CARLOS CRUZ-DIEZ COLORE COME EVENTO DI SPAZI


Dep Art Gallery
Courtesy Dep Art Gallery photo ©Bruno Bani

Radiazione del colore, compenetrazioni cinetiche, modulazioni vibranti in continua trasformazione in relazione allo spazio e alla luce, applicando le leggi dell’ottica e sovrapponendo diversi piani di colore, per comporre superfici policrome non con la pittura, bensì con trame mobili di nastri elastici: queste, in sintesi, sono le costanti della ricerca di Carlos Cruz-Diez (1923-2019), tra i più sperimentali esponenti dell’Arte Cinetica, incentrata sulla percezione attraverso esperienze sensoriali da vedere più che da raccontare. A Milano, nella galleria Dep Art, è imperdibile la mostra antologica a cura di Francesca Pola, realizzata in collaborazione con Articruz, fino al 21 gennaio 2020. 

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Questa prima importante mostra, dedicata all’artista franco-venezuelano dopo la sua recente scomparsa, incanta con sedici grandi opere dal 1959 al 2018; selezionate dalle serie più note, dimostrano l’originalità della sua ricerca ottico-cinetica incentrata sulla percezione e il coinvolgimento dello spettatore. Da Couleur Additive, Physichromie, Induction Chromatique, Chromointerférence, fino a Couleur à l’Espace, le potenzialità del colore irradiato si declinano in diverse composizioni rigorosamente geometriche. Osservando i suoi vibranti lavori giocati sull’ambiguità percettiva, linee di colori s’intersecano, alterando lo sguardo e mutando costantemente la percezione dell’opera a seconda del punto di vista dello spettatore. 

Al piano interrato si entra in un ambiente cromatico quasi sacrale con Pyramide d’Interferences Chromatiques (1964-2018), opera appositamente ricostruita per questa mostra, in cui una sequenza di strisce colorate parallele, intervallate da una diversa sequenza di linee bianche e nere, è proiettata su un solido bianco a forma di piramide. Qui il miracolo percettivo accade: l’immateriale si materializza, è movimento, trasfigurazione. Affascina perché il colore si muove e si fa luce, non come elemento compositivo, ma come straordinario accadimento reale. Colore, spazio e luce plasmano esperienze sensoriali. 

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Courtesy Dep Art Gallery photo ©Bruno Bani

Dal 1963 Carlos Cruz-Diez si distingue per le sue originali Physichromie (Fisiocromie), in cui visione e sensazione coincidono, con opere uniche che proiettano il colore della superficie nello spazio, in cui si perde lo sguardo a seconda dell’intensità e la posizione e condizione della luce. Addizione, riflesso e sottrazione culminano nell’opera a forma piramidale adagiata sul pavimento, ricostruita per questa mostra, dove, grazie all’incidenza della luce e all’abilità dell’allestimento giocato sull’introduzione di uno specchio sovrapposto alla piramide, anche lo spazio circostante muta a seconda del punto di osservazione. Qui, il reale è la solida ambiguità della percezione del colore.

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