LA CAPPELLA DEI MAGI A FIRENZE NUOVA LUCE PER IL CAPOLAVORO DI BENOZZO


Cappella Magi Firenze
Cappella Magi Firenze

Linea Light Group insieme all’Università di Firenze ha portato nuova luce nella Cappella dei Magi di Palazzo Medici Riccardi, oggi sede della Provincia e della Prefettura del capoluogo toscano, assieme a un museo dedicato al Rinascimento.

Situata al piano nobile dell’edificio dall’eccezionale facciata in bugnato, la Cappella è impreziosita da un ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli, allievo di Beato Angelico, realizzato tra il 1459 e il 1460 e raffigurante la dinastia medicea all’epoca al potere; lo spazio è conosciuto anche per la pala d’altare, copia dell’originale Adorazione del Bambino di Filippo Lippi.

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L’intervento dell’azienda trevisana – con acquisita esperienza di illuminazione nel settore artistico-museale e un vasto portfolio di realizzazioni in questo ambito, su tutte il Musées des Art Décoratifs di Parigi – ha avuto come obiettivo quello di migliorare la visione, la fruizione e l’accessibilità dello spazio, uniformando gli illuminamenti ed evidenziando dettagli sorprendenti fino ad ora mai notati.

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Linea Light Group ha fornito le sue competenze in fase di verifica preliminare per associare alle diverse letture cromatiche, all’eventuale presenza di distorsioni e metamerismi così come alle alterazioni ottiche una puntuale soluzione. Per la definizione di una corretta illuminazione, che garantisse al contempo una corretta conservazione dei dipinti, è stato fondamentale il supporto dell’ateneo fiorentino che ha esteso il campo di studio alla chimica, alla biologia e all’archeometria.

Benché spesso la buona riuscita di un progetto derivi più dalla sensibilità del lighting designer che da un calcolo dei parametri, in caso di spazi dall’eccezionale valore culturale, che necessitano di attenzioni particolari legate alla loro tutela, è importantissimo un approccio scientifico che abbracci più discipline per scegliere la soluzione migliore sotto ogni punto di vista.

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Le straordinarie peculiarità espressive della tavolozza di Benozzo e la necessità di una nuova leggibilità delle superfici affrescate hanno portato alla customizzazione di un prodotto ad hoc per il museo. Per una perfetta visione dei colori, un controllo colorimetrico costante e una stabilità cromatica continuativa la scelta è ricaduta sul proiettore LED Optus. In versione custom, il prodotto è stato alloggiato a gruppi di quattro in sette box diversi, posizionati lungo il perimetro della sala. Il sistema permette l’accensione e lo spegnimento selettivo degli apparecchi, trasformandosi in strumento educativo al servizio delle guide museali grazie alla sua dimmerabilità.

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