“LE SFIDE DI VENEZIA E L’ARCHITETTURA DEL NOVECENTO”


M9 MUSEO DEL '900
M9 MUSEO DEL '900 photo©Alessandra Chemollo

MOSTRA AL M9 MUSEO DEL NOVECENTO VENEZIA-MESTRE

Ci sono musei decentrati rispetto a quelli noti che aprono gli orizzonti e godono di maggiore autonomia gestionale, quindi sono liberi di proporre esposizioni di nicchia svincolate da logiche commerciali, che diventano medium di conoscenza, capaci di progetti culturali ambiziosi. È il caso di M9 Museo del 900primo museo multimediale e interattivo italiano, inaugurato nel dicembre del 2018, a Mestre, l’altra Venezia, dove contenitore e contenuti convergono, capace di promuovere riflessioni sul presente e futuro, dialogo tra la collezione permanente e le mostre temporanee.

M9 MUSEO DEL '900
M9 MUSEO DEL ‘900 photo©Alessandra Chemollo

Certe mostre, le più ardite lasciano il segno e ti invitano ad approfondire meglio le trasformazioni di una città e con essa la sua e nostra storia, ma quando si parla di Venezia ci assale un turbamento e si resta in sospeso tra affascinazione estetica e indignazione per le problematiche irrisolte che la devastano.

Allora come si può comprendere meglio la sua complessità, per non banalizzare il presente, spingere lo sguardo oltre i pregiudizi e immaginare il futuro di Venezia che ha sempre cullato rinascite?

Un primo, onesto passo sarebbe quello di conoscere la sua storia, attraverso l’architettura che dà forma allo spirito del tempo e la mostra “Le sfide di Venezia. L’architettura e la città del Novecento”, prodotta da M9 Museo del Novecento in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia– Archivi Progetti in occasione delle celebrazioni per i 1600 anni della nascita del capoluogo lagunare, in contemporanea alla grande esposizione “Venetia 1600. Nascite e rinascite” ospitata a Palazzo Ducale; è davvero una rivelazione!

Sappiamo che le mostre di architettura possono risultare noiose ai non addetti ai lavori, ma questa a cura di Guido Zucconi (storico dell’architettura e professore ordinario presso l’Università IUAV Venezia) e Archivio Progetti- Università IUAV di Venezia, in partnership con la Fondazione Musei Civici, seduce grazie alla bellezza dei materiali esposti molti dei quali inediti. Ipnotizzano lo sguardo fotografie, plastici e mappe realizzate per questa occasione che tracciano una l’espansione dell’edilizia sociale che ha caratterizzato lo spazio metropolitano a partire dal 1902, la seconda le sedi universitarie intorno a Ca’ Foscari e IUAV, punti nevralgici della città, che si sono aggiunte dagli anni Settanta, mentre la terza è incentrata sulle istituzioni culturali.

  • M9 MUSEO DEL '900
  • M9 MUSEO DEL '900

Basterebbe questa capillare mappatura per scoprire come la città nel corso del tempo risponde a diverse necessità, anche nel connettere la mobilità terrestre con il sistema acqueo di Venezia.

L’espansione di Venezia, città anfibia include parti di terraferma e di laguna è a forma di pesce, se vista dall’alto, ha una doppia identità culturale-turistica e industriale e portuale; è sempre stata pronta a cogliere nuove sfide, è dotata di una insita vitalità data dall’equilibrio tra modernità e tradizione.

Lo rivela questa mostra “d’appendice” a quella più grande esposta a Palazzo Ducale, incentrata sulla narrazione della sua rinascita che nel secolo scorso ha visto Venezia a espandersi oltre il centro storico verso la terraferma, “parlano” di rigenerazione urbanistica, le nuove architetture, infrastrutture della mobilità, quali ponti, stazioni, garage, aggiornate attrezzature per il turismo balneare, edilizia residenziale e altro ancora. 

