Alfonso Femia Architetto Parole in luce


spazio amato
Spazio Amato, Massimo Uberti, Ph. Andrea Corso

Sono solo brevi parole quelle che leggerete tra pochi minuti, sono sottili, rare, preziose, poetiche, lette una dopo l’altra come su una tela di Isgrò però non cancellate. Hanno tutte il ‘sapore’ della luce, perché poeticamente la descrivono. Le abbiamo scritte su un foglio bianco via via ascoltandole nell’intervento di Alfonso Femia alla tavola rotonda video di ieri dal titolo: “Architetti e Lighting designer a confronto”, al congresso AIDI, ospite con i lighting designer Susanna Antico e Alberto Pasetti. 

Un giorno scrivemmo, ma potrebbe essere anche oggi quel giorno, dopo averli ascoltati tutti e tre e guardato i loro progetti e e ascoltato le loro parole, che” quando i riferimenti alla luce volano in alto e sono portatori di cultura, ed essa stessa diventa cultura, bellezza e racconto, l’ascolto si fa attento e silenzioso”. E commosso. Oggi è stato così. Come ha ben detto nei saluti a chiusura del Congresso il vicepresidente di AIDI Dante Cariboni, esprimendo il suo grazie.

Il titolo del confronto di cui stiamo scrivendo è stato interessante e fruttuoso di idee; un tema non di poco conto che anche LUCE da tempo ha avviato, precisamente dal numero di dicembre 2019, pubblicando la “conversazione” tra Erica Napoli Rottstock e il lighting designer Filippo Cannata. Nei successivi numeri sono intervenuti sulle nostre pagine gli architetti e lighting designer Gianni Forcolini, Alberto Pasetti Bombardella, Margherita Süss, Marco Frascarolo, Luca Cipelletti, Bianca Tresoldi, Andrea Maffei, Giovanni Traverso. Sul numero di prossima uscita, di nuovo a dicembre, ma 2020, Elettra Bordonaro, Alessandro Bellman, Andrea Ingrosso e Alfonso Femia. Quante cose abbiamo imparato dai loro pensieri e dai loro scritti. Li ringraziamo.

Anche le parole che quest’oggi abbiamo ascoltato da Alfonso Femia, che raccontano la luce, la sua leggenda e la sua poetica, ci hanno molto insegnato.

Abbiamo allora deciso di riscriverle, confidando di non averne dimenticata nessuna. Mentre lo facevamo perché non riportare ci siamo chiesti anche le parole di Schopenhauer sulla luce: “Solo la luce che uno accende a sé stesso, risplende in seguito anche per gli altri”.

La luce è...

Un breve “racconto” sulla luce e la sua grammatica poetica che dedichiamo ai nostri lettori, ringraziando Alfonso FemiaSusanna Antico e Alberto Pasetti.

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