AILD: AL VIA IL TAVOLO UNI SULLA REGOLAMENTAZIONE DELLA PROFESSIONE DEL LIGHTING DESIGNER


Duomo di Milano
Duomo di Milano, ©ERCO GmbH, photography: Timm Lange - LUCE 330, La nuova luce del Duomo di Milano. I lighting designer sono artisti. Intervista a Pietro Palladino

AILD, Associazione Italiana Lighing Design, comunica in una nota stampa, che con la delibera CCT N. 47/2020 C, la Commissione Centrale Tecnica UNI ha approvato la costituzione del GL 15 “Attività normativa nell’ambito delle attività professionali non regolamentate (APNR): Lighting Designer”.

La proposta è stata avanzata da AILD lo scorso anno, a seguito di un intenso lavoro a stretto contatto con un gruppo di soci e la preziosa supervisione di Giacomo Riccio e Claudio Perissinotti dell’Ente Italiano di Normazione, è decisa lo scorso mese di aprile con l’apertura ufficiale del tavolo di lavoro.

Dunque, un passo importante per i professionisti del settore, e un obiettivo che rappresenta senz’altro l’inizio di un percorso che necessiterà di tempi adeguati, elaborazione, valutazioni e consultazione da parte di tutto il mondo della progettazione della luce italiana, al fine del possibile traguardo con la pubblicazione di una vera e propria norma.

Duomo di Milano
Duomo di Milano, ©ERCO GmbH, photography: Timm Lange – LUCE 330, La nuova luce del Duomo di Milano. I lighting designer sono artisti. Intervista a Pietro Palladino

AILD, nel suo comunicato, esprime a nome di tutti i professionisti, grande soddisfazione nel vedere accolte con favore da parte della Commissione Tecnica dell’UNI, le istanze a sostegno del riconoscimento professionale del Lighting Designer. Azione ancor più significativa in virtù della competenza e dell’alto grado di specializzazione ora più che mai imprescindibile di qualità e responsabilità professionale. 

MAST, Bologna, photo @Christian Richters
MAST, Bologna, photo @Christian Richters – LUCE 330, Massimiliano Baldieri:” Faccio un lavoro bellissimo”

Come sappiamo la definizione in inglese Lighting Designer è riconosciuta e usata in tutto il mondo, in particolare in quei paesi dove è stata da tempo riconosciuta o meglio istituzionalizzata la professione. Sono altresì molti in Italia le università o istituti che propongono corsi di formazione o alta formazione, master, dal Politecnico di Milano alla Sapienza di Roma, ma anche diverse Accademie di Belle Arti, l’Accademia del Teatro alla Scala, istituti privati come lo IED, e altri. Rammarica la mancanza di una laurea, i lighting designer italiani ma anche il mondo dell’impresa, quella che conosciamo come Made in Italy, la meriterebbero. Bisognerebbe pensarci con più pazienza e volontà. 

Delle capacità, formazione, talento che questa importante figura professionale porta in sé, ormai conosciamo tutto, soprattutto anche noi di LUCE che abbiamo intervistato in questi anni oltre 150 Lighting Designer italiani e internazionali tra i più noti e prestigiosi. Di questa professionalità stiamo anche approfondendo da alcuni numeri sulla nostra storica rivista che si può leggere anche in inglese, sotto il titolo “La professione del Lighting Designer e gli Architetti: perché manca il coinvolgimento”, un confronto brillante di idee e pareri su un argomento di grande attualità per il mondo della luce italiana, da cui ho tratto, tra le righe dell’intervento dell’amico Marco Frascarolo, sull’ultimo numero di LUCE, una bella e precisa sintesi: Di strada da fare ce n’è tanta per tutti, nessuno escluso”. Ma forse un altro passo avanti è stato fatto. 

MAST, Bologna, photo @Christian Richters
MAST, Bologna, photo @Christian Richters – LUCE 330, Massimiliano Baldieri:”Faccio un lavoro bellissimo”

La prima riunione dei componenti della CT023 “Luce e illuminazione” e del CT ‘23/ GL 12 “Progetto illuminotecnico” dovrebbe tenersi nella prima settimana di luglio.

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