Per cogliere il fremito di Venezia ci voleva questa mostra ospitata al primo piano nel corridoio di passaggio del M9, non didascalica-cronologica bensì tematica, capace di narrarne i suoi cambiamenti urbanistici e architettonici avvenuti nel Novecento con 80 opere mai uscite prima dall’Archivio Progetti dell’Università di Venezia; una sfida coraggiosa per liberare Venezia dal pregiudizio di “città stagnate” votata alla decadenza.

  • M9 MUSEO DEL '900
  • M9 MUSEO DEL '900
  • M9 MUSEO DEL '900

Raccontiamo un po’ di storia di Venezia. Perduta la supremazia marittima commerciale, Venezia è diventata centro di una grande area di produzione agricola, all’inizio dell’Ottocento ha raggiunto un ruolo dominante, poi nel Novecento ha dovuto espandersi per sopravvivere, allargare il porto al di là della laguna di Marghera, ex porto della Serenissima. Nel Novecento è diventata una città dalle molteplici identità, balneare, culturale, in parte industriale e polo commerciale, con nuove architetture, emancipandola dall’immagine di città mortifera per lo più letteraria, che non corrisponde alla realtà.

La sa bene chi vive o studia a Venezia. La città continua a cambiare, ad armonizzare il nuovo con l’esistente, basta un tour a Mestre, immergersi nel percorso espositivo nell’area interstiziale del M9 per cogliere il suo dinamico vitalismo in cui tradizione e modernità convivono armonicamente. Il futuro ha un cuore antico e questa mostra potrebbe modificare la percezione di Venezia, sempre in movimento.

Venezia con un porto moderno che ha collegato ferrovia e navi, nel giro di 12 anni è diventata il quarto porto del Mediterraneo e la quarta città industriale d’Italia, ancora prima della nascita di Marghera, poi ha compreso il Lido, Mestre e il nuovo polo industriale di Marghera, destinato a diventare nel nuovo millennio polo di progettazione d’innovazione tecnologica sulla quale si sta investendo.

Sbirciano nei materiali dell’Archivio dello IUAV, un tesoro nazionale di informazioni da scoprire attraverso i materiali esposti, si inizia il racconto di Venezia internazionale, con la Biennale nata nel 1985 e di Cà Pesaro, centro di eccellenza dell’arte moderna internazionale. È subito chiaro un fatto, Venezia rompe con la tradizione investendo nell’arte moderna e non dimentichiamoci è stata la prima sede del festival del Cinema, oggi più che mai laboratorio di avanguardia.

 Per non addentraci troppo nella descrizione dell’esposizione mestrina che va vista, ricordiamo che Venezia è la prima ad aver lanciato nel 1891 un programma sociale, fu talmente all’avanguardia tanto da aver ispirato la Legge Luzzati, prima legge nazionale per case popolari 1903. Sul tema dell’alloggio sociale sono una chicca gli interventi PEET ai margini della città.

Le immagini in mostra di una sorprendente attrazione estetica, rivelano qualità progettuali da riscoprire nell’ambito dell’edilizia sociale, basti sulla qualità urbana diffusa, si pensi al quartiere di Santa Marta, e quello di Sant’Elena, i Giardini del Lido e tutta Marghera. Che dire poi delle periferie interne, intorno al cuore di Venezia, come Cannaregio, la Giudecca e Castello? 

Queste aree dall’identità popolare autoctona di Venezia sono più vive che mai, parlano di un sotteso brulicante movimento le architetture, case e quartieri capaci di dare risposte a nuove esigenze urbanistiche e sociali. È una mostra che dà risposte a come Venezia attraverso l’architettura, da leggersi come un processo dinamico, ha sempre convissuto con il cambiamento, guardando oltre i confini in cui la vulnerabilità è diventata una opportunità d’innovazione.

La mostra è aperta al pubblico fino al 9 gennaio 2022