Nuova luce nella Basilica di San Francesco d’Assisi


Basilica di assisi
Basilica Superiore: vista del nuovo impianto di illuminazione dall’alto

Il nuovo impianto di illuminazione, progetto pilota per il Giubileo della luce

Per la nuova illuminazione della Basilica di San Francesco in Assisi, Patrimonio Mondiale dell’Unesco grazie ai preziosissimi affreschi realizzati da artisti tra i più importanti della storia dell’arte, primo fra tutti Giotto, e considerata chiesa madre dell’Ordine Cattolico Romano dei Frati Minori poiché custodisce dal 1230 le spoglie di San Francesco, obiettivi ambiziosi: altissima qualità cromatica e livelli di uniformità della luce sugli affreschi, calibrati in modo da garantire livelli di uniformità ed effetti chiaroscurali ottimali sia per la lettura dei dettagli pittorici che la percezione dello spazio architettonico.
La sua costruzione fu iniziata a due anni dalla morte di San Francesco. Consacrata nel 1253 da papa Innocenzo IV, è uno dei templi più belli e contemplativi della Cristianità sia per il suo eccezionale corredo pittorico che per la stupenda combinazione di stili architettonici. Il complesso della Basilica si presenta come una sovrapposizione di tre spazi molto diversi tra loro: la Cripta, la Basilica Inferiore di matrice romanica, e la Basilica Superiore i cui interni rispecchiano i caratteri più tipici del gotico italiano, con i suoi bassi archi a pieno centro su enormi pilastri di sostegno; quella Superiore si staglia idealmente contro il cielo permettendo alla luce naturale di permeare negli interni e vitalizzare i grandi cicli di affreschi.
La sfida più grande del nuovo progetto d’illuminazione è stata quella di trovare un tema forte per illuminare le tre parti, così differenti, nel pieno rispetto del ruolo mistico, della morfologia degli spazi, delle comunità religiose e dei fedeli. A tal fine sono stati definiti degli obiettivi di progetto comuni ai tre ambienti: valorizzazione delle caratteristiche architettoniche e pittoriche; comfort visivo adeguato a tutte le attività previste; risparmio energetico e rispetto per l’ambiente.

Cripta Basilica san francesco assisi
Nuova illuminazione della Cripta


Da un punto di vista morfologico, il principale elemento unificatore tra le due basiliche è la suddivisione della navata in 4 sezioni a volte incrociate, un transetto e un’abside poligonale: partendo da questo, abbiamo scelto insieme a Padre Custode Fra Mauro Gambetti del Sacro Convento e al Conservatore Sergio Fusetti, di mantenere gli elementi tipologici esistenti: il lampadario centrale, dedicato ad ogni modulo volumetrico in cui si articola lo spazio.
Le due Basiliche condividono lo stesso principio per l’illuminazione: una luce diffusa con effetti chiaroscurali morbidi per agevolare la lettura dell’architettura e degli affreschi, evitando luci radenti, per non enfatizzare le irregolarità delle superfici affrescate specialmente nella Basilica Superiore, ferita dal drammatico terremoto che colpì Assisi nel 1997.
A un’iniziale fase di analisi dell’esistente e di sviluppo del concept progettuale, è seguita una scrupolosa fase di ottimizzazione del sistema tecnologico per l’illuminazione, con l’intento di armonizzare quanto più possibile la sua presenza nella complessa volumetria della Basilica, e di distribuire opportunamente il flusso luminoso, prodotto da oltre 600 apparecchi, con fotometria e puntamenti studiati singolarmente in fase di simulazione.
A questo scopo sono state fatte prove in laboratorio e in situ di apparecchi progettati per quest’applicazione.
In particolare, la Basilica Inferiore, presentava un tema progettuale molto sfidante: illuminare i pieni delle pareti verticali, senza invadere i vuoti costituiti dagli archi, evitando così fenomeni di abbagliamento e di imprecisione sulla distribuzione dei flussi sulle superfici affrescate. Sono state progettate e realizzate ottiche ellittiche per moduli COB (Chip on Board), soluzione non esistente sul mercato, per conciliare il comfort visivo relativo al rischio abbagliamento, che caratterizza le soluzioni COB con le performance delle lenti di tipo ellittico, precedentemente utilizzate solo per apparecchi a Led singoli, più vicini al concetto di sorgente puntiforme e quindi più gestibile a livello di ottica.

