ANTY PANSERA CRITICA E STORICA DEL DESIGN COMPASSO D’ORO ALLA CARRIERA


Anty Pansera
Anty Pansera photo ©Patrizia Sacchi

ADI, Associazione per il Disegno Industriale, ha premiato nei giorni scorsi Anty Pansera con il Compasso d’Oro alla Carriera, dal 1954 il più autorevole premio di design in ambito internazionale.

Questa la motivazione della giuria della XXVI Edizione 2020:

“Uno sguardo originale sul mondo del progetto, basato su una formazione legata alla cultura classica e alla storia della critica d’arte, le ha permesso di realizzare testi originali e fondamentali per comprendere il fenomeno del Made in Italy nella sua accezione più vasta. Un impegno mai dogmatico ma sempre impegnato nel calare la cultura del progetto in territori professionali ampi, che comprendono quello dell’insegnamento quanto quello della divulgazione attraverso mostre memorabili.”

Anty Pansera, critico e storico del design e delle arti decorative e applicate, si forma al Parini di Milano, e si laurea in Storia della critica d’Arte alla Statale. Da allora, 1972, prende il via la sua scoperta del mondo della cultura del progetto che ha praticato mettendo a punto studi e pubblicazioni dove ha applicato con rigore la metodologia dello storico del design.

Suoi testi fondamentali, dalle arti decorative e applicate con Storia e cronaca della Triennale (1978), al disegno industriale con il volume scritto con Alfonso Grassi Atlante del design italiano 1940-1980 (1980); nel 1993 Il disegno del mobile italiano. Dal 1946 a oggi, e Storia del disegno industriale in Italia. Ha diretto la collana I designer italiani con Gillo Dorfles.

Il Futurismo sarà uno dei temi che Pansera studia maggiormente, dedicando ricerche e scritti sul rapporto del movimento con la progettazione. È direttore scientifico dell’Archivio Cesare Andreoni, futurista milanese.

La catalogazione e la cura della collezione di Lillo Mangano l’hanno portata a studiare il design dei paesi nordici e a pubblicare Design finlandese, la collezione Mangano (2006). Lo studio delle attrezzature sportive invece l’ha condotta a progettare con Alfonso Grassi mostre ed eventi dedicati a Sport e Design, progettare la competizione nel 2008, a Torino Design Capital, poi a Pechino, Toronto, Johannesburg.

Per le Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco di Milano ha messo a punto il progetto per una nuova sezione dedicata a “I modi dell’abitare”, e ha curato archivi e musei aziendale tra cui quelli di Italtel, Alessi, iGuzzini. Più di cinquanta le mostre curate, da quella nel 1982 a Palazzo Reale Anni Trenta – arte e cultura in italia, Palazzo Reale Milano (con R.Barilli, R.Bossaglia, E.Crispolti …), nel 1992 Fontana, la Triennale, la luce, mostra per il centenario di Lucio Fontana, Triennale di Milano (con L. Caramel), a Modi dell’abitare in La città e il design (2001) alla Triennale di Milano. Il decoro in tavola, forme e colori di Guido Andloviz, Museo Bagatti Valsecchi, Milano (2011).

 Recenti la cura del volume sul Futurismo a Milano, la mostra a Casa Boschi Di Stefano, Milano Creatività e innovazione, gli smalti dello Studio Del Campo 1957 – 1997” al Plart di Napoli.

Particolare l’interesse e le sue analisi sull’apporto al progetto delle donne artiste/ artigiane/ designer: dalla mostra Dal merletto alla motocicletta con Tiziana Occleppo, alla rassegna D comeDesign. La mano, la mente e il cuore con Luisa Bocchetto a Torino (2008). Occasione anche per realizzare un primo censimento delle donne designer. Nel 2009, con Luisa Bocchietto, Loredana Sarti e Patrizia Scarzella fonda l’Associazione DcomeDesign, di cui è presidente e da quel momento cura una serie di mostre dedicate alla progettualità femminile.

Ha insegnato all’ISA di Monza, per molti anni docente di “Storia del design” al Politecnico di Milano, all’Accademia di Belle Arti di Brera e allo IULM. Presidente dell’ISIA di Faenza dal 2010 al 2016. Membro del comitato direttivo della Design History Foundation; dal 2012 al 2018 nel cda della Fondazione Design Museum Triennale Milano e poi nel comitato scientifico. Dal 2019 è membro del comitato scientifico del Quasar Institute for advanced design.

Anty Pansera, ricevendo il Compasso d’Oro alla Carriera, ha detto: “Ringrazio innanzitutto ADI per questo riconoscimento che mi sprona ad andare avanti nel mio lavoro con grinta e determinazione, come ho sempre fatto fin dai primi anni di attività e che mi fa continuare ad amare sempre di più il design. Un rapporto il mio con questa disciplina per cui devo essere grata soprattutto ad Alfonso Grassi che mi ha aiutata ad affondare le mie radici di storico e critico dell’arte nella cultura del progetto, in anni in cui non era semplice per una donna farsi strada in certi ambiti più che in altri, ma forse il mio essere sempre stata una outsider mi ha agevolata e, proprio grazie alla mia formazione storico-critica, ho potuto dialogare, lavorare e collaborare sempre alla pari con tanti architetti e designer, pur non avendo un background da progettista”.

Ad Anty Pansera le più affettuose felicitazioni per l’importante riconoscimento da tutta la redazione di LUCE. Nei prossimi giorni pubblicheremo su queste pagine, per cui inedita, l’intervista molto cordiale e densa anche di ricordi e di aneddoti rilasciata da Pansera lo scorso anno a Federica Capoduri, e pubblicata sul n. 327 di LUCE.

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