“Diamo Luce alla ricerca” il Progetto di AIRC – PALAZZOLI


Ospedale San Raffaele
Ospedale San Raffaele di Milano

Quest’anno nel mese di gennaio è nata “Diamo Luce alla Ricerca”, una partnership triennale con la collaborazione tra Palazzoli spa e Fondazione AIRC, per supportare la sfida dell’immunoterapia applicata alla cura del tumore al seno. Come più volte abbiamo letto in questi mesi, la pandemia di Covid-19 ha influito anche sui progressi della ricerca oncologica, ma sappiamo che il cancro è ancora un‘emergenza a livello mondiale, con cifre spesso superiori a quelle di molte grandi epidemie, e si stima che quest’anno in Italia saranno diagnosticati 377.000 nuovi casi, più di 1000 al giorno. È e rimane tra le maggiori sfide scientifiche e sanitarie anche del nuovo Secolo pur in attivo di enormi passi avanti nella ricerca in campo diagnostico, terapeutico, farmacologico e genetico, che assieme alla crescita della cultura della prevenzione, ha capovolto i rapporti di forza e oggi sappiamo che il cancro è sempre più curabile, e che la maggior parte dei malati può guarire. 

AIRC investe nella ricerca oncologica da 55 anni. Da allora il suo lavoro e il maggiore obiettivo è di migliorare la qualità di vita dei pazienti e mettere a disposizione delle nuove generazioni cure sempre più efficaci e meno invasive. Con uno sguardo attento alla formazione e specializzazione dei giovani ricercatori affinché i talenti italiani possano portare il loro contributo intellettuale al nostro Paese, come ha detto il presidente Pier Giuseppe Torrani – e affinché l’informazione scientifica chiara, basata su solide evidenze diventi patrimonio culturale di tutta la popolazione italiana.

Palazzoli spa fondata nel lontano 1904 a Brescia, e tra le aziende storiche dell’elettrotecnica italiana, ha deciso di orientare le sue azioni di responsabilità sociale a sostegno di AIRC con un progetto all’avanguardia in linea con la sua missione in campo imprenditoriale. Il suo presidente Luigi Moretti ha scelto di sostenere il progetto del Dottor Giampaolo Bianchini, ricercatore AIRC, garantendogli le risorse per dare continuità e impulso ai suoi studi.

Un Progetto, tra AIRC e Palazzoli, che ha anticipato e aveva già fatto proprie le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso ottobre al Quirinale, in occasione della cerimonia “I Giorni della Ricerca”, che ci ricordavano : “la ricerca è un bene comune che sollecita responsabilità comuni; ciascuno – quale che sia il suo ruolo – deve avvertire il dovere non soltanto di non disperdere lo sforzo collettivo ma di contribuirvi; di non sottrarsi al proprio compito”.

Foto Aerea Stabilimento Palazzoli 2020
Foto Aerea Stabilimento Palazzoli 2020

Del Cavaliere del Lavoro Luigi Moretti, laurea in Elettronica al Politecnico di Milano, ricordiamo un un incontro di molti anni fa, al Museo Mille Miglia a Brescia, tra auto di leggendari piloti dal nome Nuvolari, Varzi o Villoresi, con altri ospiti all’ascolto del comune amico Philippe Daverio e della sua lectio magistralis sulla storia, tra tecnica e umanesimo, dagli antichi greci all’arte, di cui era raffinato studioso. L’occasione l’annuncio della nuova serie X-CEE (di colore blu) di connessioni industriali a elevate prestazioni, frutto di una progettazione durata tre anni e di un rilevante investimento. Fu anche l’opportunità di una intervista, nei giorni successivi, di LUCE allo stesso presidente. Tra le domande … E perché blu? La risposta splendidamente scorcertante, ma significativa anche di valori e pensieri non strettamente manifatturieri, che danno indizi certi sul perché l’impresa italiana privata ha volato nel mondo e confidiamo possa ancora volare.
Se chiede a un po’ di persone attorno a lei qual è il loro colore preferito, la maggior parte di loro risponderà blu. Nelle diverse civiltà del mondo, nelle diverse epoche della storia, il blu è nobiltà di spirito e d’intenzione, dà serenità, invita alla calma, ispira pace e sicurezza. In medicina ha un effetto calmante, mitiga le passioni e aiuta nei momenti difficili. Se allarghiamo la visuale, pensi al blu nell’opera di Picasso, di Matisse, di Kandinski. Pensi alla musica: da quel capolavoro che è la Rapsodia in blu, che fonde jazz e musica colta, alle centinaia di inni al blu nella musica leggera”.

