Attraverso la luce Eindhoven lancia un messaggio di speranza


GLOW Light Festival
Evoluon in Eindhoven lit up by Kari Kola and red baloons by Ivo Schoofs - Glow 202

La città olandese è ancora una delle maggiori protagoniste europee nel campo dell’arte basata sulla luce: attraverso il proprio festival annuale GLOW Light Festival, quest’anno ha cercato di “collegare” il mondo con la più grande opera d’arte d’illuminazione mai realizzata.

Eindhoven, formata in gran parte da una popolazione molto giovane dove confluisce un terzo del denaro destinato alla ricerca e allo sviluppo di tutti i Paesi Bassi (e che ricordiamo essere patria della storica fabbrica di lampadine Philips, che vede oggi la sede ospitare l’omonimo museo), è da sempre un’ottima fucina d’idee e d’innovazioni tecnologiche.

Dal 12 novembre ospiterà anche quest’altra suggestiva opera – creata dal duo artistico Kari Kola e Ivo Schoofs – che s’intitola “Connecting the Dots” ed è un’installazione che copre più di 80 km2 e comprende più di 1.500 lampade a Led distribuite in 600 luoghi, 1.000 punti luce rossi nel cielo ciascuno di 90 cm di diametro e più di 20.000 punti rossi alle finestre.

  • GLOW Light Festival
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«In questi tempi nei quali non possiamo farci visita, lavorare insieme in ufficio, fare sport o uscire, è più importante che mai sentirsi legati», ha spiegato John Jorritsma, sindaco di Eindhoven. 

Ogni anno, circa 750.000 persone visitano le grandiose installazioni d’arte del festival della luce GLOW. Nonostante la sua cancellazione, gli organizzatori di GLOW e il comune di Eindhoven – che quest’anno festeggia il suo centenario – hanno voluto creare un momento unico e magico che prende lo spirito secondo cui “la luce è vita” e lo ripropone in un’edizione speciale proprio attraverso Connecting the Dots.

A partire dal simbolo della città – Evoluon, un imponente edificio a forma di navicella spaziale che è sede permanente di esposizioni sulla tecnica e lo sviluppo –, la cupola blu dell’artista finlandese Kari Kola proietta la luce sopra Eindhoven creando una connessione con la natura che mira anche a sviluppare una maggiore consapevolezza per il pianeta. 

  • GLOW
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«La luce è un medium espressivo davvero potente e credo si possa usare in modo creativo per valorizzare qualsiasi sito, città o evento» dichiara Kola, che ha firmato oltre 2.000 progetti in contesti di grande impatto, tra cui ricordiamo la cerimonia di apertura dell’Anno della Luce nella sede dell’UNESCO a Parigi nel 2015 e l’illuminazione della montagna Savage Beauty a Galway nel 2020, la più grande opera di Public Art finora realizzata in Irlanda. 

L’artista della luce olandese Schoofs (noto anche per le diverse installazioni cinetiche sul proprio territorio) aggiunge poi il suo personale contributo grazie a un mare di eterei punti rossi che galleggiano sulla città, diffondendo luce dentro e fuori. Questi punti – in realtà oltre 1.000 palle luminose, completamente riciclabili – simboleggiano il senso di connessione di cui la gente ha bisogno e che contribuiscono a rafforzare il valore simbolico di tutto GLOW 2020, atto a ricordare che nessuno di noi è solo in questo mondo, neppure in tempo di pandemia da Covid-19.

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