BRUCE NAUMAN: CONTRAPPOSTO STUDIES. Punta della Dogana, Venezia


Bruce Nauman
Bruce Nauman, Contrapposto Studies, I through VII, 2015-2016, Jointly owned by Pinault Collection and the Philadelphia Museum of Art. Installation View, Bruce Nauman: Contrapposto Studies at Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021

Bruce Nauman (Fort Wayne, 1941), protagonista delle seconde avanguardie artistiche del Novecento, è un mito vivente che unisce l’azione al disegno a differenti linguaggi visivi e sonori, non è mai prevedibile, soprattutto quando utilizza il corpo come strumento per misurare i modi di abitare lo spazio e di costruzione di sé stessi attraverso l’atto di camminare. 

L’occasione per approfondire la sua poetica è la mostra monografica Contrapposto Studies curata da Carlos Basualdo Caroline Bourgeois, Punta della Dogana, Venezia – il tempio lagunare della Pinault Colletion, progettato da Tadao Ando – a lungo rinviata per effetto della pandemia, schiude le porte ai curiosi di sapere come e perché una figura eretta in movimento nello spazio diventa  campo di sperimentazione  e materia di lavoro, attraverso una serie di meditazioni ripetitive che inquietano lo spettatore.

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La mostra si origina dall’acquisizione congiunta da parte della Pianult Colletion e del Philadelphia Museum of Art di Contrapposto StudiesI through VII del 2015-16 e Walks In walks Out (2015) a cui il nucleo del video esposto è collegato. Nel titolo “Contrapposto”, elemento della scultura occidentale nato in Grecia nel V secolo ac, che nel Rinascimento diventa una delle caratteristiche principali della rappresentazione del corpo ispirata la disposizione a chiasmo della figura eretta; c’è il messaggio dell’esposizione scelto dai curatori come indice della poetica di Nauman. 

In questa mostra il neon non c’è, ma la luce irradiata da maxischermi delle videoinstallazioni ammantati nel buio, è comunque la protagonista, dove tutto si gioca sul corpo dell’artista come modulatore di spazi attraverso la scomposizione in gesti minimi descritti in modo analitico.

Tempo, spazio e linguaggi sono precari, come lo dimostrano i video esposti, in cui la semplice azione di camminare si trasforma in una prova di resistenza e vero e proprio strumento iniziale per costruirsi. In particolare, Walk whit Contrapposto (1968), è tra i primi lavori esposti da Nauman, quando sperimenta il video come linguaggio artistico, un primo passo per partecipare alla sua opera. 

Bruce Nauman
Bruce Nauman, For Beginners (all the combinations of thumb and fingers), 2010, Collection of the Los Angeles County Museum of Art and Pinault Collection. Courtesy Sperone Westwater, New York. Installation View, Bruce Nauman: Contrapposto Studies at Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021

Mezzo secolo dopo, l’artista americano, in Contrapposto Studies, I through VII rivisita l’opera sopracitata, torna sul tema del dinamismo spazio-temporale per destabilizzare lo spettatore e coinvolgerlo direttamente attraverso azioni in apparenza molto semplici.  In questo video Nauman si riprende di nuovo nel suo studio vestito con una t-shirt e classici jeans, ma qui la figura è tagliata digitalmente e le immagini del film presenta frammenti sotto forma di proiezioni sconvolgenti. Si assiste così a un crescendo tra la frammentazione del video e la colonna sonora che proviene dalla manipolazione dell’immagine, in cui si mette in discussione l’ideale classico. L’opera inscena, metaforicamente, il processo di trasformazione che il corpo subisce per l’effetto del tempo. Nelle opere più recenti, Numan ci sorprende per l’uso innovativo di tecnologie varie, che vertiginosamente ci travolgono per suggestioni da vedere e non da raccontare.

Disorienta lo spettatore vedere Nauman mentre cammina lungo le sponde del corridoio in legno con le mani intrecciate a sostenere la nuca all’interno del suo studio, sfruttando la torsione del corpo, come elemento per scomporre e ricomporre il movimento in sequenze ripetitive e ossessive. Queste azioni sono alla base di Bouncing in the Corner, No,1 (1968), e Revolving upside down (1969), che mostrano lo sforzo di equilibrio in forma circolare in video in cui immagini sono capovolte, generando nell’osservatore una sensazione spaesante. 

Bruce Nauman
Bruce Nauman, (from left to right), Stamping in the Studio, 1968, Bouncing in the Corner, No.2: Upside Down, 1969, Electronic Arts Intermix, Bouncing in the Corner, No. 1, 1968, Pinault Collection Courtesy of the artist and Electronic Arts Intermix (EAI), New York Installation View, Bruce Nauman: Contrapposto Studies at Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021

È una mostra non facile, da esperire con calma in diretta, poiché il suono, per Nauman è insieme al corpo, materia da scomporre fino al grado zero, alterando anche la parola, trasformata in un nastro fonetico, senza significato come ricerca di sonorità autoreferenziale. Lo dimostra il video in bianco e nero Lip Sync (1969), nel quale l’artista tenta, senza riuscirci, di ripetere in modo sincronizzato le parole che sta ascoltando in cuffia.

Questo esperimento lo ripete nel 2010 con For Beginners (all the combinations of thumb and figures), l’immersiva installazione ambientale esposta nel Cubo di Punta della Dogana, una combinazione sonoro-visiva fuori sincrono dei trentuno possibili incontri fra ogni singolo dito e il pollice in cu si definisce un misterioso e ipnotico alfabeto visivo.

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Bruce Nauman, Contrapposto Studies, I through VII, 2015-2016 Jointly owned by Pinault Collection and the Philadelphia Museum of Art. Installation View, Bruce Nauman: Contrapposto Studies at Punta della Dogana, 2021. Ph. Marco Cappelletti © Palazzo Grassi © Bruce Nauman by SIAE 2021

Nel complesso tra ossessioni e azioni ripetitive, scomposizioni dell’immagine; tutto ruota intorno alla fisicità di Nauman che sembra emergere dallo spazio e qui sembra prendere corpo per oltrepassare il video e attraversare lo spazio alla ricerca di un centro di gravità permanente. Le sue mostre si percorrono, a Punta della Dogana si entra virtualmente nel suo studio con l’installazione Nature Morte, due proiezioni murali che permettono allo spettatore di esplorare in 3D nel suo atelier in New Mexico.

Questi e altre opere non rassicurano, non mostrano altro che una volontà fisica ed esperienziale di compenetrare lo spazio con movimenti scomposti, intorno a un tema classico dell’arte di tutti i tempi: il corpo.

Punta della Dogana, Venezia, fino al 09.01.2022