LA LUCE DI CALATRAVA NELLA CHIESA DI SAN GENNARO A CAPODIMONTE


Altare
Panoramica Altare Credito fotografico: ©Amedeo Benestante Courtesy: Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli NELLA LUCE DI NAPOLI L'intervento di Calatrava nella Chiesa di San Gennaro completa questa mostra.

LO SCORSO LUGLIO, LA MOSTRA “NELLA LUCE DI NAPOLI” DELL’ARCHITETTO E ARTISTA SANTIAGO CALATRAVA È STATA COMPLETATA CON UNA NUOVA SEZIONE: L’INTERVENTO GLOBALE NELLA CHIESA DI SAN GENNARO NEL REAL BOSCO DELLA REGGIA DI CAPODIMONTE.

Costruito nel 1745 dall’architetto e scenografo Ferdinando Sanfelice per volontà di Carlo di Borbone e destinato nel 1776 a parrocchia per le persone che lavoravano nella Real Tenuta, l’edificio ha continuato a ospitare funzioni religiose fino al 1969 -70, con la morte del parroco. 

Ha poi subito danni durante il terremoto del 1980 ed è stato adibito prevalentemente a spazio espositivo. 

Coordinata dall’ingegnere Vito Avino di Salerno, la nuova “sezione”, direttamente collegata alle opere di Calatrava esposte presso il Museo e il Cellaio di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo, restituisce l’edifico al pubblico dopo 50 anni, con una installazione artistica a più livelli all’interno della Cappella. Non si tratta di un restauro ma di un intervento decorativo globale, completamente reversibile, che associa arti applicate, scultura, pittura, disegno, ingegneristica, architettura e luce e rilegge completamente lo spazio: dalle vetrate al soffitto, decorato con 800 stelle in porcellana dorata che disegnano una croce e illuminato da proiettori nascosti, alle nicchie con disegni e installazioni in porcellana e con una nuova illuminazione e nuovi arredi, decorati con motivi sia religiosi che naturali (foglie, fiori, colombe, angeli e stelle). 

  • Chiesa di San Gennaro
  • Calatrava nella Chiesa di San Gennaro
  • Calatrava nella Chiesa di San Gennaro
  • Calatrava nella Chiesa di San Gennaro
  • Calatrava nella Chiesa di San Gennaro

Le porcellane comprendono le 800 stelle del soffitto oltre a 600 fiori e 600 foglie che disegnano rami e croci nelle nicchie laterali, 3 coppie di vasi e di candelabri per l’altare principale e i due altari laterali, un uovo sospeso sopra l’altare maggiore e 2 angeli in volo per la nicchia del fonte battesimale. Sono state realizzate appositamente per la cappella durante i laboratori che Calatrava ha svolto con gli studenti e i maestri artigiani dell’Istituto a indirizzo raro Caselli – Real Fabbrica di Capodimonte. 

La luce, sia naturale che artificiale, gioca un ruolo chiave nell’installazione definendo gli spazi e i volumi e sottolineando oggetti in porcellana, vetrate e tessuti, tutti opera di produttori e artigiani italiani e realizzati su disegni dell’architetto, agendo sullo spazio che viene trasformato visualmente, cromaticamente e spiritualmente, in quanto per Calatrava la “luce di Napoli” sono anche i mestieri tradizionali, vere eccellenze artistiche uniche al mondo presenti nel territorio campano. 

  • Chiesa di San Gennaro
  • Chiesa di San Gennaro
  • Chiesa di San Gennaro
  • Chiesa di San Gennaro

Come afferma l’architetto, “La luce di Napoli è riunita in una moderna installazione all’interno di un ambiente settecentesco. Il vocabolario contemporaneo è incorporato in un contesto storico che ne esalta il significato. Le pareti e il soffitto sono stati dipinti con un intenso blu oltremare per evidenziare gli elementi strutturali e ornamentali della cappella e conferirle un maggiore senso di profondità. L’installazione consente la creazione di un concetto globale in cui diverse arti (porcellana, tessitura, smaltatura, pittura) convergono in un’opera autonoma che parla dal passato al presente verso il futuro”.

L’intero progetto della Chiesa, i disegni e i manufatti sono stati donati da Santiago Calatrava al Museo e Real Bosco di Capodimonte e andranno ad arricchire le sue collezioni. 

L’architetto ha scelto personalmente le maestranze intervenute nella realizzazione dell’installazione: oltre ai ceramisti della Manifattura di porcellana, l’atelier di Annamaria Alois, San Leucio per le sete (i paramenti sacri che adornano i 3 altari), il maestro Perotti di Vietri sul Mare per le vetrate con cucitura a piombo (in sostituzione delle precedenti coperture in plexiglass) e le antelle dei tabernacoli. 

Il restauro dell’antico organo è stato donato dallo studio Modugno e le campane, tornate a scandire le ore del giorno, dalla azienda Merolla. Calatrava ha invece disegnato personalmente le colombe nelle nicchie poste ai lati dell’altare principale.

  • Chiesa di San Gennaro
  • Chiesa di San Gennaro
  • Chiesa di San Gennaro
  • Chiesa di San Gennaro

Il progetto illuminotecnico, curato dallo Studio Light di Pasquale Terrianò, si avvale di corpi luminosi prodotti da Linea Light Group, azienda trevigiana tra le prime realtà in Europa a specializzarsi nella tecnologia Led, che offre un know-how all’avanguardia con design 100% made in Italy. Oltre ai proiettori della serie Pound (temperatura/colore di 3.000K e resa cromatica 90) per sottolineare gli oggetti (punti focali precisi), nella cornice subito sotto al soffitto blu è posizionata una strip Led appositamente pensata per evitare riverberi e abbagliamenti, con una luce soffusa ideale per creare un’atmosfera di raccoglimento che ben si adatta a un edificio sacro.

Non si tratta solamente di un’installazione artistica: la chiesa, a cui l’intervento ha ridonato decoro, verrà restituita ai fedeli come luogo di culto per la celebrazione di funzioni religiose. Ma l’intervento di riqualificazione non riguarda solo la cappella: tutti gli edifici all’interno del Real Bosco saranno infatti ristrutturati per diventare sedi di eventi culturali e mostre, arrivando a creare un vero e proprio campus multidisciplinare.