Il “Paesaggio Urbano” tra illuminazione intelligente, connessione e comunicazione


illuminazione urbana

Con paesaggio la Convenzione Europea del Paesaggio intende una determinata parte di territorio così come è percepita dalla popolazione, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interazioni. Il paesaggio urbano rappresenta un luogo dinamico, eventualmente anche in espansione, costituito da molteplici elementi, come ad esempio edifici di diverse epoche e stati di conservazione, luoghi di connessione da riqualificare, spazi che attendono di essere recuperati attraverso specifiche azioni, centri storici da tutelare. L’obiettivo è, da un lato, quello di gestire consapevolmente le trasformazioni territoriali provocate dai processi di sviluppo economico, urbanistico, produttivo, sociale e culturale, dall’altro quello di creare le corrette connessioni tra zone non omogenee, cercando di renderle il più possibile collegate ed armoniche. A questa esigenza possono, almeno in parte, far fronte le più recenti tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che, opportunamente integrate nei servizi per l’illuminazione (smart city), costituiscono un potenziale supporto per lo sviluppo sostenibile delle nostre città. Le interazioni riguardano temi connessi al servizio pubblico di illuminazione, quali la mobilità, la sicurezza e il risparmio energetico: in questo contesto fluido, in cui sia il paesaggio urbano che le tecnologie a disposizione sono in continua evoluzione, nasce l’esigenza di realizzare sistemi versatili e flessibili, in grado di adattarsi non solo alle mutevoli e rapide esigenze legate alle fluttuazioni ambientali e di traffico, ma anche alle più lente e inesorabili trasformazioni urbane e territoriali.

Questo Speciale LUCE tenta di rispondere ad alcuni interrogativi sulle problematiche nelle attuali politiche smart intraprese nelle città. Come e quanto i servizi di illuminazione oggi affrontano le differenze nel rapporto tra centri storici e periferie, o tra innovazione e tutela, e quanto le attuali tecnologie vanno incontro alla salvaguardia e alla valorizzazione del paesaggio, contribuendo allo stesso tempo a limitare gli effetti dell’inquinamento luminoso e dell’impatto sull’ambiente.

Cominciamo dunque con le tre domande.


Giuseppe Gustinetti

Giuseppe Gustinetti
BLLT
Key Account Manager Street Lighting & Public Administration

L’illuminazione consente di creare ambientazioni notturne sia in luoghi di elevato valore, come ad esempio i centri storici, che in aree di scarsa qualità urbana: come e quanto i servizi di illuminazione oggi affrontano queste differenze?
Sono tre le caratteristiche che dobbiamo esaltare, migliorare e/o, se volete, difendere.
• La valorizzazione dei beni immobili, storici e architetturali attraverso la produzione di luce che esalti la naturalezza dei colori, delle forme e delle ombre: i nuovi Led sono oggi in grado di offrire performance cromatiche incredibili, e la loro gestione dinamica attraverso sistemi di controllo punto a punto, o a gruppi, ne esalta le performance.
• a difesa, la valorizzazione e salvaguardia di quelle aree come parchi, parcheggi o zone periferiche, che con le soluzioni illuminotecniche e di controllo oggi disponibili ci permettono di rendere sicure e fruibili aree emarginate, pericolose o abbandonate. Anche qui l’illuminazione Intelligente, che legge la presenza e il movimento delle persone, che si amplifica in intensità se cambiano le condizioni di fruibilità o sicurezza della zona, che si accompagna a sistemi di videosorveglianza, è in grado di modificare sostanzialmente lo stato di fatto odierno di molte zone urbane.
• Terzo aspetto, che considero personalmente fondamentale, è quello che una buona e intelligente illuminazione riesce a fare in termini di comfort, sicurezza, capacità aggregativa e quindi terapeutica. Vivere serenamente spazi attrezzati, illuminati e sicuri, riduce il livello di stress e aumenta i momenti o occasioni di aggregazione. Questo è applicabile, anzi dovrebbe diventare uno standard, anche a scuole, uffici, etc. Ovviamente la sensoristica a supporto ne rende il funzionamento molto dinamico e funzionale alle condizioni metereologiche, di luce e presenza.

