Paul Normandale. Feste visive totali


concerto Coldplay, 2016
Coldplay, 2016

Paul Normandale ha la singolare capacità di saper leggere e interpretare le storie dentro a ogni canzone, saper individuare la narrazione musicale che i gruppi vogliono esprimere e condividere con il proprio pubblico. Il suo è un intenso lavoro di descrizione. Paul usa le luci e i colori per dare percezione visiva ai racconti di musica e parole degli artisti. Il lavoro di Show Lighting Designer è quanto di più complesso si possa immaginare, bisogna saper creare e coordinare centinaia di luci ed effetti con la musica del musicista, in un amalgama che risulti ogni volta unico. Artisti come Massive Attack, Chemical Brothers e Björk vanno oltre la consolidata concezione di musicista, i loro concerti, in simbiosi perfetta con le luci e gli schermi luminosi di Paul Normandale, sono vere performance teatrali.

The chemical brothers, 2015
The chemical brothers, 2015

Se dico Luce, lei dice …
…mai grigio.

Lei è molto più di un lighting designer, come si definirebbe?
In vari modi, e tra gli altri: production designer, lighting designer, osservatore, sconveniente.

Chemical Brothers, Massive Attack or Depeche Mode, per esempio. Tre diverse visioni musicali, tre differenti approcci al palco. Che tipo di relazione riesce a stabilire con loro?
La relazione varia da artista ad artista; alla fine si tratta di assecondare la loro esperienza e visione con la mia esperienza e visione. Ogni artista ha una propria energia, interessi o ideali. Io credo che il mio ruolo sia di creare quello che non viene raccontato o illustrato, per cercare il sottotraccia, il non-detto. Cerco di adattare la tecnologia e la scena a ogni singolo spazio, in modo pratico e facilmente gestibile. Sono molto fortunato a lavorare con persone che danno un reale contributo a queste visioni.

Kings Of Leon, 2016
Kings Of Leon, 2016

Usa luci mobili, raggi luminosi e schermi per narrare storie, non solo per illuminare il palco. Ogni canzone è una storia con le sue relative scene. Come riesce a creare questo link?
I raggi luminosi li uso per connettere lo spazio con l’oscurità nella quale la storia dell’artista è raccontata. Le luci si compongono variamente nella mia mente, come confetti sullo schermo, come laser o candele, è una festa visiva totale, è il desiderio di portare il confine tra il performer e l’osservatore sempre più vicino.

La sua attività comprende anche altro oltre a music lighting shows, per esempio il progetto Tate Turbine Hall o Rain; ce ne può parlare?
Lo spazio per una performance o interazione è spesso l’aspetto più importante perché deve essere rispettato, usato e valorizzato durante l’azione. Come detto, la sfida dello spazio è la più impegnativa, non deve essere una restrizione o una limitazione ma qualcosa da includere, come il grande vuoto della Turbine Hall o la massa surriscaldata di 80.000 persone in un festival. Occorre sapere cogliere le qualità di ogni spazio e usarle.

Un artista con cui le piacerebbe lavorare?
Banksy.

LEGGERE E INTERPRETARE LE STORIE
Nel 1990 Paul Normandale ha fondato la Lite Alternative Ltd con Jon Greaves, con sede a Manchester. È stato votato dalla rivista Live! come Lighting Designer of the Year nel 1996-97 e nel 1998-99. Attualmente collabora con artisti come Massive Attack, Chemical Brothers, Coldplay e Björk.

L’articolo è originariamente apparso su LUCE n°319, marzo 2017.

Precedente LA NUOVA CASA DI FEDERLEGNO
Prossimo MAURIZIO NANNUCCI A PARMA 55 lettere in neon blu di vetro di Murano