START! 60 ANNI D’INTRECCI TRA IL SALONE DEL MOBILE E MILANO


Triennale Milano
©Triennale Milano - foto Gianluca Di Ioia

Il Salone del Mobile nell’epoca pandemica è già storia all’insegna della sostenibilità e sicurezza, etica ed estetica, quest’anno celebra il design italiano nato dal suo matrimonio con Milano, come lo documenta la mostra “Il Salone/La Città. La storia di 60 Anni di eventi collaterali nella città”, a cura di Mario Piazza, e ideata dal Museo del Design Italiano di Triennale Milano per il Salone del Mobile, presentata nei giorni scorsi alla Triennale dal presidente Stefano Boeri e da Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.

La memoria diventa dispositivo del pensiero sulle modalità dell’abitare la casa e il mondo con la mostra di Piazza, architetto e grafico dallo sguardo colto cha ha trasformato il materiale d’archivio della Triennale, fotografie, oggetti e allestimenti in una narrazione poetica–evocativa di 60 anni di storie degli italiani. 

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Il percorso espositivo si apre con la fotografia dei fondatori del Salone del Mobile e si conclude con un maxi-collage dei manifesti dal 1961 ad oggi. Si procede seguendo non un ordine cronologico bensì tematico, ideato come “una riscrittura poetica che punta a emozionare e stupire”, ha detto Mario Piazza in occasione della conferenza stampa. La mostra racconta 4 generazioni di italiani che nel Salone del Mobile, bene o male si rispecchiano, evidenziando relazioni proficue tra Città e Design, Milano cuore dell’economia e cultura imprenditoriale italiana.

La Triennaleil Salone del Mobile a Rho ( con 425 brand, 170 giovani creativi e 39 maker, per un totale di oltre 1.900 progetti esposti), gli eventi di Interni alla Statale e i distretti diffusi del design dal centro alla periferia, con l’aggiunta di nuove aree espositive Inganni Barona, il “Supersalone” come l’ha definito il curatore Stefano Boeri, vanta seicento eventi in calendario che dovrebbero rappresentare una ripresa di normalità, il risveglio di una Milano resiliente ed entusiasta di ripensare il futuro nella sua complessità con green pass, mascherina e curiosità.

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  • Stefano Boeri
  • Maria Porro
  • Mario Piazza

“Milano s’e desta e di design s’è cinta la testa”, parafrasando l’inno patriottico di Goffredo Mameli, per liberarsi dal giogo della pandemia, e la forza del Salone del Mobile sta nel valore di lavoro di squadra tra pubblico e privato, imprenditori e creativi, memoria e innovazione. Afferma Maria Porro: “Abbiamo rotto gli schemi per non restare fermi in una situazione che avrebbe potuto impoverire il sistema e compromettere il primato di Milano. Non è stato facile, ma l’aver scelto una nuova strada e colto l’occasione di fornire nuove visioni di brand e prodotti, è segno di quanto grande sia la forza del nostro design, che, coniugando tradizioni culturali, creatività dei protagonisti, capacità innovativa dell’industria e dei territori, ci permette di guardare al futuro con fiducia”.

E il valore simbolico del Salone del Mobile 2021, è stato confermato dalla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Carlo Mollino
Ritratto, Carlo Mollino

Da segnalare sempre in Triennale anche la piccola ma preziosa esposizione Carlo Mollino. Allusioni Informali, con arredi della casa Albonico realizzati tra il 1944 e il 1946 a Torino, a cura di Marco Sammicheli (fino al 7 novembre). Questi straordinari arredi acquistati dal ministero della Cultura e concessi in comodato a Triennale Milano sono un importante riconoscimento del Design come bene culturale.