La sede di Padova di Manens-Tifs Quando l’ingegneria si mette a disposizione dell’illuminazione


Manens-Tifs Padova
Manens-Tifs Padova, esterno

Manens-Tifs è una importante società di ingegneria che nasce nel 2010 e che opera nel settore della sostenibilità e dell’energia in Italia e nel mondo, che ha deciso di rinnovare il sistema di illuminazione della sua sede di Padova (l’altra è a Verona, e dal 2013 è presente anche in Arabia Saudita, a Riyadh (Manens-Tifs KSA) con circa 250 addetti.

I sistemi di controllo della luce di questa sede sono stati curati da Elettroservice di Padova con un progetto dedicato ed utilizzando componenti della Helvar per la gestione degli apparecchi di illuminazione di fornitura XAL.

L’edificio, inaugurato nel 2004, di originale forma architettonica, è un buon esempio di progettazione integrata tra architettura, struttura ed impianti, tra sistemi di illuminazione naturale ed artificiale,in cui “l’involucro” gioca un ruolo attivo per il raggiungimento del benessere ambientale complessivo.

  • Manens-Tifs Padova
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Vediamo allora da vicino questo progetto illuminotecnico che in primis aveva un vincolo tassativo: quello che i lavori non bloccassero l’operatività. È stato seguito il progetto originario dove le scelte erano state mediate tra esigenze architettoniche e tecniche, da qui la necessità di ristabilire in alcune zone i corretti parametri illuminotecnici sulle postazioni di lavoro il cui valore era sceso a causa del decadimento dell’impianto e adottare nuove tecnologie.

Nelle zone operative: open space, uffici, sale riunioni, sale ricevimento, biblioteca, i nuovi apparecchi Led a sospensione hanno sostituto sistemi con sorgenti a fluorescenza lineari; negli spazi comuni apparecchi a incasso a Led sono stati installati in sostituzione degli apparecchi con lampade a scarica ad alogenuri metallici.

Gli apparecchi scelti della linea TASK S di XAL -integrati sui binari esistenti e dotati di sistema presa spina per facilitare le operazioni di installazione e manutenzione- sono a luce diretta e indiretta, caratterizzati da una forma piatta e leggera che rende lo spazio molto luminoso. A livello impiantistico l’obiettivo è stato quello di realizzare azioni mirate per utilizzare il più possibile i cablaggi esistenti e limitare i fuori servizio e le zone su cui intervenire (come p.e. all’interno del pavimento flottante si trova tutta la distribuzione elettrica).

Per il sistema di gestione e controllo delle luci e dei frangisole motorizzati presenti sulla facciata sud dell’edificio, la criticità, spiegano, è stata quella di reperire pezzi di ricambio del sistema precedente (2004) con la volontà di non stravolgere l’intero impianto, salvando il più possibile cablaggi e punti comando, e con la possibilità di semplificare il sistema come numero e tipologia di componenti.

Il sistema di controllo è stato rinnovato nella parte già precedentemente cablata, pari a circa l’85% della superficie totale, mentre circa il 70% dell’edificio è stato interessato dalla riqualificazione illuminotecnica. Le varie aree sono gestite da un unico sistema centralizzato che fa capo a DIGIDIM ROUTER 905 e 910 di Helvar che attraverso i bus DALI agiscono sugli apparecchi illuminanti e sui frangisole. E in alcune zone è stato anche possibile non solo regolare ciascun apparecchio, ma anche creare, memorizzare e richiamare attraverso dei pannelli (ILLUSTRIS) molti scenari luminosi per le diverse fruizione degli spazi.

  • Manens-Tifs Padova, interno
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In particolare, per i frangisole, il progetto ha rinunciato all’eliometro e alla regolazione automatica: negli anni diverse erano state le criticità riscontrate da richiedere l’intervento manuale, da qui la scelta di una regolazione semiautomatica che permette l‘azione dei frangisole manuale nelle ore diurne, mentre a fine giornata attiva automatismi di reset con posizionamento allineato.

Gli automatismi legati alla regolazione della luce artificiale in funzione dell’apporto di quella naturale, sia per il benessere dell’individuo che di risparmio energetico, sono stati demandati all’adozione di sensori di luminosità/presenza interni distribuiti in tutte le zone di lavoro, mentre un sensore crepuscolare esterno regola la luce artificiale in tutte le zone comuni prive di sensori. Questi ultimi, di sola presenza, sono stati posizionati in tutti i locali già serviti dal bus (canale di telecomunicazione, ndr)ma ad uso non continuativo, come guardaroba, locali stampa e server.

Manens-Tifs Padova
Manens-Tifs Padova, esterno

Attraverso il programma orologio astronomico, già incluso nel software di gestione Helvar, sono stati implementati gli scenari serali e notturni negli spazi comuni(corridoi, biblioteca, auditorium, aree esterne, ecc.). Questi scenari di luce sono stati creati con differenti finalità: d’immagine dell’edificio, per una visibilità serale e notturna al fine di esaltarne la struttura e l’architettura, di sicurezza per garantire i controlli del personale di vigilanza, di segnalazioneper dare avviso della chiusura dell’edificio, realizzando un interfacciamento con la centrale antintrusione con attivazione ad orario.

Un progetto di illuminazione complesso e notevole per un edificio che ancor oggi, come nel 2004, emerge per la sua originale forma architettonica di carattere industriale ( e concetti costruttivi di shed e volte a botte) trasformando la copertura “ad onda” in un “guscio” continuo esteso fino a terra sui lati est e ovest. Mentre i fronti sul lato nord e sud sono invece vetrati e trasparenti, consentendo di giorno un notevole apporto di luce naturale sino al centro dell’edificio; di notte, facendo emergere gli spazi interni grazie alla luce artificiale e alla scelta cromatica improntata sul bianco e sui toni chiari.

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