Madonna Litta torna a Milano dopo trent’anni


Madonna Litta, Poldi Pezzoli
Madonna Litta, Poldi Pezzoli

Presentata nei giorni scorsi al Museo Poldi Pezzoli di Milano (Casa Museo tra le più significative d’Europa, 138 anni di storia; direttore del museo Annalisa Zanni, storica dell’arte), la mostra Leonardo e la Madonna Litta, a cura di Pietro C. Marani e Andrea Di Lorenzo, aperta al pubblico fino al 10 febbraio 2020. Un grande avvenimento in cui è esposto eccezionalmente per la prima volta dopo quasi trent’anni il celebre dipinto dell’Ermitage, fra i massimi capolavori del museo nazionale russo. 

Con un raffinatissimo progetto di allestimento a cura di Ico Migliore e Mara Servetto dello studio M+S architects,  in dialogo con lo spazio delle stanze espositive,  una non  uguale all’altra,  e con colore delle pareti allestite che permettono al visitatore un’ottima  lettura dell’opera o del dettaglio anche attraverso una equilibrata illuminazione,  e al contempo ammirare l’architettura della cornice storica della casa museo come la meravigliosa pavimentazione o gli affreschi del soffitto.   

Insieme alla Madonna Litta viene presentato un nucleo di opere di raffinata qualità: venti tra dipinti e disegni, provenienti dalle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, eseguiti da Leonardo e dai suoi allievi più vicini (da Giovanni Antonio Boltraffio a Marco d’Oggiono, dall’ancora misterioso Maestro della Pala Sforzesca a Francesco Napoletano) negli ultimi due decenni del Quattrocento, quando il maestro viveva ed era attivo a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro.

opere poldi pezzoli

La Madonna Litta è strettamente legata alla città di Milano: eseguita qui nel 1490 circa, mostra affinità stilistiche con la seconda versione della Vergine delle rocce conservata alla National Gallery di Londra. Nel Ducato milanese il dipinto conobbe una notevole fortuna, come dimostra il grande numero di “copie” eseguite da artisti lombardi. Nell’Ottocento era l’opera più importante della collezione dei duchi Litta, conservata nel palazzo di Corso Magenta, ne seguì l’acquistò dell’Ermitage nel 1865.  Mantenere grandi e magnifici palazzi cominciava a diventare un problema non da poco anche per le grandi famiglie nobili milanesi. 

Altri capolavori sono in mostra come la Madonna con il Bambino del Museo Poldi Pezzoli, dipinto, eseguito verso il 1485-1487 da Giovanni Antonio Boltraffio, considerato il migliore fra gli allievi di Leonardo a Milano.  Anche questa opera nata da una raffinata composizione di Leonardo: … “con ogni probabilità sulla base di studi preparatori messi a punto dal maestro, è accostabile, dal punto di vista stilistico, alla prima versione della Vergine delle rocce del Louvre”. 

Nella prima metà dell’Ottocento anche la Madonna con il Bambino apparteneva alla collezione dei duchi Litta (fu acquistata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel 1864, a cui Milano deve la splendida Casa Museo che porta il suo nome in via Manzoni*. 

Nella mostra è presentato inoltre un altro quadro del Poldi Pezzoli che raffigura la Madonna allattante di un anonimo artista lombardo del Cinquecento, rappresenta una delle derivazioni dalla Madonna Litta di migliore qualità che abbiamo letto ci siano pervenute. Inoltre presenti altri dipinti: la Madonna con il Bambino di Marco d’Oggiono, di Francesco Napoletano e del Maestro della Pala Sforzesca. 

Fra i disegni un bellissimo studio riferibile a Leonardo, eseguito a punta metallica: custodito alla Biblioteca Ambrosiana, raffigura “un profilo femminile e un occhio dalla palpebra nettamente delineata, che si confronta molto bene con gli occhi della Vergine nel dipinto dell’Ermitage”. E splendidi studi di Boltraffio che si legano alla testa del Bambino e ai panneggi della Madonna Litta e della Madonna con il Bambino del Poldi Pezzoli (conservati rispettivamente a Parigi, Fondation Custodia, Collection Frits Lugt; a Berlino, Staatliche Museen, Kupferstichkabinett; a Oxford, Christ Church College).

mostra Poldi Pezzoli

Molto interessante le indagini scientifiche (radiografie, riflettografie ai raggi infrarossi, UV, infrarosso in falso colore…), su alcune opere presenti in mostra grazie alla Fondazione Bracco: coordinate dall’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR, l’Università di Milano e l’Università di Milano-Bicocca che  hanno dato vita a costruttivi confronti e di evidenziare i diversi modi di realizzare i disegni preparatori e i dipinti da parte degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo dal 1482 al 1499, gli anni della sua presenza a Milano.

Altrettanto interessante apprendere come nasce un’attribuzione attraverso la straordinaria occasione offerta dalla presenza della Madonna Litta a Milano, accanto e a diretto confronto con altre opere eseguite dagli allievi di Leonardo negli stessi anni.  Che consente di illustrare al pubblico di ogni età, in modo estremamente semplice e didattico, come nasce e come si modifica nel tempo l’attribuzione di un’opera d’arte. Viene spiegato ai visitatori in che modo “l’esame dei documenti di archivio, delle informazioni sulla provenienza collezionistica e sulla fortuna critica, delle analisi diagnostiche e infine lo studio degli elementi “formali” e stilistici – attività specifica del conoscitore storico dell’arte – abbiano consentito agli studiosi di avanzare ipotesi spesso divergenti sulla paternità di queste opere, utilizzando, per dimostrare le loro proposte, vari elementi oggi  arricchiti di nuovi strumenti scientifici, che sono presentati nella mostra accanto agli stessi dipinti.

mostra Poldi Pezzoli Madonna Litta

I dati acquisiti dalle analisi scientifiche condotte sulle opere saranno presenti in mostra grazie ad un apparato multimediale di supporto, nonché pubblicati e consultabili da parte di tutti gli utenti, anche sul sito internet del Museo Poldi Pezzoli e di Fondazione Bracco. 

Sarà inoltre organizzata una giornata di studi, data da definire, aperta a tutto il pubblico interessato con interventi dei maggiori specialisti degli argomenti affrontati nella mostra.

L’attesa mostra è inclusa fra le celebrazioni nazionali dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, e ha ricevuto il patrocinio di: Commissione Europea, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, Camera di Commercio Italo-Russa.

Una mostra incantevole, da visitare.

*NOTA: Il padre di Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879), Giuseppe, è un uomo di grande cultura, collezionista di oggetti e volumi antichi per la biblioteca di famiglia, oggi Biblioteca Trivulziana. La madre Rosa Trivulzio è l’erede del museo privato più famoso di Milano. Alla morte del padre, ha undici anni. Patriota, sostiene i moti risorgimentali del 1848 e, dopo le repressioni austriache, è esiliato. Muore a soli 57 anni, celibe e senza eredi. Di dieci anni prima il suo testamento nel quale disponeva che la sua casa e tutte le opere in essa divenissero una Fondazione Artistica “a uso e beneficio pubblico in perpetuo colle norme in corso per la Pinacoteca di Brera”. La direzione della Fondazione è affidata all’artista e amico Giuseppe Bertini. Il Museo si inaugura il 25 aprile 1881, durante l’Esposizione Nazionale di Milano, e visitato da migliaia di persone.

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