BASE MILANO. Costruire giorno per giorno una comunità, virtuale e reale


BASE MILANO

Aprirsi alla città e alla comunità, vicina e lontana, è stato da sempre l’intento di BASE di Milano, fin dalla sua nascita nel 2016, all’interno degli edifici ex industriali dell’ex-Ansaldo: 12.000 mq con laboratori, spazi per esposizioni, una grande sala studio e una residenza d’artista. Luogo di cultura, creatività, sperimentazioni, spettacoli, workshop, conferenze, che aggrega talenti, imprese ed economia. 

Da alcuni giorni, proprio dal grande portone di ingresso di via Bergognone 34, BASE lancia In-Between, una nuova programmazione artistica che proseguirà nel corso del prossimo biennio con la collaborazione di artisti nazionali e internazionali, e che ha preso avvio con l’installazione luminosa site specific The Future Is A Risk of Our Hearts dello scultore e poeta scozzese Robert Montgomery, di cui segnaliamo tra le sue più importanti installazioni luminose all’aperto, quella all’ex base dell’aeronautica americana di Tempelhof a Berlino. 

È una scritta di luce che parla di futuro e di sfida, e che rappresenta allo stesso tempo la connessione tra un dentro e un fuori, tra una città e un ecosistema, quello di BASE, che dalla soglia dialoga con la piazza e guarda al mondo, a quanto e come stiamo vivendo in questo momento. 

the visible future, BASE MILANO

Montgomery, nato nel 1972 in Scozia, da anni lavora per e con lo spazio pubblico, mescolando forma, luce e linguaggi, disseminando parole luminose, poesie di fuoco e manifesti, e il suo lavoro coinvolge e attiva con la luce luoghi urbani, regalando alla città spunti di riflessione sulla contemporaneità. Racconta “Ci troviamo in un momento in cui il nostro presente appare molto difficile, e anche in un certo senso stranamente congelato. Non sappiamo quel che ci riserverà il futuro, ma sarà nostro, e potrà essere positivo se lavoriamo insieme affinché lo sia. …Con questo passaggio dall’oscurità verso la luce, spero che riusciremo a risollevarci dopo tutte le sfide del 2020, e a cogliere nel 2021 la possibilità di cambiare il mondo in meglio, di mettere al primo posto l’ecologia e l’uguaglianza, e di costruire un nuovo mondo, fondato sulla gentilezza.” 

BASE MILANO

La curatrice e direttrice del programma, BASE Milano, Linda Di Pietro, definisce gli obiettivi e le finalità del progetto In-Between “ BASE e i suoi usi fuoriescono dai propri limiti e occupano lo spazio pubblico. Proponiamo uno slittamento di senso e di attenzione dallo spazio alla cornice, dalla casa alla soglia, che fa esplodere una domanda sull’arte come eccezionalità che ammette ciò che non sarebbe ammissibile altrimenti, e produce sempre, per contraccolpo, qualcosa nella dimensione pubblica.” Intende la porosità di BASE che, se nella fisica, è il rapporto in percentuale tra il volume dei vuoti esistenti in una determinata porzione di un materiale e il volume complessivo, qui è abitata, senza demarcazione, crea una zona, uno spazio, in grado di neutralizzare la divisione tra ciò che è dentro e ciò che è fuori, e intercetta, come spiega la curatrice “una domanda posta spesso in questi ultimi anni sul ruolo dell’arte nella società: l’arte al di fuori del proprio spazio e nel suo rapporto con il reale”.

BASE Via Bergognone 34, Milano. 
Dal 12 novembre 2020 per sei mesi.
Precedente L’ospedale dove il paziente è un ospite
Prossimo La formazione negli atenei italiani