TOMAS SARACENO A PALAZZO STROZZI MENO INDIVIDUALITÀ, PIÙ RECIPROCITÀ


Tomás Saraceno
Tomás Saraceno (Argentina, 1973) Installazione per il Cortile di Palazzo Strozzi Le sfere che compongono l’installazione sono prototipi di sculture aerosolari in grado di fluttuare intorno al mondo, libere da confini, libere da combustibili fossili. Come una scultura statica, indagano quali tipi di strutture socio‐politiche nomadi potrebbero emergere se potessimo navigare attraverso i fiumi dell’atmosfera, fluttuando senza confini, senza emissioni di carbonio. Courtesy the artist; Andersen’s, Copenhagen; Ruth Benzacar, Buenos Aires; Tanya Bonakdar Gallery, New York/Los Angeles; Pinksummer Contemporary Art, Genova; Esther Schipper, Berlin L’installazione è promossa e realizzata grazie a Fondazione CR Firenze © Photography by Ela Bialkowska, OKNO Studio

Artista e architetto geniale e visionario Tomas Saraceno (1973, San Miguel de Tucumán, Argentina) con la mostra Aria, a Palazzo Strozzi, Firenze, curata dal direttore dell’omonima Fondazione, Arturo Galansino, valorizza con questo titolo un elemento vitale implicito nel suo lavoro interdisciplinare che ibrida problematiche e connessioni del nostro tempo, tra arte e scienze naturali e sociali, ambiente e globalizzazione, antropocentrismo e natura del nostro Pianeta.

Nello splendido palazzo rinascimentale le sue opere d’impatto scenografico inscenano una esperienza estetica attraverso seta di ragni, polvere, particelle d’aria, piante, strutture molecolari, laser, suoni d’aria protagonisti di differenti progetti, metafora del Cosmo realizzati nel corso della sua poliedrica ricerca creativa. Saraceno instaura un dialogo tra storia e contemporaneità, ponendo al centro lo spettatore come parte di un tutto teso verso l’armonia, con opere immersive, superando le gerarchie tra visione e realtà.

Dopo i gommoni di Ai WeWei, le performances di Abramovic e gli scivoli di Carsten Holler, Palazzo Strozzi presenta la più importante mostra italiana dell’artista argentino che ci invita a ripensare il mondo e l’ambiente in cui viviamo.

  • Tomás Saraceno
  • Flying Gardens, 2020
  • Flying Gardens, 2020
  • Arachnomancy Cards, 2020

L’emblema umanistico dell’Uomo vitruviano incastonato nelle due figure perfette del cerchio, il cielo, e del quadrato, la terra, nel cortile interno del Palazzo diventa un dispositivo estetico e scenografico, dove le misteriose leggi che governano il Cosmo configurano visioni di galassie future di una nuova era geologica, in cui l’uomo rispetta l’ambiente. Nell’aria galleggiano le grandi sfere specchianti di Thermodynamic Constellation, dove lo spettatore si riflette in una visione alla Esher surreal-dinamica, da provare più che da raccontare. Al Piano Nobile di Palazzo Strozzi si entra in un’atmosfera costellata da complessi sistemi, strutture irregolari, dove “il vento fa il suo giro”, poichè nell’aria si diffonde un ipnotizzante concerto di Sounding the Air, che trae ispirazione dal fenomeno del “belloning” dei ragni, un comportamento tipico di alcune specie di aracnidi che usano la dispersione nell’aria per spostarsi da un luogo all’altro. La proiezione Passages of Time – una sovrapposizione della polvere trasmessa in streaming da Particoular Matter(s) Jam Session di materiale di particelle – è sbalorditivo.

Nel sito di Palazzo Strozzi, il videomessaggio dell’artista che descrive l’opera, che diviene un invito a riflettere in modo nuovo su concetti come condivisione, consapevolezza e solidarietà: https://www.palazzostrozzi.org/tomas-saraceno-per-un-suono-lento-dellaria/

Giardini volanti, è una installazione ambientale comprensiva di piante, vetro soffiato a mano, corde di velluto, di fibra di carbonio che piacerebbe a Stefano Mancuso, botanico e accademico, teorico della “Carta dei diritti delle piante” e dell’importante libro La Nazione delle Piante(2019, Laterza).

Il laser, la luce, il suono e sistemi tecnologici sofisticati trasformano il movimento di un ragno in opera d’arte. E quelle di Saraceno inscenano nebulose galassie riemerse dal buio come Webs of At-tent(s)ion, formato da una miriade di ragnatele ibride, sculture visionarie ispirate all’architettura degli anni Sessanta, intrecciate che diverse specie collegano tra loro con singoli fili e mondi sensoriali, “autori” di architetture tridimensionali simili alla struttura dell’Universo.

  • Connectome, 2020
  • Passages of time, 2020
  • How to entangle the universe in a spider/web?, 2020

Tele di ragno al laser rubino fluttuano nelle stanze oscurate, complice è un suono ancestrale per opere da ascoltare che invitano a riflettere sul ragno, resiliente e paziente, capace di intrecciare architetture fragili e resistenti con una serie delle Arachnomancy Cards, ideate per visualizzare legami tra tutto ciò che esiste in natura, tra il micro e macro Cosmo.

Le sue sculture trasformano e tessono strutture filamentose, moduli biologici e molecolari con sofisticati processi tecnologici in Connectome, installazione che riproduce le strutture connettive dei neuroni del cervello. Le sue CloudCities, città ispirate a Italo Calvino, sono bolle d’aria flottanti tra le nuvole, appese a sottilissimi fili. Saraceno ha anche inventato un’originale tecnica di scannerizzazione in 3D, che digitalizza e ricostruisce le tele di ragno di suggestivo effetto scultoreo, che ci invitano a ripensare in maniera poetica il mondo in cui abitiamo. Ha commentato l’artista: “Gli ecosistemi devono essere pensati come reti di intersezione al cui interno ogni essere vivente si evolve insieme agli altri. Focalizziamoci meno sull’individualità e più sulla reciprocità, possiamo andare oltre la considerazione dei mezzi necessari per controllare l’ambiente e ipotizzare uno sviluppo condiviso nel nostro quotidiano.”

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