Numero speciale sulla luce di “Sciami Ricerche”, a cura di Cristina Grazioli


Sciami|ricerche
Sean Scully, Looking Outward, intervento nella serra di Villa Panza a Varese in occasione della mostra "Long Light", ottobre 2019 FAI-Villa e Collezione Panza, foto © Cristina Grazioli

Sciami|ricerche è una webzine semestrale diretto da Valentina Valentini, e parte di Sciami, network che comprende tre percorsi di ricerca: “Nuovo teatro made in Italy dal 1963”, “Gruppo Acusma” e “Video d’autore | Video arte e film d’artista in Italia”. La rivista prende in esame nella loro interdipendenza e specificità tre ambiti: Teatro, Video e Suono, in particolare le performing arts, le arti elettroniche e digitali, la vocalità e il suono.

A cura di Cristina Grazioli, docente di “Storia ed Estetica della Luce in Scena” e “Teatri di Figure: Storie ed Estetiche” all’Università di Padova, SENTIRE LUCE, l’ultimo numero di Sciami|ricerche (n.9, aprile 2021), dedica una approfondita riflessione alla Luce, come spiega l’autrice nella sua introduzione, unitamente ad altri saggi di diversi autori provenienti dal mondo dei ricercatori e degli studiosi. Per citarne alcuni: da quello di Joslin McKinney, Luce, Spazio e atmosfera urbana: fare esperienza della città come scenografia”, a quello di Charlotte Beaufort, “Meeting. Luce e intersoggettività negli Skyspaces di James Turrell”; da Alfredo Pirri con “Fuoco, Cenere, Silenzi”, a Pierangela Allegro con “Mettere in scena il buio”. Pubblichiamo quindi con grande piacere il breve abstract introduttivo del saggio a cura di Cristina Grazioli; altrettanto il sommario del numero, con i nomi di tutti gli altri autori e con i titoli dei contributi di cui si compone questo interessante numero sulla luce di Sciami|ricerche.


SENTIRE LUCE

Abbiamo concepito il progetto di questo numero di Sciami|ricerche all’inizio dell’estate 2020, un momento in cui i nostri vissuti erano carichi dell’esperienza e delle implicazioni imposte dall’emergenza “Covid”, sollecitati a reagire ma anche disorientati da quotidiani interrogativi sulle nostre esistenze; e inevitabilmente sul senso del nostro quotidiano agire entro la dimensione estetica. La proposta giunta da Valentina Valentini di pensare a un numero di Sciami dedicato alla Luce è stata l’occasione per riunire voci diverse, orchestrate su motivi consonanti. Elaborare un progetto sul tema della luce (e sceglierne un aspetto specifico) in quel momento non poteva prescindere dalle condizioni e dalle molteplici implicazioni della primavera “pandemica”. Le questioni chiamate in causa, sentite prima ancor che pensate, evidenziavano qualità sostanziali dell’evento performativo, i suoi elementi imprescindibili: la condivisione di uno spazio fisico, il respiro comune di una collettività, la percezione e la sensorialità come ineludibili premesse di ogni evento spettacolare; a contrario, il momento faceva emergere punti critici di un sistema privo di equilibri e di strategie d’orchestrazione, portava a riflettere sulla natura dei teatri… Si evidenziava la continuità esistente tra la dimensione del quotidiano, lo stare dei corpi in un ambiente fisico abitato da altre presenze e la condivisione di uno spazio in un contesto performativo; spazio sempre pervaso da sostanza luminosa anche nella forma dell’oscurità e del buio. La luce è fattore essenziale in tutte queste dinamiche, di apertura, di coesione, di isolamento. Nell’invito a contribuire, abbiamo proposto alcune “parole chiave”, nelle loro relazioni con la luce, delle coordinate di orientamento nel percorso da costruire insieme per questo numero monografico di Sciami: spazio, condivisione, separazione, aria, gas, atmosfera, sfera, materialità della luce atmosferica, buio.

Cristina Grazioli

Sommario

  • Cristina GrazioliSciami di luce: chiarori, abbagli, crepuscoli
  • Marcella ScopellitiUna luce lunare nella notte stellata. Martin Buber spettatore a Hellerau
  • Evelyn Furquim Werneck LimaLuce, spazio e atmosfera in un “teatro-strada”: il caso singolare del Teatro Oficina di Lina Bo Bardi a San Paolo
  • Alfonso Cariolato in dialogo con Jean-Luc NancyIl fondo, l’opacità, il bagliore
  • Joslin McKinneyLuce, Spazio e atmosfera urbana: fare esperienza della città come scenografia
  • Anna Wirz-Justice, Light for life. Incontri scientifici con le arti
  • Flavia Dalila D’Amico in conversazione con Romina De NovellisAttraversare il tempo della luce
  • Pierangela AllegroMettere in scena il buio
  • Charlotte Beaufort, Meeting. Luce e intersoggettività negli Skyspaces di James Turrell
  • Tonino GrifferoNella luce. L’atmosfera quasi-cosale del crepuscolo
  • Véronique PerruchonEstinzione dello spettacolo: riflessioni sulla via ecologica del teatro
  • Michele SambinLampi
  • Elio GrazioliLampi e rivelazioni. Fotografia
  • Alessandro SerraLuce sprecata
  • Pasquale Mari, In viaggio verso Solaris. Un diario
  • Farah Polato in conversazione con Stefania Bona e Martina MelilliDell’interrogare il visibile e dell’aberrazione
  • Alfredo PirriFuoco – Cenere – Silenzio

https://webzine.sciami.com

Sempre di Cristina Grazioli, in collaborazione con Pasquale Mari –maestro della Luce, direttore della Fotografia, docente delle discipline legate alla luce in scena all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico–, ricordiamo il recente ottimo libro Dire luce. Una riflessione a due voci sulla luce in scena (Cue Press 2021, edizione “I saggi del Teatro”), di cui parleremo sul prossimo numero di LUCE.

Per ulteriori approfondimenti, su Luceweb.eu segnaliamo l’intervista a cura di Paolo Calafiore Pasquale Mari: materia del buio, pubblicata originariamente su LUCE 322|2017, e l’articolo Lumière Matière. Convegno internazionale di studi a Lille, Padova e Venezia, a cura di Cristina Grazioli e Antonio Palermo e pubblicato originariamente su LUCE 331|2020.