LO SPAZIO DEI CASTIGLIONI


APGC
APGC, Chimica = Agricoltura + ricca, Scorcio del quinto ambiente, l’impianto industriale, Padiglione Montecatini, XLIV Fiera di Milano, 1966 (immagine tratta da impaginato del volume, courtesy LetteraVentidue)

Scritto dall’architetto Filippo Lambertucci – fondatore dello studio romano LP.studio, specializzato in lavori per servizi collettivi, infrastrutture, sistemazioni urbane e spazi abitativi – questo libro ci porta ad approfondire il grande e memorabile lavoro di due dei celebri fratelli (APGC: Achille e Pier Giacomo Castiglioni) dedicato agli allestimenti.

Maestri nel porre l’osservatore in stretto rapporto sensoriale con lo spazio – sempre inteso e definito in maniera seria ma divertita –, nello scorrere delle pagine osserviamo come questi due protagonisti, nel corso degli anni e degli eventi, siano sempre riusciti a mettere in scena tutta la potenza narrativa dello spazio che andavano a movimentare.

  • APGC, Birreria Splügen
  • APGC, Birreria Splügen

Il volume, edito dalla fertile casa editrice siciliana LetteraVentidue e inserito nella Collana Figure, che tratta brevi saggi monografici su architetti e artisti, riporta nel dettaglio – con analisi e relazioni di progetto – ogni spazio inventato “non edilizio ma architettonico”, come definiva Achille.

Per i Castiglioni, in sintesi “non sono gli oggetti a parlare, ma la dimensione spaziale in cui il visitatore viene proiettato, con gli strumenti semplici e potenti con cui lo spazio si fa maestro: misura, tempo, luce”.

L’autore, riguardo al tema trattato, precisa: “Non si tratta solamente di rendere evidente il valore architettonico dell’approccio progettuale dei Castiglioni, ma anche di ricondurre più in generale la pratica dell’allestimento e degli interni nel cono di luce che illumina il prodotto architettonico, mettendo a fuoco le costanti di una grammatica dello spazio che la caratteristica leggerezza attribuita ai progettisti non deve lasciare intendere come superficiale o d’occasione”.

  • APGC, Goccia di Petrolio
  • APGC, Goccia di Petrolio,

Nello specifico, sull’importanza della luce: “Accertato che la costituzione dello spazio si rivela attraverso l’esperienza che se ne fa, è chiaro che il ruolo della luce è determinante nella sua costruzione. Non si tratta però di una luce descrittiva ma di una luce che rivela, altera, costruisce anche quando non sembra apparire evidente, come nella tecnica impiegata spesso di lasciare nell’oscurità il volume del contenitore per scolpire gli allestimenti con precisione in uno spazio dilatato e disponibile”.

Numerosi i casi proposti all’interno su mostre e fiere (ricordiamo che la produzione nel campo degli allestimenti annovera più di 400 realizzazioni); un esempio del concetto di cui sopra è riportato dalla Birreria Splügen a Milano: la pioggia di lampade, che pure determina gran parte del carattere dell’ambiente, deve essere valutata nell’intenzione di costruire e riconoscere diversi ambiti spaziali, da quello dell’ambiente generale a quello più intimo del singolo tavolino. Qui, come in altre occasioni, la luce costruisce e orienta lo spazio: le pareti e il soffitto sono tinteggiati in colore tabacco, così come le condutture del condizionamento; l’illuminazione genera due zone, una più generale e una dedicata esclusivamente al tavolo e allo scompartimento dei commensali.

La morte prematura di Pier Giacomo, nel 1968, fa avvertire la peculiarità del suo contributo all’attitudine spaziale della coppia, ma non interrompe la fortunata carriera di Achille nel campo dell’allestimento e del design che continuerà, come sappiamo, ancora per molti anni.

Lo spazio dei Castiglioni
LO SPAZIO DEI CASTIGLIONI 
autore Filippo Lambertucci 
editore LetteraVentidue
prezzo 13,50€
isbn 9788862424363
lingua Italiano
formato 12x18 cm, brossura
pagine 160
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