L’ospedale dove il paziente è un ospite


Waldkliniken Eisenberg
Waldkliniken Eisenberg, il più grande Centro di Ortopedia in Germania. Foto ©Gionata Xerra

Firmata da Matteo Thun & Partners, la nuova Waldkliniken Eisenberg è il maggior centro ortopedico della Germania. Per la clinica, immersa nella foresta della Turingia e il cui rapporto diretto con la natura è stato un fattore tenuto in grande considerazione in fase di progettazione, il rinomato studio italiano ha realizzato un edificio circolare con pareti vetrate, dove i pazienti possono riprendersi in seguito a traumi e operazioni. Si tratta di un ospedale che non è una spersonalizzante “macchina per curare il corpo”, ma un luogo dove ritrovare la forma fisica senza dimenticare il benessere psicologico.

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Come illustri Maestri del passato – su tutti il finlandese Alvar Aalto che con il suo sanatorio di Pamio ha saputo “umanizzare” l’architettura ospedaliera con edifici ariosi, concepiti per favorire il relax e invasi dalla luce del sole – Thun è riuscito a trasformare in realtà un pensiero importantissimo, legato a un olistico concetto di benessere. La Waldkliniken Eisenberg e i suoi interni si basano sul tema dell’hospitecture: il linguaggio del design combina l’estetica dei progetti di hospitality con le esigenze del settore sanitario. Il focus è l’ospite e ogni dettaglio ha lo scopo di facilitarne il processo di guarigione.

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Sia dentro che fuori l’ospedale sono stati scelti materiali naturali; grande importanza è stata data alla luce e alle combinazioni cromatiche che variano di livello in livello per facilitare l’orientamento. Tutte le 148 camere per due persone hanno un innovativo layout a forma di Z che garantisce la privacy ai degenti mentre sono coricati ma consente di condividere una luminosa veranda aperta verso il bosco o il cortile interno nei momenti dei pasti o quando non si è costretti a restare coricati.

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Infine, è bene sottolineare come anche in questo progetto Matteo Thun sia rimasto fedele alla sua attenzione verso l’ecologia e la sostenibilità, uno dei tratti che da sempre accresce il valore della sua opera. Il nuovo edificio è stato progettato secondo il principio “dei 3 zeri”: chilometro zero – sono state utilizzate maestranze e materie prime locali, zero CO2 – le emissioni di gas dannosi sono state ridotte al minimo, zero rifiuti – durante le fasi di costruzione non ci sono stati sprechi.

Foto ©Gionata Xerra
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