illuminazione urbana
impianto di illuminazione urbana con sensori di controllo di BLLT

Come l’illuminazione intelligente affronta il tema della connessione e comunicazione tra diverse zone urbane?
Lo affronta rendendo disponibile ad altri servizi, che non siano la sola illuminazione, la rete che inevitabilmente i lampioni connessi mettono a disposizione. Il tipo di connessione non mette a disposizione bande importanti per trasmettere dati, e per questo occorre essere chiari e dire che non tutto quello che oggi chiamiamo Smart City può viaggiare sulla rete dei lampioni. Possiamo parlare di sensoristica: luminosità, presenza, allagamento sottopassi, lettura contatori, sensori ambiente, etc. tutto ciò che non ha bisogno di banda importante. Immagini, gestioni complesse di reti di sensori, gestione traffico o gestione rifiuti necessitano di strutture dedicate e diverse, perché la dimensione dei dati e la loro frequenza di lettura non possono essere supportate da una rete che nasce per il controllo lighting che, seppure dinamico o adattivo (TAI e FAI), non ha una banda importante. Ovvio è che la luce e i suoi percorsi urbani collegano la città e le sue aree, e se noi fossimo in grado di progettarli affinché possano diventare percorsi per eventi, aggregazione e sicurezza saremmo in grado di esaltarne le caratteristiche.

L’illuminazione crea paesaggi notturni su scala più ampia di quella urbana: quanto le attuali tecnologie vanno incontro alla salvaguardia ed alla valorizzazione del paesaggio e quanto, allo stesso tempo, possono limitare gli effetti dell’inquinamento luminoso e dell’impatto sull’ambiente?
Molto. Come prima spiegavo, le caratteristiche dei corpi illuminanti riescono oggi a offrire riduzioni di inquinamento luminoso decisamente importanti. Se accompagnassimo questo all’utilizzo della Luce Adattiva, ovvero riduzione automatica della luce secondo parametri ben stabiliti in ragione della diminuzione del traffico e della modifica delle condizioni climatiche, otterremmo risultati di risparmio e inquinamento luminoso ancora più importanti. Va detto che molti bandi oggi prevedono l’utilizzo della Luce Adattiva. L’impatto positivo sull’ambiente ne è la logica conseguenza, in termini di risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento luminoso.


Antonio Ialeggio

Antonio Ialeggio GEOLUMEN

L’illuminazione consente di creare ambientazioni notturne sia in luoghi di elevato valore, come ad esempio i centri storici, che in aree di scarsa qualità urbana: come e quanto i servizi di illuminazione oggi affrontano queste differenze?
Quando si parla di illuminazione urbana a Led è scontato parlare di versatilità della tecnologia. Il Led garantisce determinate caratteristiche variabili che sicuramente svolgono un ruolo attivo nella progettazione di spazi urbani, siano essi “centri storici” o periferie. Non solo l’estrema adattabilità, in termini di forma e dimensioni, del Led a modelli di “corpo lampada” molto eterogenei, ma anche la temperatura di colore e la multicromia (RGB) sono elementi che permettono di differenziare gli effetti dell’illuminazione artificiale. Avere un impianto di illuminazione interconnesso, con la possibilità di agire sui singoli punti luce e modificare i parametri di colore, intensità, programmare accensioni e spegnimenti, individuare punti luce ad hoc per effetti cromatici particolari non solo è possibile, ma dovrebbe essere obbligatorio.

Come l’illuminazione intelligente affronta il tema della connessione e comunicazione tra diverse zone urbane?
Cosa si intende per “illuminazione intelligente”? Una lampada che sa quando accendersi o spegnersi, che regola il flusso luminoso in base a parametri esterni, che segnala un guasto per un rapido intervento. Per noi questa definizione non è sufficiente. Per noi una lampada davvero intelligente deve poter essere un punto di accesso a una rete di comunicazione più ampia, che possa veicolare informazioni eterogenee, alla base di servizi evoluti per i cittadini, con la garanzia di copertura del territorio urbano e la geolocalizzazione delle informazioni. Conoscere cosa succede sul territorio, ma anche quando e dove, con l’obiettivo di analizzare tali informazioni e pianificare opportune azioni. E sicuramente l’assenza di cablaggi, ovvero una comunicazione wireless (senza fili), garantisce immediatezza di integrazione e risparmio di costi di infrastruttura.

