ARTE E NOVITÀ A LIONE CITTÀ DELLE LUCI


Lione, Pont rail Emeraudes
Lione, Pont rail Emeraudes photo©Michel Djaoui

La Fête des Lumières nasce circa 150 anni fa, scriveva Miriam Pedretti su LUCE, raccontandoci nel 2010 da Lione la Festa delle Luci, diventata nel corso degli anni un evento artistico e un’attrazione turistica internazionale. Nasce questo grande evento in occasione di un concorso che le autorità lionesi bandiscono per la statua della Vergine Maria, da collocare sulla collina di Fourvière, vinto dallo scultore Joseph-Hugues Fabisch(1812–1886). L’inaugurazione è fissata per l’8 settembre 1852, poche settimane prima il fiume Soave che con il Rodano l’attraversa, straripa e inonda il cantiere della statua; la festa viene rimandata all’8 dicembre, ma anche quel giorno le condizioni metereologiche scoraggiano la cerimonia, ma non i cittadini che accendono delle candele (i lumignons) alle finestre e scendono in strada intonando cantici.

È trascorso oltre un secolo e mezzo da quell’evento ma a Lione, accogliente città francese (la terza dopo Parigi e Marsiglia), la festa delle luci è rimasta ben salda non solo dalle finestre illuminate ma ha coinvolto piazze, strade, ponti, fontane, colline, palazzi, chiese, per esempio la Cattedrale di Sain-Jean, trasformando lo spazio pubblico in un grande teatro con coloratissime scenografie di luce, suoni di musiche barocche, installazioni, video-mapping, dunque giorni di festa.

Nei suoi quattro giorni nel mese di dicembre, accoglie artisti, lighting designers, scenografi, registi internazionali, oltre a offrire incontri, conferenze e dibattiti sulla luce; un paragone di pubblico nel nostro paese può essere il Fuori Salone a Milano.

Lione è una delle città più attente a offrire ai suoi cittadini un’illuminazione di qualità.

Lione, Tremie Felix Faure
Lione, Tremie Felix Faure photo©Michel Djaoui

Nel 1989 Lione è la prima città in Europa a dotarsi di un “Piano della Luce” con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio urbano e architettonico con questa materia impalpabile, lieve, che emoziona; come disse un giorno Giuseppe Panza di Biumo “La luce è la prima e vera materia di tutte le cose”. E da allora la luce è ambasciatrice di Lione nel mondo, così come il suo piano della luce ha contribuito a diffondere nei suoi cittadini e non solo il valore della cultura della luce e le sue potenzialità (anche rigeneranti e ambientali con la tecnologia Led), che significa anche luce di qualità quando serve, dove serve! Per definire o ri-definire lo spazio pubblico, la sua storia, per poi scomparire nelle prime ore dell’alba. Ricordiamolo, dopo Lione, anche altre città in Europa hanno avviato i loro Piani urbani di Luce, Milano tra queste forse la prima. Un progetto che aveva coinvolto paesaggisti, lighting designers, storici, pur limitato al centro storico; poi se ne sono perse un po’ tracce, ma lasciando alcuni importanti “visioni” nella città.

Questa breve introduzione per parlare di un importante progetto che la città di Lione con il supporto di EDF ha commissionato recentemente per la riqualificazione di alcuni sottopassi ferroviari – parte del piano illuminotecnico – nel quartiere di Part Dieu, il secondo più importante di Lione nel 3° arrondissement della città (e anche il più grande distretto commerciale dopo quello de La Défense a Parigi). In pieno accordo con Sytral, l’autorità organizzatrice del trasporto pubblico del Rodano.

Diversi gli interventi: il sottopasso ferroviario di Rue des Émeraudes, il sottopasso Delandine e di Avenue Félix Faure, sono stati sviluppati dai lighting designers Aurélien de Fursac, da Jerome Donna, e dall’agenzia ON. In tutti questi tre interventi sono stati utilizzati apparecchi iGuzzini.

Lione, Tremie Rue Delandine
Lione, Tremie Rue Delandine

Il sottopasso ferroviario di Rue des Émeraudes è costituito da una successione di rette parallele. Per Aurélien de Fursac queste rette seguono le rotaie in un susseguirsi di cornici definite dalle travi metalliche, dalle pareti e dal fondo stradale. Il progetto, “attraverso la luce, rivela queste linee di forza, proponendo di trasformare questo luogo in un quadro di luce in cui il ritmo e la frequenza delle linee sono dettati dall’opera stessa”. Possibile dunque scoprirne la struttura e quindi ridefinirne la percezione architettonica. De Fursac ha lavorato su una tonalità di colore, lo smeraldo di diverse gradazioni, e per ottenere questo effetto, ci spiegano, ha sovrapposto all’illuminazione azzurra e indiretta data dai proiettori Platea, le linee di luce bianca dell’apparecchio Trick. Ecco perché in questo modo abbiamo l’impressione di attraversare Rue des Émeraudes con una prospettiva formata da 21 quadri luminosi.

Nel sottopassaggio Delandine da Jerome Donna, artista e lighting designer, è stato utilizzato Trick: le lame di luce bianca prodotte dall’apparecchio si intersecano l’una con l’altra lungo tutto il tunnel, creando un gioco geometrico di luci e ombre.


Per il sottopassaggio di Avenue Félix Faure, il concept dell’agenzia ON si è basato sull’uso del colore per >rendere scenografico l’attraversamento:le fitte trame d luce e colore sulle pareti sono state ottenute quasi da una azione di Action painting con “pennellate” di luce e colore dribblate, spruzzate o spalmate. Sembra di guardare una grande opera espressionista astratta in una famosa galleria d’arte di Manhattan o di Parigi. Questo effetto sulla “tela” è statoottenuto con i proiettori Woody e all’uso di una speciale lente.

CREDIT 
Anno: 2019
Committente: Città di Lione
Progetto illuminotecnico: per Rue des Émeraudes: Latérale - Aurélien de Fursac | per il sottopassaggio Delandine: Jerome Donna (Città di Lione) | per il sottopassaggio di Avenue Félix Faure: Agence ON
Soluzioni iGuzzini illuminazione: Platea, Trick, Woody
Fotografo: Michel Djaoui