IN/ARCH 1998/2018 20 ANNI DI IMPEGNO PER L’ARCHITETTURA


Convegno InArch
InArch, Roma 8 novembre 2019

Un libro e un convegno. Un libro che racconta 20 anni di impegno per l’Architettura di In/Arch, Istituto Nazionale di Architettura, e un convegno che ne ricorda le molte iniziative e progetti di quei due decenni, 1998-2018, con la presidenze di Adolfo Guzzini, presidente Emerito di iGuzzini, Compasso d’Oro alla carriere 2018.

Cominciamo dal convegno a Roma nella Sala Colleoni della sede dell’ANCE. Molti gli ospiti, dal  ministro dello Sviluppo Economico,Stefano Patuanelli, il sottosegretario per i Beni, Attività Culturali e Turismo, Anna Laura Orrico e  il presidente ANCE Gabriele Buia.
Tra i relatori Stefano Boeri presidente della Triennale di Milano e  Margherita Guccione direttrice MAXXI Architettura, oltre a Bruno Discepolo assessore all’Urbanistica e governo del territorio Regione Campania  Mario Occhiuto dell’ANCI, Giuseppe Cappochin, presidente Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC) e  Gianni Massa, vicepresidente vicario Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI),   Emilio Pizzi, docente al Politecnico di Milano. Le conclusioni del presidente In/Arch, Andrea Margaritelli.  

Adolfo Guzzini, nella sua relazione introduttiva,  sottolineando l’impegno e il lungo  lavoro di In/ Arch per l’Architettura del nostro Paese, ed evidenziando il suo ruolo strategico nello sviluppo del Paese e quanto essa rappresenti ancor più oggi un fattore importante per la qualità della vita di tutti noi, ha detto: Un progetto di ripresa economica non può che rinascere dal binomio cultura ed economia. Un sistema in cui cultura e manifattura si innestano reciprocamente affinché l’economia della cultura possa produrre quei moltiplicatori del valore che gli consentono di fungere da volano anche per il resto del sistema produttivo”.  

Adolfo Guzzini
Adolfo Guzzini

Su questa felice combinazione di valori, entrambi vitali per un paese, il sottosegretario al MiBACT Anna Laura Orricoha evidenziato quanto la domanda sociale di architettura è forte, e quanto  è urgente che la politica dia risposte. “Abbiamo bisogno di un’architettura che sia in grado di valorizzare il paesaggio, l’ambiente, che ci aiuti a ridurre sempre di più il consumo di suolo, un tema sempre di stringente attualitàAbbiamo bisogno di opere in grado di migliorare gli spazi e i luoghi, di riqualificare i territori, di recuperare le aree industriali dismesse, di rigenerare gli spazi pubblici abbandonati, i beni culturali sottoutilizzati, le periferie urbane, di valorizzare manufatti storici e siti archeologici. Abbiamo bisogno di creare città belle, accoglienti, all’insegna della sostenibilità, attente agli aspetti ambientali.”

Nel libro “INARCH 1998 /2018. 20 anni di impegno per l’Architettura”  a cura di  Beatrice FumarolaMassimo Locci e Francesco Orofino, si ripercorre invece  tra testo e immagini il lungo cammino dell’Istituto e le innumerevoli iniziative organizzate  a livello nazionale e territoriale negli ultimi quattro  lustri della presidenza di Adolfo Guzzini (precedenti presidente di In/Arch: Prof. Paolo SavonaIng. Paolo Baratta  e il Prof. Domenico De Masi).  Un lavoro, hanno spiegano gli autori, ” ispirato sempre da una profonda convinzione: l’Architettura è (o dovrebbe essere) un fattore determinante per la qualità della vita dei cittadini e per il progresso competitivo e tecnologico di un Paese”. 

