INGO MAURER INTIM. DESIGN OR WHAT? UNA GRANDE MOSTRA LO CELEBRA


Ingo Maurer intim. Design or what
Exhibition "Ingo Maurer intim. Design or what?“ (Ingo Maurer, Zettel’z Laughing Buddha 1997/2018) Photo ©Anna Seibel

Con il titolo “Ingo Maurer intim. Design or what?” il Die Neue Sammlung – The Design Museum, Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera, dedica fino al 18.10.2020 una grande esposizione a uno dei più autorevoli designer della luce del nostro tempo: Ingo Maurer, scomparso il 21 ottobre scorso a Monaco di Baviera, dove ha lavorato fino alla fine al progetto di questa grande retrospettiva. 

Circa 80 creazioni offrono uno sguardo globale su tutte le fasi della creatività di Ingo Maurer, dagli anni ’60 a oggi. Alcuni oggetti sono stati realizzati appositamente, tra cui una versione speciale di Golden Ribbon e delle applique Eclipse Ellipse

All’inaugurazione era presente Angelika Nollert e Xenia Riemann-Tyroller, rispettivamente direttrice e curatrice del Die Neue Sammlung – The Design Museum.

La direttrice Angelika Nollert ha dichiarato: “Sono orgogliosa che con Ingo Maurer la Neue Sammlung si concentri su un pioniere del design della luce. Ingo Maurer è stato uno dei più versatili e fantasiosi designer del nostro tempo… Dalle lampadine alogene agli OLED, Maurer si è sempre interessato agli sviluppi e alle applicazioni delle innovazioni tecniche, ma ha affrontato questi cambiamenti anche in modo critico, e talvolta battagliero. La qualità della luce era per lui di grande importanza”.

L’esposizione è focalizzata intorno a diversi punti tematici che Ingo Maurer ha ripetutamente trattato nel corso del suo lavoro e che ci conducono attraverso la mostra: “Il gioco di luci e ombre”, “Falene danzanti intorno alla luce”, “Trompe-l’œil” e “Caratteri e tipi”. Alcune sezioni sono dedicate anche alle tecniche e ai materiali caratteristici del suo lavoro: lampadine a incandescenza, LED, oro e carta.

Presenti anche i primi classici come Bulb e Giant Bulb, entrambi del 1966, Thomas Alva Edison (1979), il sistema su cavi a bassa tensione YaYaHo (dal 1984) e le sue più grandi opere iconiche, da Lucellino Zettel’z.

Una parte degli oggetti è inoltre accompagnata da immagini, prototipi, schizzi e disegni che permettono ai visitatori di sperimentare le pratiche di progettazione e le storie da cui gli stessi hanno preso vita.

Tra i punti salienti della mostra, il Golden Ribbon appositamente progettato per l’altezza dello spazio espositivo, che ondeggia sopra i visitatori, e due versioni speciali di Eclipse Ellipse, che decorano una vasta parete dell’ambiente alto 10 metri e si muovono avanti e indietro creando un affascinante gioco di ombre. 

Il sottotitolo della mostra, “Design or what?”, rimanda alla natura ironica di Maurer e vuole mettere da parte, con un pizzico di autoironia, la questione della spesso tentata distinzione tra design, arte e architettura. Sono presenti anche gli oggetti – sotto forma di modelli, fotografie e render – da un lato dedicati alle sue installazioni e interventi per spazi pubblici, dall’altro all’integrazione della nuova tecnologia OLED nel design degli apparecchi di illuminazione.

Un altro punto centrale è rappresentato dalle installazioni di Ingo Maurer e dai suoi interventi su larga scala in spazi pubblici. Accanto ai Biotope (dal 2011), n modello del Wintergarten del Residenztheater di Monaco di Baviera mostra l’ultima espressione di Ingo Maurer in tema di design della luce: l’installazione luminosa Silver Cloud e la nuova scritta di luce sono state presentate al pubblico per la prima volta il 19 ottobre 2019. Il progetto incompiuto Broken Egg(2013) prevedeva un padiglione architettonico nel parco museale Inhotim, nei pressi della città brasiliana di Belo Horizonte. Queste e altre installazioni sono presentate attraverso modelli, fotografie e render.

  • Exhibition „Ingo Maurer intim.
  • Exhibition „Ingo Maurer intim. Design or what?“
  • Exhibition Ingo Maurer

Ingo Maurer è anche considerato uno dei più importanti pionieri nell’applicazione degli ultimi sviluppi tecnologici nella progettazione illuminotecnica: i suoi esperimenti creativi con le lampadine a partire dagli anni ’60 sono considerati leggendari. Negli anni ’80 inventa i sistemi di illuminazione su cavi a bassa tensione e fu il primo designer a utilizzare gli OLED nei suoi progetti, con la sua creazione Flying Future (2006). Per Maurer la tecnologia non è mai stata fine a sé stessa, ma uno strumento per la realizzazione di nuovi progetti: “L’idea di un oggetto nasce prima nella mia testa, come un sogno; solo nel passo successivo cerco modi per realizzarlo insieme al mio team. A volte ci vogliono decenni prima che gli sviluppi tecnici rendano possibile la realizzazione di ciò che abbiamo immaginato”.

Il lavoro di Ingo Maurer, ricordiamo ancor di più oggi, è stato presentato in grandi musei, come il Centre Georges Pompidou di Parigi, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Victoria & Albert Museum di Londra e il Cooper-Hewitt – National Design Museum di New York. Le sue opere sono presenti nelle più importanti collezioni, come il MoMA di New York. 

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