NELLA LUCE DI NAPOLI: 400 OPERE DI SANTIAGO CALATRAVA AL MUSEO DI CAPODIMONTE


Calatrava

“Sono sempre alla ricerca di più luce e di più spazio”

 Santiago Calatrava

A Napoli, la raffinata e “illuminata” mostra “Santiago Calatrava. Nella Luce di Napoli” nel Museo e Real Bosco di Capodimonte è stata prorogata per fortuna fino al 24 ottobre 2021 – inaugurata il 6 dicembre 2019, la sua conclusione era originariamente prevista per il 10 maggio 2020. Si sviluppa con oltre 400 opere dell’architetto, scultore e pittore spagnolo/svizzero, tra il secondo piano del Museo, ospitato nella Reggia di Capodimonte,e il Cellaio, edificio adibito a magazzino di derrate alimentari, oggi sede di eventi e manifestazioni, costruito all’interno del Real Bosco, grande parco di 134 ettari annesso alla Reggia.
La Reggia, casa di caccia borbonica costruita a partire dal 1738 per volere di Carlo di Borbone, è un grande edificio di tre piani che si estende per 14.000 metri quadri con 124 gallerie, sede di una delle più importanti pinacoteche d’Europa.

L’esposizione, proposta e fortemente voluta da Calatrava e curata dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger e da Robertina Calatrava, moglie dell’artista, sottolinea il suo amore per la città di Napoli, crocevia di culture e civiltà, e la continua ricerca di un equilibrio tra volume e luce, i due elementi essenziali del suo concetto di architettura.

Nel Museo vengono esposte maquette delle più importanti architetture realizzate da Calatrava: dalla Stazione dell’Aeroporto di Lione “Saint-Exupéry” al World Trade Center Trasportation Hub di New York (noto come “Oculus”), testimone e memoria dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle e simbolo di rinascita della città. Non mancano le sue idee progettuali, dagli Sharq Crossing Bridges, tre diversi tipi di ponti interconnessi per la città di Doha in Qatar, al Ponte per Genova (nelle tre versioni “Ponte ad Arco”, “Ponte Continuo” e “Ponte Strallato”) offerto alla città dopo il crollo del Ponte Morandi nell’agosto 2018.

Sono esposte anche le sculture di tutte le sue fasi artistiche (geometriche, matematiche, astratte, cinetiche e antropomorfe), in materiali molto diversi – ebano, marmo bianco, alabastro, rame dorato, alluminio, granito nero, bronzo – e realizzate a partire dagli anni ‘80 del secolo scorso.

Ampio spazio è riservato ai disegni, dipinti a pastello e carboncini in cui si ritrovano i suoi temi principali, alberi, tori e nudi femminili, prima vocazione dell’artista, e che ha influenzato la sua attività di architetto e ingegnere.

Al Cellaio è invece possibile visitare la seconda sezione della mostra, oltre 50 opere in ceramica di grande potenza visiva e dipinte con precisione calligrafica,in ideale dialogo con l’antica produzione della Real Fabbrica della Porcellana diCapodimonte, fondata da Carlo di Borbone nel 1743 e oggi sede dell’Istituto ad indirizzo raro Caselli-DeSanctis – Real Fabbrica di Capodimonte, istituito nel 1961 con lo scopo di continuare l’antica tradizione artigianale. L’edificio è stato scelto anche per la sua “natura grezza”, come le ceramiche create a mano da Calatrava.

È una vera e propria riflessione sui 40 anni di carriera dell’architetto, che ne svela la produzione artistica anche attraverso una prospettiva e una nuova chiave di lettura rappresentata dalla luce, come già detto componente fondamentale di ogni sua grande architettura.

“Non ho mai smesso di dipingere – spiega Calatrava –, per me è importante lavorare sulla pittura, sulla scultura e sulla ceramica, non solo come discipline indipendenti ma come nutrimento incessante per la mia architettura”. E ancora: “La mia scultura precede il mio lavoro di architetto. Per capire la mia architettura bisogna conoscere il mio lavoro di scultore. Il punto di partenza di alcuni dei miei edifici e ponti è stato alimentato dalla ricerca formale generata dalla mia attività di artista, soprattutto di scultore”.

Nel febbraio 2005 a Calatrava viene assegnata la medaglia d’oro dall’American Institute of Architects (AIA) e, nello stesso anno, gli viene dedicata una mostra personale al Metropolitan Museum of Art di New York.

Nel 2011 Papa Benedetto XVI lo nomina consultore del Pontificio Consiglio della Cultura e nel 2019 diventa membro della Pontificia Accademia dei Virtuosi del Pantheon su nomina di Papa Francesco. L’esposizione è stata ideata dallo Studio Calatrava e realizzata in collaborazione con lo studio di progettazione Vito Avino e l’architetta del Museo, Renata Marmo. Tra i partner tecnici, l’azienda di Recanati iGuzzini Illuminazione SpA. L’impianto è stato curato dallo Studio Light epresenta proiettori Palco mini montati su binari dimmerabili, con differenti ottiche e temperatura/colore di 3.000K e resa cromatica 90, scelti con lo scopo di “far scivolare” la luce sulle opere ceramiche, valorizzandole a 360° e sottolineandone la bellezza dei volumi e dei disegni.