Villa Ciani e il Centro Congressi di Lugano


Villa Ciani
Villa Ciani, costruita tra il 1840 e il 1849 dall’architetto Luigi Clerichetti

Poco prima dei drammatici avvenimenti di questi mesi, abbiamo visitato uno dei gioielli della Città di Lugano: Villa Ciani, parte più antica del complesso del Centro Congressi di Lugano, sede di manifestazioni internazionali. Un significativo e recente intervento di riqualificazione di una parte dei locali congressuali ed espositivi ha interessato anche l’illuminazione interna.
La villa costruita tra il 1840 e il 1849 dall’architetto Luigi Clerichetti, autore anche del l’Hôtel du Parc (il primo grande albergo di Lugano), era la residenza di Giacomo e Filippo Ciani, famiglia di origine ticinese, trasferitasi a Milano dal Settecento; produttori di maioliche per l’Ospedale Maggiore, grazie alla loro intraprendenza diventano una tra le famiglie più in vista di Milano, da presenziare in Duomo quando la città accoglie Napoleone.

I due fratelli portano avanti idee liberali, ma in un’epoca di restaurazione (dopo il Congresso di Vienna) si ritrovano in esilio in Francia e in Inghilterra. Stabilitisi a Lugano attorno al 1830, acquistano la villa della famiglia Farina. Da benestanti “illuminati” sono proprietari della Tipografia della Svizzera italiana, che inizialmente ha sede proprio all’interno della villa, con la quale aiutano vari esuli liberali, partecipando anche ad alcune azioni militari di Mazzini. Filippo Ciani si interessa di questioni sociali: fonda l’Asilo Ciani a Lugano, e redige un progetto di penitenziario; nel 1852 è Consigliere di Stato della pubblica educazione e assieme a Carlo Cattaneo progetta la legge che costituirà il liceo cantonale.
La villa viene conservata senza modifiche in ricordo dei due fratelli e, nel 1912, i discendenti la cedono con il parco alla Città di Lugano. Patrimonio “civico” per eccellenza diventa sede di attività culturali e sede di rappresentanza del Municipio.

Villa Ciani
Immagine d’epoca degli interni della villa (1908)

Il recupero
Inizia subito il recupero della villa con l’obiettivo  di crearne una residenza impreziosita all’interno da affreschi, stucchi e decorazioni e all’esterno dal parco e dalla vicinanza del lago. Riaperti anche alcuni corridoi finora nascosti al pubblico e  due scale a chiocciola che dal pianterreno salgono alla torretta-belvedere. Alcune sale  allestite recuperando arredi d’epoca e opere provenienti dal Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI).
La villa  è stata anche sede del Museo storico fino al 1963 e del Museo Civico di Belle Arti fino al 2007

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Il Progetto illuminotecnico
A metà del 2018 è nata l’esigenza di ripensare parte dell’impianto di illuminazione, in particolare quello relativo ai locali destinati alla esposizione di opere d’arte (in prevalenza dipinti) con il criterio di ridurre i tempi di allestimento e riallestimento delle mostre. Il progetto esigeva, tra le altre cose, la possibilità di poter coniugare in un unico prodotto due caratteristiche importanti, che fino a quel momento il mercato proponeva in corpi illuminanti distinti:
1. La possibilità di regolare  i proiettori spot a binario direttamente sul prodotto e non  l’intero binario elettrificato. La possibilità di regolare puntualmente il singolo proiettore anziché  l’intero binario elettrificato, e di conseguenza tutti i proiettori spot su di esso montati, garantisce una regolazione puntuale e differenziata di tutte le sorgenti luminose presenti all’interno dello stesso locale, permettendo quindi di dare un diverso accento alle varie opere in esposizione.

2. La possibilità di regolarne il fascio di emissione senza dover cambiare le ottiche del proiettore. Evitare di cambiare le lenti, per poter avere dei fasci illuminanti differenti, evita al cliente di dover smontare parte del prodotto, avere giacenze di ricambi e consente quindi un risparmio di tempo.

Sulla base di queste esigenze, è stato realizzata da RL Europe AG, incaricata della fornitura e posa in opera dell’impianto, la sostituzione di una parte dell’impianto illuminante preesistente. Un primo prototipo di corpo illuminante è stato successivamente testato e certificato nei primi mesi del 2019. L’intervento, considerato dal punto di vista energetico, ha comportato la sostituzione di proiettori a binario a ioduri metallici da 70W, mentre i nuovi, a LED, denotano un assorbimento massimo di 30W. Questo ha permesso al Palazzo Esposizioni di avere un minor consumo energetico pari al 57% oltre ad una migliore efficienza luminosa dei locali con un incremento medio del 25% di illuminamento medio (dati riferiti al 100% di luminosità del faretto LED).

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CREDIT 
Sacha Von Bűren - Responsabile Palazzo Dei Congressi Città di Lugano
Arch. Pierre Pagani - Dicastero Immobili Città di Lugano
Luca Della Torre e Elisabetta Conti, RL Europe AG
Posa in opera: RL Europe AG
Realizzazione apparecchi: Reflexion Asia LTD
Criteri di progettazione: Dialux
Progettista illuminotecnico: Roberta Naitana, Reflexion Italia Srl
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