parking management di Geolumen
Dispositivo per il parking management di Geolumen posizionato in un parco ad Amsterdam

L’illuminazione crea paesaggi notturni su scala più ampia di quella urbana: quanto le attuali tecnologie vanno incontro alla salvaguardia ed alla valorizzazione del paesaggio e quanto, allo stesso tempo, possono limitare gli effetti dell’inquinamento luminoso e dell’impatto sull’ambiente?
Le normative in materia disciplinano l’utilizzo della riduzione del flusso luminoso e la tipologia di armatura che deve evitare dispersione di luce (c.d. full cut-off). Nuove tecnologie stanno affermandosi soprattutto grazie all’interazione da remoto con il singolo punto luce, come ad esempio la possibilità di modificare la temperatura di colore delle piastre Led. Si può così iniziare con una temperatura di 4.000K, fino a portarsi, lentamente fino alla mezzanotte, rendendo tale variazione impercettibile, alla temperatura più calda di 2.700K. Tutto ciò per limitare la componente blu nello spettro della luce emessa dai Led e limitare il più possibile l’inquinamento luminoso e i disturbi che tale componente genera alla flora e alla fauna nelle ore notturne.


Raffaele Villa

Raffaele Villa
LEF HOLDING S.r.l.
Sales Manager ICT & Smart City & IoT

L’illuminazione consente di creare ambientazioni notturne sia in luoghi di elevato valore, come ad esempio i centri storici, che in aree di scarsa qualità urbana: come e quanto i servizi di illuminazione oggi affrontano queste differenze?
La possibilità di utilizzare tecnologie open e interoperabili che combinano sensori ambientali permettono alla piattaforma Smart di interagire a seconda della tipologia di ambiente, attivando in modo automatico il miglior scenario per quella precisa occasione. La luce diventa così uno strumento per offrire, in ogni momento, l’adeguato apporto di illuminamento in relazione a ciò che succede, a come si spostano persone e oggetti all’interno della città e da un contesto urbano all’altro, che può essere completamente differente. Attraverso questa rete Smart la città comunica “le proprie esigenze” in tempo reale, e la luce, insieme ad altri sensori e attuatori, si adegua, offrendo il miglior scenario per quel contesto e in quel determinato momento. In questo caso si parla di una reale “City Automation”.

Come l’illuminazione intelligente affronta il tema della connessione e comunicazione tra diverse zone urbane?
La possibilità di sfruttare il Cloud permette di far interagire le diverse aree in modo sinergico, creando una vera e propria “rete neurale cittadina” che reagisce in real-time, proprio come nel corpo umano. La città parla e comunica al Cloud le proprie esigenze attraverso la tecnologia abbinata alle luci dei lampioni, riducendo con un dimming mirato e oculato la luce quando non serve in modo adattivo, nel rispetto, per esempio, della normativa UNI 11248 che contempla il TAI (traffic adaptive installation) e FAI (full adaptive installation), in base al traffico e/o alle condizioni meteo, oppure aumentando l’illuminamento quando necessario, per esempio in occasione di un attraversamento pedonale. Insomma, una rete “neurale” e nevralgica che sfrutta la pervasività dell’illuminazione pubblica e delle reti esistenti equipaggiandola con la tecnologia IoT, per migliorare la qualità della vita delle città e dei cittadini, aumentandone il grado di servizio offerto nello stesso tempo.

Smart Controller
Smart Controller NB IoT, LEF Holding

L’illuminazione crea paesaggi notturni su scala più ampia di quella urbana: quanto le attuali tecnologie vanno incontro alla salvaguardia ed alla valorizzazione del paesaggio e quanto, allo stesso tempo, possono limitare gli effetti dell’inquinamento luminoso e dell’impatto sull’ambiente?
La tecnologia che abbiamo messo a punto affronta il tema del paesaggio urbano e dell’inquinamento luminoso in relazione a quanto succede nella città. Grazie alla UNI 11248 è possibile controllare e limitare l’illuminazione, pur restando nel pieno rispetto della sicurezza ambientale. Questi parametri rimangono inalterati anche abbassando i livelli di illuminamento per contenere gli effetti dell’inquinamento luminoso. I protocolli TAI (traffic adaptive installation) e FAI (full adaptive installation) sono utili per gestire ciò che riguarda il traffico veicolare e le differenti condizioni meteo che si possono presentare.


