CHROMATA, LA SCIENZA INCONTRA L’ARTE


Chromata

Un’iniziativa che sarebbe piaciuta a Leonardo Da Vinci quella del “suo” Museo della Scienza a Milano che è stato scelto come sede partner di Ars Electronica, la manifestazione internazionale volta alle Arti Digitali; diventa così Digital Aesthetics Garden Milan, e partecipa anche al successivo circuito di Miart, la fiera dell’Arte di Milano, la Artweek 2021. Al pubblico del museo propone dunque due weekend speciali per sperimentare Chromata il lavoro interattivo dell’artista protagonista dell’evento Michael Bromley.

Il Digital Aesthetics Garden presente appunto con Chromata, applicazione artistica di Michael Bromley, vuole creare quest’esperienza attiva di cultura digitale che riunisce scienza, tecnologia ed estetica. Bromley è un web developerbritannico, appassionato ed esperto in applicazioni web, user experience e di coding creativo, e di sperimentazioni artistiche in bilico tra ingegneria e estetica.  Con il suo lavoro unisce il mondo analogico e quello digitale, esplora quel particolare spazio che unisce la programmazione digitale e la creatività. L’artista digitale codifica e usa applicazioni in modo creativo per progettare strumenti online, che sono applicazioni accessibili a tutti per compiere le proprie esplorazioni creative; ha realizzato moltissimi progetti open source che consentono all’utente di usare il codice come strumento creativo per costruire esperienze estetiche legate al suono o all’immagine.

  • Chromata
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Tra i suoi lavori, Chromata consente al pubblico di fare un’esperienza diretta e personale di produzione di immagini, in particolare, è un piccolo strumento scritto in JavaScript e con canvas HTML, il compositing su tela è usato per fondere i colori insieme nell’immagine finale, che può trasformare qualsiasi immagine in un’opera d’arte unica e animata. Nello splendido  Museo della Scienza la sua installazione sarà messa a disposizione del pubblico, i partecipanti accedono ad un software generativo per creare un’opera digitale personalizzata che potranno portare via con loro. Il processo prevede la scelta di un’immagine, e poi le proiezioni interattive di Chromata, che rielabora immagini e le riproduce introducendo nuovi colori e geometrie, il risultato è un nuovo tipo di esperienza estetica in totale immersione.

In questo caso, Chromata sarà una vera e propria esperienza attiva e fisica in uno degli spazi di apprendimento del museo, il Future Inventors Lab, dedicato alla cultura digitale e alle sue intersezioni con le materie attinenti alle STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) e che ha come obiettivo “coinvolgere attivamente i cittadini nella costruzione della scientific citizenship, sensibilizzare gli stakeholders su temi importanti, educare alle STEM le nuove generazioni con metodologie innovative, sviluppare programmi di public engagement che favoriscano un rapporto diretto tra i cittadini e la comunità scientifica”. I visitatori sono invitati a usare lo strumento per esplorare, modificare e reinterpretare le proprie immagini che diventano, a loro volta, lo scenario del laboratorio stesso in cui i visitatori sono fisicamente immersi. 

“Chromata” è resa possibile grazie alla partnership scientifica con IBSA Foundation for scientific research e fa parte del laboratorio Future Inventors finanziato dalla Fondazione Rocca. L’iniziativa è parte di una più ampia collaborazione tra IBSA Foundation, fondazione per la ricerca farmaceutica, e lo storico Museo milanese e di fama mondiale, volta ad ospitare due installazioni digitali interattive di due artisti internazionali – il primo è Bromley – fruibili dal pubblico con l’obiettivo di aprire nuovi scenari di riflessione ed esplorazione dei linguaggi digitali e delle relazioni con l’intelligenza artificiale.

  • Chromata
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“Chromata” sarà accessibile per 45 minuti sabato 11 e 18 settembre e domenica 12 e 19 settembre, su prenotazione obbligatoria al momento dell’acquisto del biglietto d’ingresso alle ore 11.00, 15.00 e 17.00 per un massimo di 10 persone.  I partecipanti potranno portare con sé l’eventuale lavoro realizzato.

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

Milano, via San Vittore, 21