, sono utilizzati qui in maniera fresca e naturale, e i contenuti audio-visivi non sono percepiti come occasione “altra”, ma come approfondimenti puntuali e riuscitissimi.

Nuove Gallerie Leonardo
Una delle maquette della sezione “Città ideale”

La studiata illuminazione, a cura del lighting designer Michel Helson, è realizzata con sorgenti Led e apparecchi Erco, Technical Partner dell’iniziativa, e non interferisce con le proiezioni cinematografiche, le ricostruzioni interattive e i modelli esposti a differenti altezze. Contribuisce anzi alla “messa in scena” delle opere, che trovano posto nei rinnovati spazi delle Gallerie Leonardo come sul palcoscenico di un teatro, assicurando al visitatore un’esperienza coinvolgente ed immersiva. L’innovativo impianto fa uso di oltre 200 proiettori a Led Parscan, declinati nelle versioni da 8-12-24 watt, e sfrutta in modo completo ed esteso le ottiche a disposizione (da narrow spot a wallwasher), con temperature da 3.000K e 4.000K a seconda dei differenti compiti visivi da assolvere.

La flessibilità dell’impianto conferita dall’intercambiabilità delle ottiche, comune a tutti i prodotti ERCO consentirà, in futuro, di poter adattare i corpi illuminanti esistenti all’eventuale mutare delle esigenze espositive.

L’articolo è originariamente apparso su LUCE n°332, 2020.