Un convegno e un libro che celebrano un lungo periodo di studi, ricerche, progetti, pubblicazioni, inziative, ma anche  un’altra importante occasione  per evidenziare a un  più vasto pubblico i grandi temi dell’Architettura, della città, dei territori, della qualità delle trasformazioni fisiche dei nostri ambienti di vita. Temi, come è stato evidenziato da tutti i relatori,  sempre all’ordine del giorno di  In/Arch,  che ha avuto la capacità di continuare la sua azione per la promozione dell’architettura per 60 anni, proseguendo, senza interruzioni l’opera del suo fondatore Bruno Zevi, che nel 1959 ebbe l’intuizione di costituire un luogo di dialogo tra mondo della progettazione, mondo imprenditoriale e mondo della committenza.

libro
InArch 1998/2018. 20 anni di impegno per l’Architettura

Quanta relazione di somiglianza, penso,  con un altra storica associazione culturale, AIDI Associazione Italiana di  Illuminazione, che quest’anno ha festeggiato i suoi 60anni di fondazione.  E una domanda mi sorge spontanea: quanto esse hanno contribuito con le loro ricerche, i loro studi, i loro associati allo sviluppo e alla crescita del nostro paese?  Credo che le parole di Bruno Zevi, scritte per il Congresso nel gennaio 2000, che si svolse pochi giorni dopo la sua scomparsa, possono essere ancor oggi di attualità “Impegnarsi per promuovere l’Architettura in Italia è particolarmente difficile. Molto più difficile che in altri Paesi”.  Così in altri settorie dunque grande è l’impegno di queste e altre storiche associazioni per promuovere gli studi e la cultura nell’interesse della collettività.

Queto giornata In/Arch a Roma ha  evidenziato anche  quanto la storia millenaria del nostro paese dovrebbe averci insegnato: che il territorio è un fattore centrale e determinante e lo è ancor di più per sostenere il sistema produttivo.
 Senza infatti un’intelligente gestione del territorio,  una rete di infrastrutture e servizi, una architettura al servizio dell’ambiente e dei cittadini, la competitività di un sistema Paese resta una fantasticheria,  altresì  ci avverte dell’enorme costo economico e sociale derivato da una mancanza di qualità del territorio e quanto questo problema rappresenta una vera e proprio emergenza per il nostro Paese.


Riflessioni che il  presidente Inarch, Andrea Margaritelli,  ha posto all’attenzione  nel suo intervento conclusivo. La prima riguarda il ruolo sempre più strategico della cultura del progetto nel processo di sviluppo della città contemporanea.  La seconda riguarda il ruolo sempre più strategico destinato ad essere assunto dalle infrastrutture, su diversa scala: “Per evitare, che la tendenza alla concentrazione nelle città porti ad implosione occorre garantire  specie in un paese con la specifica natura fisica, storica e culturale dell’Italia, il funzionamento, oltre che delle aree metropolitane anche delle cosiddette città diffuse o reticolari, oltre che dei territori interni”. 

Concludiamo, nostro omaggio a In/Arch, ricordando le parole di Zevi del suo Discorso fondativo nel 1959  “…Dagli Stati Uniti all’Australia, dall’Inghilterra al Brasile, dalla Svizzera all’Argentina, ovunque nel mondo esistono Istituti di Architettura, alcuni fortissimi, altri meno, tutti operanti. Soltanto l’Italia non ha un organismo del genere, una casa dove coloro che producono l’architettura si ritrovano,      concordano il loro lavoro, dibattono problemi, predispongono strategie per incidere, negli orientamenti della classe dirigente, nella vita del paese, nell’opinione pubblica… Ma c’è subito da domandarsi: sentiamo veramente il bisogno di un simile Istituto? A questo interrogativo risponderete voi.   Fu costituita In/Arch, nello stesso anno a Milano AIDI.  

Da allora molta strada è stata percorsa, ma molta occorre ancora fare, perchè in Italia, scriveva Zevi, lo abbiamo prima ricordato,  “è particolarmente difficile. Molto più difficile che in altri Paesi”.  

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