L’apertura del fascio luminoso così ottenuta (65°x 21°), è stata determinante per “sagomare” con precisione la geometria delle pareti affrescate, ottenendo, tra l’altro, un abbattimento del 30% sui flussi, ovvero sulle potenze assorbite, a parità di livelli di illuminamento sulle superfici, che si somma ai risparmi conseguiti attraverso l’efficienza dei Led di ultima generazione, la qualità dell’elettronica e la modulazione dei flussi nei diversi scenari di utilizzo, consentendo di raggiungere un valore medio intorno al 75% di abbattimento di consumo energetico (a parità di flusso installato). La prima prova effettuata con le ottiche prototipali ne ha confermato l’efficacia in termini di precisione. Questo, abbinato alla possibilità di puntare ciascun proiettore singolarmente, ha permesso di realizzare una grande uniformità d’illuminazione.
Per la Basilica superiore, una sfida complessa è stata l’armonizzazione tra il sistema d’illuminazione permanente e quello temporaneo – utilizzato una volta l’anno per le riprese televisive in occasione del tradizionale concerto di Natale – oltre che lo sviluppo di logiche di controllo per la integrazione con la luce naturale; tale risultato è stato ottenuto attraverso l’utilizzo di apparecchi lineari molto solidi, dotati di sistemi di fissaggio e puntamento altrettanto stabili.
Nella Cripta, il tema principale è stato l’ottimizzazione tecnologica di una soluzione distributiva dei flussi già soddisfacente, finalizzata prevalentemente al risparmio energetico e all’abbattimento dei costi
di manutenzione. Particolare attenzione è stata dedicata al contenimento dell’impatto visivo degli apparecchi: sono state studiate con attenzione le posizioni d’installazione, arretrandoli rispetto all’angolo di visibilità nella Basilica Superiore e garantendo l’effetto cut-off nella Basilica Inferiore.

San Francesco Assisi Basilica
Basilica Inferiore: vista della nuova illuminazione della navata centrale

L’illuminazione della Basilica di Assisi, rappresenta in ordine di tempo e d’importanza, l’intervento “faro” per “accendere” anche altri siti meno conosciuti e altri più importanti, creando un nuovo prezioso percorso territoriale di pelligrinaggio o d’interesse culturale nel nostro Paese, che invita a conoscere o riscoprire questi meravigliosi luoghi della cristianità e dell’arte. L’iniziativa “Giubileo della luce”, promossa dall’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) porterà avanti questi progetti su scala nazionale. Tra i suoi elementi fondativi – sulla base dell’accordo stipulato con il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – l’efficientamento luminoso e la valorizzazione artistica.
Il “Giubileo della luce” è stato presentato alla stampa e al pubblico nell’ottobre 2016; prevede la chiusura dei progetti entro l’anno e la loro realizzazione nel primo semestre del 2017. Questo “nuovo” percorso, anche di luce, lascerà una traccia sul territorio che andrà ben oltre il periodo del Giubileo.

Progetto illuminotecnico 
Marco Frascarolo con Stella Cardella (FABERtechnica) e giovani progettisti provenienti dal Master di Lighting Design dell’Universita’ “Sapienza” e dal corso di Fisica Tecnica per il Restauro dell’Università “Roma Tre” 
Ingegnerizzazione dei lampadari
Federico Ognibene con Andrea Rastrello (ILM lighting)
Progetto elettrico
Gianni Drisaldi (Drisaldi Associati)
Impiantistica Elettrica
CEAL, Cirimele Impianti
Responsabile di Cantiere
Davide Ciarlariello
Tecnologie
Osram, Siteco, Traxon, e ILM lighting per gli apparecchi di illuminazione e Helvar per il sistema di regolazione (Basilica Superiore); ILM lighting, con moduli LED Bridgelux e lenti LEDIL (Basilica Inferiore); ILM lighting (Cripta)



L’articolo è originariamente apparso su LUCE n°319, marzo 2017.

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