Su LUCE l’autore dell’intervista appuntò queste parole: “Un dialogo a due, presente anche Claudia Ambrosetti, che spiega, più di tante nostre parole, l’azienda Palazzoli, la sua ricerca e il suo presidente Luigi Moretti”.

dottor Gianpaolo Bianchini

Chi è il dott. Giampaolo Bianchini
Giampaolo Bianchini, è responsabile dell’area di oncologia della mammella all’interno dell’Unità di Oncologia Medica dell’Ospedale San Raffaele, diretta dal professor Stefano Cascinu. È anche responsabile del gruppo di ricerca clinica traslazionale e immunoterapica ed è coinvolto in numerosi progetti di ricerca rivolti a donne con carcinoma mammario per comprendere i meccanismi di risposta e resistenza ai farmaci disponibili, all’identificazione di nuove strategie terapeutiche e alla definizione di biomarcatori utili a migliorare la personalizzazione delle cure.

Laurea in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso l’Università degli Studi Milano- Bicocca, nel 2004 si specializza in Oncologia medica all’Università degli Studi di Milano, poi è Visiting Scientist in prestigiose istituzioni americane: il National Cancer Institute (Bethesda), l’MD Anderson Cancer Center (Houston) and Yale Cancer Center (New Haven). 

Tutto è cominciato circa 12 anni fa, racconta, mentre ero negli Stati Uniti all’MD Anderson Cancer Center. In un lavoro che è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Clinical Oncology, abbiamo dimostrato che la presenza di molti linfociti e cellule dendritiche nei tumori di donne con carcinoma mammario era associata ad un minore rischio di recidiva. L’associazione era molto forte e presente in tutti i sottotipi di neoplasia mammaria. Questa scoperta mi ha fatto capire quanto il sistema immunitario, se propriamente ingaggiato, possa contribuire a controllare la diffusione metastatica di malattia e che l’immunoterapia poteva avere un ruolo importante anche nel carcinoma mammario”.

  • AIRC
  • AIRC

Il Dottor Bianchini spiega che cos’è l’Immunoterapia e perché la ritiene una soluzione valida per la cura del tumore: “l’Immunoterapia è un tipo di terapia farmacologica rivoluzionaria rispetto alle altre terapie farmacologiche disponibili, come per esempio la chemioterapia e le terapie a bersaglio molecolare. Infatti, mentre queste ultime colpiscono, salvo pochissime eccezioni, la cellula tumorale, l’immunoterapia ha come bersaglio terapeutico il sistema immunitario del paziente, e non direttamente la cellula tumorale. Sono le cellule del sistema immunitario che, opportunamente attivate, sono poi in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Infatti, le cellule tumorali utilizzano molti stratagemmi per difendersi dal sistema immunitario, tra cui l’espressione di proteine inibitorie chiamate checkpoint immunitari (PD-L1, PD1 e CTLA4). I farmaci immunoterapici più efficaci e utilizzati hanno proprio come bersaglio questi checkpoint immunitari, da cui il nome di inibitori degli immune-checkpoint”.

