“SPAZIO AMATO” DI MASSIMO UBERTI NELL’OASI DEL WWF IN TOSCANA


Massimo Uberti Spazio Amato
Photo Camilla Alibrandi

Massimo Uberti, tra i più interessanti artisti italiani di Light Art ha ridisegnato il paesaggio circostante con la grande installazione luminosa SPAZIO AMATO in occasione dell’edizione 2020 di Hypermaremma, il festival di arte contemporanea del sud della Toscana, incastonata come un diamante all’interno dell’oasi WWF del Lago di Burano a Capalbio (GR). L’opera site-specific luminosa trasfigura le Terre di Sacra, situata all’interno di un’oasi naturalistica incantevole, invita lo spettatore a riflettere sulla bellezza del paesaggio, con una “didascalia” semplice e immediata al neon bianco che valorizza l’unicità del territorio da tutelare e proteggere.

Hypermaremma è un progetto ideato da Giorgio Galotti e Carlo Pratis con la collaborazione di Lorenzo Bassetti, Matteo d’Aloja e Massimo Mininni, gallerista e raffinato collezionista d’arte contemporanea, punta sulla valorizzazione del territorio maremmano attraverso mostre, installazioni site-specific e altro realizzati da artisti italiani e stranieri per innescare relazioni tra il paesaggio e la storia, presentazione e trasfigurazione dell’ambiente naturalistico. Massimo Uberti (1966) “disegna” con il neonbianco opere ambientali situate in interni ed esterni che nella e con la luce diafana, trovano l’espressione della sua attitudine di costruire, rivelare ambienti, spazi immaginati sottratti dall’oscurità in bilico tra il visibile e l’invisibile.

Massimo Uberti_Terre di Sacra
Massimo Uberti, Terre di Sacra, Oasi di Burano Photo Camilla Alibrandi

Con SPAZIO AMATO – una seconda versione dell’opera realizzata nel 2015 alla Galleria d’Arte Moderna a Roma – l’artista traccia un segno architettonico che suggerisce possibilità sottese di costruire la percezione in relazione allo spazio ambientale, dove presenza e assenza coesistono nel neon bianco per marcare uno spazio reale e immaginario insieme, in cui la sorgente luminosa coincide con l’oggetto creato e diventa tramite di conoscenza di inediti paesaggi e profondità. Le sue opere modellano il vuoto, operano intorno al concetto dell’altritudine, rendendo visibile uno spazio che diventa dispositivo generativo simbolico ed estetico, mettendo in luce connessioni tra realtà e intervento artistico, attraverso un approccio “in levare”, con soluzioni formali che dialogano con il passato e si proiettano nel futuro, quale sintesi ideale tra pensiero estetico e sociale.

Uberti rielabora in maniera personale l’eredità delle seconde avanguardie artistiche, dalla Minimal Art alla Coceptual art e lo Spazialismo di Lucio Fontana. Lo distinguono codici espressivi riconoscibili di un modus operandi che include anche parole o frasi basate sulla ripetizione di elementi codificati come lessico universale. Il suo ideale spazio è per “abitanti poetici”, come ha dichiarato l’artista, da fruire mediante i cinque sensi, più il sesto, il pensiero di come vivere e abitare uno spazio altro da quello reale, in cui progetto e utopia coincidono.

Massimo Uberti, Spazio Amato
Massimo Uberti, Spazio Amato, Photo Camilla Alibrandi

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Terre di Sacra e con il patrocinio del Comune di Capalbio, l’Oasi WWF del Lago di Burano, la Regione Toscana.

L’opera sarà in accensione tutti i giorni dalle ore 18 alle 24 dal 26 luglio al 15 settembre 2020.

Precedente LA CAPPELLA DEI MAGI A FIRENZE NUOVA LUCE PER IL CAPOLAVORO DI BENOZZO
Prossimo MADS ODGÅRD: LE LUCI “GENTILI” PER CARL HANSEN & SØN