MISSIONE ITALO-FRANCESE COMPIUTA SULL’INESPLORATO PLATEAU ANTARTICO


Campionamenti di neve
Campionamenti di neve nel percorso in trincea scavata a mano - Foto G. Larocca © IPEV-PNRA

La notizia e le belle immagini pervenute sono di grande interesse, da qui la pubblicazione su luceweb anche se non si parla di illuminazione, di un breve report sulla missione di “East Antarctic International Ice Sheet Traverse” completata con successo da ricercatori francesi e italiani lungo un percorso mai battuto finora in Antartide.

Spedizione organizzata dall’Istituto Polare Francese (IPEV) con la collaborazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato dal CNR per le attività scientifiche e da ENEA per l’attuazione operativa.

La traversata è partita dalla stazione italo-francese Concordia il 7 dicembre 2019 in direzione Polo Sud ed è rientrata il 17 gennaio 2020. Composta da 10 persone, 2 italiani e 8 francesi.

Obiettivo la raccolta di dati che consentano agli scienziati la stima delle precipitazioni al centro del continente bianco, lungo un percorso mai battuto finora, e la verifica dei risultati di alcuni modelli di circolazione atmosferica al fine di una stima più attendibile del fenomeno dell’aumento del livello dei mari.

La traversa EAIIST in viaggio
La traversa EAIIST in viaggio

Il direttore del progetto è il ricercatore francese Joël Savarino del CNRS, l’Institut des géosciences de l’environnement (CNRS/Université Grenoble-Alpes/IRD/Grenoble INP), mentre per l’Italia il responsabile è la professoressa Barbara Stenni dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Inoltre hanno partecipato Andrea Spolaor (CNR-ISP) e Graziano Larocca(INGV). Oltre a questi scienziati saranno circa 40 i ricercatori provenienti da una quindicina di laboratori italiani, francesi e australiani che lavoreranno sui dati raccolti in questa missione.

La squadra di scienziati ha attraversato 800 km di plateau antartico fino a raggiungere l’area delle “megadune” antartiche. Queste sono strutture uniche sulla Terra: superfici dall’apparenza vetrosa dove il ghiaccio è liscio e scoperto con ondulazioni su larga scala, invisibili a occhio nudo, ma rilevabili da satellite. Nel viaggio sono stati raccolti campioni di neve che consentiranno di migliorare le conoscenze sui fenomeni di circolazione atmosferica e di trasporto all’interno del continente, nonché di verificare l’arrivo di contaminanti di origine antropica. Sono state inoltre installate sei nuove stazioni sismiche equipaggiate con sensori a larga banda e cinque nuove stazioni GPS che permetteranno uno studio degli eventi sismici e micro-deformazioni connessi alle dinamiche glaciali. Sono stati anche realizzati rilievi fotogrammetrici superficiali del plateau e georadar per un totale di circa 1.200 km, per lo studio dell’accumulo nevoso e la stratificazione nelle diverse aree attraversate. La storia climatica dei siti attraversati sarà ricostruita attraverso lo studio e l’analisi dei quasi 1.000 m di carote di ghiaccio raccolte.

Preparazione del carotiere per la perforazione del ghiaccio
Preparazione del carotiere per la perforazione del ghiaccio_Crediti G. La Rocca © IPEV-PNRA

Riguardo ai cambiamenti climatici, una delle incognite riguarda l’impatto del riscaldamento globale in Antartide, infatti una fusione accelerata della calotta polare è già stata rilevata dalla comunità scientifica nelle zone costiere, ma secondo alcuni modelli di circolazione atmosferica, il riscaldamento potrebbe essere accompagnato anche da precipitazioni più intense sul continente bianco. Se questa ipotesi fosse vera, la perdita di massa della calotta glaciale potrebbe essere in parte controbilanciata dall’aumento di precipitazione nevosa. Conseguentemente, il fenomeno dell’aumento del livello dei mari potrebbe essere stimato in modo più accurato. I dati raccolti dal progetto EAIIST serviranno agli scienziati francesi, italiani e australiani per verificare l’attendibilità di questa ipotesi.

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