Paolo DI lecce

Paolo Di Lecce
REVERBERI ENETEC CEO

L’illuminazione consente di creare ambientazioni notturne sia in luoghi di elevato valore, come ad esempio i centri storici, che in aree di scarsa qualità urbana: come e quanto i servizi di illuminazione oggi affrontano queste differenze?
Le differenze dovrebbero essere affrontate in fase progettuale: un buon professionista e un progetto di qualità possono assolvere bene a questo scopo e, grazie ai Led, molto meglio che nel passato. Il tutto poi viene filtrato, e a volte stravolto, in funzione delle risorse disponibili. Purtroppo, a volte si vedono dei “non progetti”, ovvero delle situazioni nelle quali non si procede a fare delle scelte, cioè non vengono allocate le giuste risorse nelle aree di maggior pregio, per puntare a una maggiore efficienza nelle altre. Per essere più chiari, ho avuto esperienza di alcuni progetti dove, ad esempio, la telegestione e i dispositivi di Smart City vengono previsti “a tappeto” in tutti gli ambiti, quando sarebbe più corretto prevedere per tutti i progetti una quota di questi investimenti solo nelle aree di maggior pregio.

Come l’illuminazione intelligente affronta il tema della connessione e comunicazione tra diverse zone urbane?
Un’illuminazione veramente intelligente, basata su sensori di misura in tempo reale, è per definizione un’illuminazione che è in grado di ridefinire immediatamente le modalità con cui si relaziona all’ambiente circostante, in funzione delle condizioni ambientali. A differenza di un’illuminazione basata su orari predefiniti di regolazione, per sua natura rigida e invariante rispetto ai bisogni della città connessa, l’illuminazione intelligente può determinare gradienti di connettività tra zone diverse.

DIADEME
DIADEME, dispositivo di controllo di Reverberi Enetec per l’illuminazione stradale

L’illuminazione crea paesaggi notturni su scala più ampia di quella urbana: quanto le attuali tecnologie vanno incontro alla salvaguardia ed alla valorizzazione del paesaggio e quanto, allo stesso tempo, possono limitare gli effetti dell’inquinamento luminoso e dell’impatto sull’ambiente?
Notevolmente. I risultati che arrivano dai tanti impianti in funzione e gestiti da sensori in tempo reale (illuminazione adattiva) dimostrano che la riduzione delle emissioni di CO2 e di inquinamento luminoso può arrivare a oltre il 50% rispetto a un impianto “non intelligente”. Sotto questo punto di vista, l’investimento in illuminazione intelligente non solo si ripaga in pochi anni, ma ha un enorme valore per la salvaguardia per l’ambiente. Questi dati sono stati comprovati grazie al progetto LIFE DIADEME, finanziato dalla Unione Europea, che ha visto a Roma EUR l’installazione di un migliaio di dispositivi in grado di realizzare un’illuminazione adattiva e maggiormente sostenibile, oltre a consentire un monitoraggio accurato di rumore, traffico e qualità dell’aria.


Antonio Royo

Antonio Royo UVAX
CEO

L’illuminazione consente di creare ambientazioni notturne sia in luoghi di elevato valore, come ad esempio i centri storici, che in aree di scarsa qualità urbana: come e quanto i servizi di illuminazione oggi affrontano queste differenze?
Storicamente l’illuminazione è stata uno degli elementi chiave che hanno distinto il livello di valorizzazione delle Città. Bisanzio, che nel 600 d.C. era la rinomata capitale dell’Impero Romano d’Oriente, era completamente illuminata nelle zone principali, mentre le grandi città dell’Italia longobarda (Cividale, Aquileia Concordia, etc.) erano prevalentemente lasciate al buio o alla libera iniziativa dei cittadini. La sicurezza stessa delle città era determinata dall’illuminazione: le zone scarsamente illuminate erano spesso terra di nessuno in cui la sicurezza personale era tutt’altro che garantita. Le zone di confine, dove l’ombra sovrastava la luce, erano territori estremamente pericolosi.

