LUCI D’ARTISTA A TORINO NEL SEGNO DELLA CULTURA ILLUMINATA


luci d'artista Torino
Torino, LUCI D'ARTISTA 2013-14, nella foto: Daniel Buren, Tappeto Volante, via Palazzo di Città

Nato nel 1998 e giunto alla XXII edizioneLuci d’Artista, l’evento culturale più copiato al mondo, a Torino, riconosciuta capitale dell’arte contemporanea e dell’arte pubblica nei luoghi urbani, quest’anno fa miracoli! 

Il nuovo appare in piazza San Carlo con Miracola, la nuova installazione luminosa ideata da Roberto Cuoghi e co-prodotta dalla Città di Torino e dal Castello di Rivoli per celebrare il 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci.  In questa suggestiva piazza ammantata dal buio, dai tepori autunnali e dal fascino retrò, girovagando, ti aspetti di vedere comparire da un momento all’altro il solitario e melanconico Friedrich Nietzsche, filosofo che ha vissuto a Torino al n. 6 di via Carlo Alberto dal 21 settembre 1888 al 9 gennaio del 1889, in una piccola camera dove ha scritto Ecce Homo, libro della sua vita, poi ricoverato in una clinica psichiatrica. 

Luci d’Artista inaugura così il palinsesto di proposte dello Speciale Autunno di Contemporary Art Torino Piemonte, in concomitanza con Artissima, la fiera di arte contemporanea di richiamo internazionale. Frutto della brillante collaborazione tra pubblico e privato, l’ambizioso progetto di Torino è realizzato da IREN Smart Solutions e Fondazione Teatro Regio Torino, con il sostegno di IREN, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT. Questa edizione 2019/2020 è sostenuta dal Main Sponsor FPT Industrial e dallo Sponsor Torino Outlet Village. 

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25 le installazioni site-specific, 15 in centro e 10 nelle circoscrizioni. Molte le novità: oltre all’opera di Roberto Cuoghi, che inscena un’esperienza sinestetica puntando sulla partecipazione cittadina alla creazione dell’opera, si aggiunge il riallestimento, con innovazioni tecnologiche e strutturali, di Doppio Passaggio (Torino) di Joseph Kosuth – padre dell’arte concettuale che utilizza il neon come materia della riflessione sull’arte come linguaggio –, che torna nella sua collocazione originaria scelta dall’artista, il Ponte Vittorio Emanuele I. Torna al suo posto, in piazza Roma, anche Planetario di Carmelo Giammello, di cui la città ha dato in prestito 16 costellazioni dell’opera originaria a L’Avana,- allestita in Calle del Casco Historico Galiano e accesa in contemporanea con Luci d’Artista di Torino,- in occasione delle celebrazioni dei 500 anni della fondazione della capitale di Cuba. 

Arte diffusa dal centro alle aree decentrate, con opere luminose che trasformano la città in un dispositivo, laboratorio di idee, di visioni e opportunità di lavoro. Nuove luci e strategiche relazioni internazionali: Torino punta sulla condivisione di progetti in cui il buio, l’ombra e la notte trasfigureranno la percezione della città. Tra le altre installazioni da vedere in un tour notturno, da non perdere in piazzetta Accademia Militare, Multiverso, opera di Carlo Bernardini, che traccia attraverso fibre ottiche percezioni dinamiche. Non solo in città  si accendono opere fuori dall’ordinario e dalle prospettive insolite, ma anche a Settimo Torinese, dove si anima il progetto di Alessandro Sciaraffa sulla stele dell’architetto e designer Claudio Silvestrin

Questa edizione, fino al 12 gennaio 2020, si espande nel segno dell’internazionalismo, supera i confini alla velocita della luce e mira a coinvolgere un più largo pubblico, proponendo un nutrito carnet d’incontri sull’arte contemporanea in relazione e in dialogo con istituzioni museali, cittadini e turisti con opere che rigenerano la città e il nostro modo di percepirla e di raccontarla. Il successo meritato di questa manifestazione sta nella sua capacità di rigenerarsi, di aprirsi a confronti con realtà complesse, in cui pubblico e privato sono sempre più complici, con progetti concreti e fantasiosi insieme. L’obiettivo è la partecipazione dei cittadini, delle persone che vivono la città, intrecciando relazioni. Agli artisti spetta il compito di farsi mediatori tra opera e luogo, genius loci e mondo, con opere che narrano relazioni possibili tra micro e macro mondi con sorprendenti “segni” luminosi che ci invitano a guardare il buio come dispositivo dell’immaginazione, materializzando una sintesi magica tra arte e scienza, progetto e creatività, società e arte. 

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