Opportunità internazionali tra Politecnico e Ordine degli Architetti di Torino. Lanciato il bando POLITO Studio


CINA
Photo ©Samuele Pellecchia per PoliTo

La Cina, con le sue megalopoli e l’altissima densità abitativa, è il paese dove si costruisce di più al mondo, ma ha solo 50 mila architetti, un terzo di quelli italiani che forse sono molti! Dunque, un mercato interessante e potenziale per i nostri professionisti, ma come sappiamo difficilmente accessibile.

Per fare chiarezza sulle relazioni e le opportunità tra i due paesi, il Politecnico di Torino e l’Ordine degli Architetti di Torino ieri si è svolto l’incontro on line Lavorare con la Cina. Opportunità e scambi nella pratica architettonica – Laddove nulla è semplice e tutto è possibile, promosso in collaborazione con TOChina Center dell’Università di Torino e con Fondazione Italia-Cina.

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Nuovi edifici con aeroplano, 2019, Tongzhou New Town, Pechino, municipalità di Pechino. New buildings with airplane, 2019, Tongzhou New Town, Beijing, Beijing Municipality. Photo ©Samuele Pellecchia per PoliTo

Il progetto POLITO Studio nato dall’Accordo quadro siglato il 21 settenbre 2020 tra Politecnico di Torino e Ordine degli Architetti di Torino prevede che gruppi di lavoro – formati da professionisti, ricercatori e partner cinesi – partecipino a workshop di alta formazione applicata, allo scopo di trasferire loro capacità e reti di relazioni, utili a candidarsi a progetti reali e concorsi di architettura in Cina

Il simposio è stato introdotto dal rettore del Politecnico Guido Saracco e dal presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino Massimo Giuntoli in un confronto con Roberto Pagani, addetto scientifico del Consolato Generale d’Italia a Shanghai; Michele Bonino, vicerettore per le relazioni con la Cina del Politecnico di Torino, insieme a Cristina Coscia, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti.

Guido Saracco, rettore del Politecnico di Torino nella sua introduzione ha dichiarato: “Il modello di collaborazione tra professionisti e docenti universitari che POLITO Studio sta avviando è innovativo, poiché permette di affrontare i mercati internazionali, come quello Cinese, con l’articolazione di competenze e la massa critica che essi richiedono. Sono convinto che questo progetto pilota in ambito internazionale concorrerà a stabilire anche a livello nazionale nuove sinergie tra mondo professionale e mondo universitario, ancora troppo distanti rispetto ad altri contesti europei”.

Michele Bonino, vicerettore per le Relazioni con la Cina, nel presentare il concept di POLITO Studio ha detto “I professionisti architetti, in particolare i più giovani, devono oggi guardare necessariamente ai mercati internazionali, dove però sono necessari anni per orientarsi e posizionarsi. Il Politecnico di Torino ha maturato, spesso da decenni, solide relazioni in quegli stessi Paesi. L’obiettivo di POLITO Studio è di metterle a fattor comune e di condividere con i professionisti l’esperienza maturata nel tempo in quei contesti. La Cina è ideale come caso pilota, perché tutte le università nostre partner hanno grandi istituti di progettazione, alla ricerca di collaborazioni internazionali”.

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Nel corso del focus Cina, scenari e prospettive per gli studi professionali sono intervenuti Massimo Bagnasco, vicepresidente della Camera di Commercio Europea in Cina, sul tema Cina, laddove nulla è semplice, ma tutto è possibile. Giovanni Andornino, direttore del TOChina Center di UNITO, e Edoardo Agamennone, Direttore Accademico del ChinaMed Business Program, UNITO, channo illustrato come Impostare un percorso di sviluppo professionale in Cina. Filippo Fasulo, Direttore CeSIF – Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia-Cina, è intervenuto sul tema Tra dual circulation e 14mo Piano quinquennale: l’economia cinese post- Covid

La giornata si è chiusa con un incontro moderato da Valeria Federighi del Politecnico di Torino e da Urszula Grodzickadel Focus group OAT Rete nazionale e internazionale. Sono stati illustrati alcuni casi studio di progettazione con la Cina da un gruppo di progettisti e docenti: Francesca Frassoldati del Politecnico di Torino, Michele Armando e Gianmaria Quarta dello studio Quarta & Armando architecture, Edoardo Bruno, ricercatore di POLITO/China Room, Pier Giorgio Turi, presidente ICAF Italy China Architectural Forum e il progettista Fabrizio Fragomeli

Il form sarà pubblicato l’8 febbraio sulla bacheca virtuale open call del sito di OAT nella sezione dedicata all’internazionalizzazione. Per la selezione dei team di architetti OAT le candidature sono aperte fino all’8 marzo; i risultati saranno pubblicati entro la fine del mese per l’avvio del programma di workshop. 

Attraverso una “open call” riservata agli iscritti all’Ordine sarà selezionata una rosa di professionisti per la partecipazione a un programma di workshop di formazione e accompagnamento al mercato che forniranno gli strumenti per lo svolgimento di attività professionale in Cina. Questo programma si baserà su casi progettuali concreti (concorsi di architettura, contest) e si configura come un incubatore, che potrà dare avvio a successive attività di progettazione congiunta tra Dipartimenti dell’Ateneo e professionisti. Gli interessati saranno selezionati in base a profili e esperienze professionali, in modo da costituire team multi-competenze che lavoreranno con un impegno biennale.