Il Negozio Olivetti in Piazza San Marco a Venezia: 2011-2021


Negozio Olivetti, Venezia
Negozio Olivetti, Venezia Foto Marco Introini 2011 ©FAI - Fondo Ambiente Italiano

Era il 20 aprile 2011 il FAI riapriva al pubblico il Negozio Olivetti di Piazza San Marco, realizzato nel 1958 da Carlo Scarpa per Adriano Olivetti. Sono trascorsi 10 anni da quando Assicurazioni Generali, proprietaria del Negozio, ne ha affidato la gestione al FAI al fine di garantirne la cura e la valorizzazione. 

Un restauro allora condotto sotto la direzione di Gretchen Alexander Gussalli Beretta e l’alta sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Veneziarappresentata dalla Soprintendente Renata Codello, e la collaboraziondi Tobia Scarpa, che aveva affiancato il padre nella fase di progettazione e realizzazione del Negozio.

Anniversario allora da festeggiare per chi ama il design e il grande Carlo Scarpa, uno dei massimi architetti del Novecento, e quel suo monumento di straordinario valore storico, artistico, sociale e culturale che, come tutte le cose preziose, necessita di attenzione, consapevolezza e cura quotidiana. Quella del FAI e di tutti noi. Se nel 2011, dopo il restauro, il Negozio era stato visitato da 11.000 visitatori, in questi dieci anni questi sono saliti a 170 mila, la metà dei quali stranieri, tra cui architetti e studenti di Architettura e di Design di ogni parte del Paese e del mondo. 

  • Negozio Olivetti, Venezia,
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Perché se ci troviamo a  Venezia, non possiamo perderci una visita all’Olivetti.

Infatti, anche per chi pensa di conoscere bene Venezia, di aver trovato ogni chiesa ammuffita e visto fino all’ultimo affresco, ecco qua un prezioso “segreto” nascosto in piena vista, e nientemeno che nella piazza più famosa del mondo, San Marco. Ma se in passato non l’avete visto, o vi è sfuggito, non dovete farvene una colpa, perché sono ormai più di vent’anni che quando si passa per le Procuratie Vecchie, cioè i portici di quel lato della piazza, si ha quasi voglia di tirare dritto cercando di non soffermarsi su quelle vetrine accanto di ninnoli e souvenir che le deturpano e che non rappresentano la cultura e l’alto artigianato della città.

Il  Negozio commissionato da Adriano Olivetti al veneziano Carlo Scarpa nel 1957, nel periodo più felice e fecondo della sua carriera, fu inaugurato l’anno seguente. La scelta del posto fu dettata dalla visione di Olivetti di unire modernità e tecnologia con il rispetto per la storia e la bellezza circostanti, quindi con l’intento di non solo promuovere la “ditta” come lui la chiamava e i prodotti, ma anche di consacrare l’essenza estetica e il ruolo innovativo dell’Olivetti nel panorama del design di alta qualità.

Al suo interno si respira l’aria e la cultura degli anni ruggenti del design nostrano, si vive l’eleganza audace e senza tempo della golden age dell’eccellenza italiana; questo capolavoro dell’architettura mid-century più che una visita offre un’autentica esperienza. Completano gli arredi e gli spazi espositivi – ma anche la bella sensazione di tornare indietro nel tempo – degli splendidi esempi del genio Olivetti, macchine da scrivere e calcolatrici anni ‘40 e ’50, nuove di fabbrica.

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Qui più che mai il design di Scarpa è essenziale nelle linee ma ricchissimo di dettagli, geometrie e omaggi alla sua città natale, soprattutto nella scelta dei materiali: vetro, mosaico, stucco veneziano e pietra d’Istria. E una visita richiede raccoglimento per scoprirne con calma ogni centimetro, per ammirare l’attenzione dedicata ad ogni minimo particolare, come solo lui, il grande Maestro, sapeva fare.

Venezia (e i d’intorni), si sa, offre varie occasioni di vedere il lavoro di Scarpa, ma il Negozio Olivetti rimane unico per tipologia e completezza, permettendoci anche di osservare uno squisito spaccato di storia italiana. Veramente notevole è stata la dedizione e cura del FAI, cha ha magistralmente riportato lo spazio agli splendori passati, dopo anni d’incurie che minacciavano di obliterarlo.

Scriveva Laura Olivetti, figlia di Adriano, il giorno dell’inaugurazione ( 2011) dopo il delicatissimo e importante restauro:“Quando passavo davanti al negozio,in questi anni, ricordavo come e quanto mio padre l’avesse voluto e amato. Giravo la testa dall’altra parte, non potevo vederlo in quelle condizioni. Oggi entrare in questo luogo, non solo per me, è come essere trasportati in un’atmosfera felice”. Ecco perché oggi sono 10 anni da festeggiare.