Argomento arduo, non semplice da capire, “faticoso” da leggere, ancor di più in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo a causa di un virus che drammaticamente continua a mietere numerose vittime in tutto il mondo, che sconvolge le nostre certezze e sicurezze di lavoro, di affetti e di vicinanza, su cui abbiamo fondato le nostre esistenze fino ad oggi. E che ci indica in modo ancor più rilevante l’importanza e la necessità della Ricerca e il sostegno alle tante professionalità in campo nel nostro Paese. Paese però alla Ricerca e non solo in campo sanitario, non dedica grande cura in termini di risorse economiche, ma che per merito di migliaia di ricercatori e di aiuti di cittadini e aziende, sa rappresentare un’eccellenza mondiale e avanguardia in Europa.

E sul potenziale dell’Immunoterapia, Bianchini aggiunge: “La chemioterapia e le terapie a bersaglio molecolare hanno già ampiamente dimostrato di essere in grado di prolungare la sopravvivenza di pazienti con malattia metastatica in molti tumori solidi. A questo riguardo, ciò che rende unici questi farmaci immunoterapici è che hanno dimostrato, seppur in una minoranza di pazienti, non solo di allungare l’aspettativa di vita dei pazienti, ma anche di portare a remissioni di malattia così prolungate da poter arrivare a ritenere questi pazienti guariti. Pertanto, è il suo potenziale guaritivo che rende l’immunoterapia così diversa dalle terapie già disponibili”.

Il Progetto 
Entrando di più nel Progetto, Giampaolo Bianchini, spiega: “Si occupa di un particolare tipo di neoplasia della mammella chiamata tumore triplo-negativo. Questo tipo di neoplasia è caratterizzato da una particolare aggressività biologica e una prognosi purtroppo peggiore rispetto agli altri tipi di neoplasia mammaria. La buona notizia è che l’uso di immunoterapia sembra essere particolarmente efficace per questo tipo di neoplasia e l’obiettivo è proprio quello di comprendere i meccanismi che portano le pazienti a beneficiare o meno del trattamento, così da poter comprendere quali strategie adottare per estendere il beneficio a sempre più donne. E nonostante la ricerca sia dedicata alle pazienti con neoplasia triplo-negativa, è altamente probabile che gli stessi meccanismi di resistenza e sensibilità all’immunoterapia siano presenti anche in altri tumori, estendendo notevolmente la platea dei pazienti che potrebbe beneficiare da questi risultati”. 

E con uno sguardo rigoroso al lavoro in corso e ai risultati dalle indagini e dai dati generati, che permettono la loro analisi e via via la pubblicazione dei risultati, e il confronto a livello scientifico, conclude con parole che sono più di una speranza o un impegno, perché rappresentano i valori fondanti , scientifici e umanisti di quello che è e deve essere la Ricerca “ Quello che ci aspettiamo con questa ricerca è che ogni anno si ottengano scoperte che potranno essere condivise con il resto del mondo scientifico. È probabile anche che alla fine di questo Progetto i dati generati possano essere utili per rispondere a nuovi quesiti che dovessero emergere anche negli anni a venire”. 

In questo pezzo siete andati lunghi, sono le parole che il direttore sovente ci ripete, ma qui vogliamo ancora riportare quelle brevi e sentite del giovane amministratore delegato di Palazzoli spa, Andrea Moretti, in una recente intervista a Quotidiano.Net per “spiegare” la decisione dell’azienda di sostenere il progetto: “Una impresa è una manifestazione economica del territorio e deve restituire al territorio quello che produce. Tutto quello che possiamo fare lo facciamo. Abbiamo ridotto il nostro impatto ambientale e siamo impegnati per ridurre il rischio di infortuni. La responsabilità sociale gioca ormai da tempo un ruolo centrale tra i nostri impegni. Il nostro obiettivo è aumentare la felicità interna lorda, per usare una famosa espressione. E un progetto come quello in collaborazione con AIRC ci consente senza dubbio di andare oltre i confini dell’azienda”. 

E al fine di superare tutti un po’ i propri confini, LUCE sosterrà attraverso le sue pagine e quelle di Luceweb, questo importante Progetto periodicamente informando i suoi lettori.  

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