Negli anni l’illuminazione urbana, grazie anche all’avanzamento tecnologico, ha iniziato ad assumere sempre più un ruolo attivo nella vita cittadina, e oggi rappresenta un elemento indispensabile nell’economia urbana. Grazie ai Led e ai sistemi di controllo, i centri storici acquisiscono nuova centralità, la luce diventa una forma di arte in grado di valorizzare e sottolineare le bellezze artistiche cittadine. Tuttavia, non è più una bellezza di tipo statico, è diventata dinamica, evolve, segue le stagioni e gli eventi. Grazie alla tecnologia, la luce diventa uno strumento di aggregazione per le città in occasioni importanti o celebrazioni. Tuttavia, diventa anche uno strumento di riqualificazione urbana nelle aree di scarsa qualità: nelle periferie, così come nelle zone meno valorizzate, l’illuminazione assume un ruolo centrale, in grado di restituire prima di tutto sicurezza e spazi ai cittadini, ma non solo. Le aree diventano luoghi di incontro, aree dove creare eventi, in cui dare vita a una nuova agorà, anche in zone spesso trascurate, dove possono nascere opportunità per la città e i cittadini.

Come l’illuminazione intelligente affronta il tema della connessione e comunicazione tra diverse zone urbane?
Una Smart City è anche una città “interconnessa”. E come può una città, somma di più tessuti urbani, più aree, anche posizionate in zone marginali, diventare interconnessa? Dovendo inoltre garantire sicurezza, e soprattutto sostenibilità? Sono diverse le soluzioni adottabili, ma sicuramente l’infrastruttura di Pubblica Illuminazione offre una soluzione accessibile e a basso costo. La Città deve interconnettersi e diventare interattiva con i cittadini ai quali deve offrire servizi. Grazie alla capillarità della rete di Pubblica Illuminazione e alla tecnologia UVAX, la rete diventa una grande Metropolitan Area Network (MAN), con un Data Transfer Rate di oltre 1 Gb/s. Grazie a questa capacità di trasmissione si è in grado di interconnettere gli edifici cittadini e l’intero territorio comunale, permettendo inoltre alle Pubbliche Amministrazioni di avere una propria infrastruttura di comunicazione: la città diventa realmente interconnessa. L’illuminazione risulta intelligente e futuribile, pronta anche a un ulteriore salto quantico, il Li-Fi, che proietterà sempre di più l’illuminazione come principale vettore di dati.

L’illuminazione crea paesaggi notturni su scala più ampia di quella urbana: quanto le attuali tecnologie vanno incontro alla salvaguardia ed alla valorizzazione del paesaggio e quanto, allo stesso tempo, possono limitare gli effetti dell’inquinamento luminoso e dell’impatto sull’ambiente? L’illuminazione, con l’ausilio della tecnologia, è diventata un elemento architettonico di valorizzazione delle zone urbane e ancor più spesso di quelle extraurbane, dove si devono compenetrare più necessità: sicurezza, valorizzazione del paesaggio, limitazione e riduzione dell’inquinamento luminoso. La tecnologia diventa un elemento chiave per riuscire a garantire e far sposare al meglio queste esigenze. L’illuminazione, grazie alla tecnologia Uvax e al Led, diventa uno strumento dinamico, che permette di raggiungere un alto livello di flessibilità in ogni condizione, restituendo le giuste dimensioni al paesaggio, senza perdere il focus sulla sicurezza e abbattendo in modo importante l’inquinamento luminoso. Tutto ciò può essere ottenuto grazie alla tecnologia Uvax, che sfrutta la comunicazione PLC in banda larga: il sistema, realizzabile senza cablaggi aggiuntivi, permette di raggiungere altissimi data rate, offrendo quindi servizi in real-time, risultando essere robusto alle interferenze e offrendo una sicurezza senza limiti.

L’articolo è originariamente apparso su LUCE n°331, 2020

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