Le vetrine di Rinascente Milano si illuminano di design


FontanaArte Rinascente Milano

Dallo scorso 29 Gennaio e fino al 22 Febbraio, tutte le vetrine di Rinascente, famosa House of Brands a pochi passi dal Duomo, un esempio di eccellenza, eleganza e contemporaneità, sono dedicate al lighting di design, e la storica FontanaArte, eccellenza del made in Italy è fra i protagonisti di questo innovativo progetto che porta luce illuminata nel cuore di Milano.

Vetrine sempre splendide quelle di Rinascente, che rappresentano per ogni brand il più importante e immediato contatto diretto con il passante, il prossimo cliente, e il tramite primo fra l’interno privato e l’esterno pubblico. Vi ricordate la meravigliosa Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, nella 5th Avenue davanti alla vetrina dello storico negozio di gioielli?

  • FontanaArte Rinascente Milano
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Un po’ di storia su questo grande brand internazionale per i milanesi e non solo, famoso luogo di “passages couverts”. Oltre un secolo e mezzo è trascorso da quando i fratelli Luigi e Ferdinando Bocconi avviano la loro prima bottega di stoffe e confezioni all’angolo di via Santa Radegonda: Magazzini Bocconi

Dieci anni dopo o poco più nasce il nuovo edificio dell’architetto Giovanni Giachi accanto al Duomo. Furono i primi ad utilizzare la luce elettrica per illuminare una vetrina. Nella stessa via fu costruita infatti la prima centrale elettrica d’Europa su progetto di Carlo Colombo e inaugurata il 28 giugno 1883, che dava energia per l’illuminazione al Caffè Biffi, al Teatro Manzoni allora in piazza San Fedele e al Teatro alla Scala.

La proprietà passa dai Bocconi al Senatore Borletti che affida nel 1917 a Gabriele D’Annunzio l’ideazione del nome. Nasce La Rinascente che nel 1918 apre al pubblico la grande sede di piazza Duomo che solo dopo pochi giorni, la notte di Natale, un incendio distrugge completamente.

FontanaArte Rinascente Milano

Durante la guerra la sede viene bombardata e il Comune di Milano concede in affitto tre ampi saloni nel Palazzo della Ragione in via Mercanti. Siamo nel 1950 e la sede di piazza del Duomo riapre: la progettazione architettonica dell’esterno del palazzo è opera di Ferdinando Reggiori. Carlo Pagani progetta le vetrine, gli ingressi, l’architettura degli interni e l’arredamento. Max Huber disegna il nuovo logo lR. e Albe Steiner diviene responsabile degli allestimenti esterni e interni e della grafica pubblicitaria fino al 1956. Lo saranno negli anni successivi le bellissime Amneris Latis art director dell’ufficio pubblicità e Lora Lamm responsabile della grafica pubblicitaria. Negli anni Sessanta Adriana Botti Monti è la nuova art director per l’Ufficio pubblicità.

E ricordiamo che per i suoi cartelloni pubblicitari la Rinascente si avvalse della collaborazione di Marcello Dudovich, che dagli anni ’20 realizzò oltre 100 manifesti in stile Liberty.

Nel 1954 La Rinascente istituisce il Premio Compasso d’Oro nato da un’idea di Gio Ponti e Alberto Rosselli. Albe Steiner disegna il logo e suggerisce il nome per il premio. 

Questo il brevissimo riassunto della lunga storia di un grande brand rilevato nel 2011 dalla società thailandese Central Retail Corporation della famiglia Chirathivat.

Ma torniamo alle vetrine attuali, accanto all’ingresso principale, dedicate in questi giorni al lighting di design, che espongono alcune fra le lampade più preziose e scenografiche della collezione FontanaArte, fondata nel 1932 da Luigi Fontana e Gio Ponti; dal 1933 al 1948 con la direzione artistica di Pietro Chiesa, e dopo la sua morte sotto quella di Max Ingrand, e dal 1972 con Carlo Guglielmi amministratore delegato, sotto la direzione artistica di Gae Aulenti. Decenni forse ancora di sentimenti da dopoguerra; di nomi di aziende e nomi di uomini e donne che vibravano di eccellenze culturali e creative, di visioni che contribuirono all’affermarsi nel mondo dell’eccellenza del made in Italy, e Milano meta obbligata di un passaggio e passeggio colto, informato, attento alla qualità e al saper fare, di cui sentiamo nostalgia.

Sono pezzi che raccontano il passato e il presente di questa azienda tra le più iconiche del design made in Italy. Cosa possiamo ammirare? RE e REGINA, le lampade disegnate nel 1968 dall’artista milanese Bobo Piccoli e rieditate dall’azienda nel 2020, che dominano l’esposizione con la loro silhouette che fa da background in entrambe le vetrine. Premiate dal prestigioso Wallpaper* Design Award 2021, le due lampade godono di una posizione d’onore, al centro della scena, con un’altra icona del design, il tavolo Cugino di Enzo Mari per Driade. L’altra vetrina espone le lampade più recenti della collezione: LaSospesa di Stefano Boeri, Tropico di Gabriele e Oscar Buratti e Fontanella disegnata da Federico Peri nel 2020, tutte nella versione da tavolo che per l’occasione è l’elegante Frate sempre di Mari per Driade.