NUOVA VESTE E NUOVA LUCE AL TEATRO TRIENNALE MILANO


Triennale Milano

Nei giorni scorsi il presidente della prestigiosa Triennale di Milano Stefano Boeri ha presentato la nuova veste del Triennale Milano Teatro, nata dall’esigenza di rendere lo spazio sempre più attrattivo e confortevole per gli spettatori, oltre che più funzionale e rispondente alle diverse necessità tecniche.

Ricordiamo che il Teatro nasce come parte integrante del progetto del Palazzo dell’Arte, realizzato nel 1933 dall’architetto Giovanni Muzio. Un edificio multidisciplinare nato grazie ai finanziamenti dei fratelli Bernocchi, industriali del settore tessile, in grado di ospitare le attività collaterali alle grandi Esposizioni Internazionali di Triennale e che riflette una visione moderna che anticipa la tendenza che si affermerà negli anni seguenti in Europa di costruire centri culturali polifunzionali dove trovano spazio le diverse discipline artistiche

Con la direzione artistica dal gennaio 2017 di Umberto Angelini, il Teatro vanta, in particolare con la presidenza Boeri, una programmazione internazionale innovativa e multidisciplinare, proponendo progetti nel campo del teatro, della performance, della musica e della danza, in dialogo con le arti visive, il design, l’architettura, la fotografia e l’urbanistica. 

Il progetto e la direzione lavori del Teatro sono stati affidati a Matteo Vercelloni, con il supporto di Luca Cipelletti, che sta sviluppando la riflessione sull’ulteriore valorizzazione degli spazi di Triennale in qualità di direttore artistico di un progetto complessivoLucio Visintini di Concrete Acoustics ha lavorato sull’acustica del teatro, apportando interventi correttivi al clima sonoro della sala, per migliorare il rapporto tra performers e audienceCinzia Ferrara, co-fondatrice dello studio Ferrara Palladino lightscape e per diversi anni presidente APIL, ha realizzato il progetto dell’illuminazione, rifacendosi al progetto originario di Giovanni Muzio.

Il progetto, ha spiegato Boeri, si inserisce in una più ampia riflessione sugli spazi del Palazzo dell’Arte, con l’intento di valorizzarli ulteriormente e riportare l’impianto architettonico all’idea originaria di Giovanni Muzio, non tanto da un punto di vista strettamente filologico ma recuperandone la filosofia progettuale e le caratteristiche di straordinaria versatilità, flessibilità e modularità dell’edificio

Un significativo intervento da segnalare per la sua storia ha riguardato le boiserie fornite dalla Magnifica Comunità di Fiemme. Il legno di abete rosso utilizzato, infatti, è stato recuperato dai boschi colpiti dalla Tempesta Vaia di ottobre 2018. Tale legno, proveniente dalla cosiddetta “foresta dei violini”, è caratterizzato da una particolare capacità di risonanza che lo rende materia prima ideale per la costruzione delle casse armoniche dei violini. Nel solco della sua tradizione millenaria, il legname proviene da una gestione delle foreste riconosciuta e certificata secondo i più rigidi criteri internazionali di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Ulteriori interventi riguardano le 500 nuove poltrone realizzate da Poltrona Frau, destinate a Platea, Galleria e Balconata, e la sostituzione delle balaustre.

Dopo questa prima fase, i lavori giungeranno a un totale completamento nell’arco dei prossimi anni. 

Questo importante rinnovamento è stato reso possibile grazie al contributo di Regione LombardiaUBI BancaFondazione UBI Banca Popolare Commercio e Industria e al supporto di FederlegnoArredo. Alla conferenza stampa erano presenti Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura Regione Lombardia, Letizia Moratti, Presidente UBI Banca, Severino Salvemini, Presidente Triennale Milano Teatro, Umberto Angelini, Direttore Artistico Triennale Milano Teatro, Livio Strazzera, Presidente Fondazione UBI Banca Popolare Commercio & Industria onlus, Stefano Bordone, Vice Presidente Vicario FederlegnoArredo, e Stefano Cattoi, Dirigente Settore Foreste Magnifica Comunità di Fiemme. 

È trascorso poco più di un anno dalla nomina del nuovo direttore generale Carlo Morfini e dei quattro curatori di settore – Umberto Angelini per Teatro, danza, performance, musica; Lorenza Baroncelli per il settore Architettura, rigenerazione urbana, città, con delega al coordinamento artistico; Myriam Ben Salah per il settore Arti visive, new media, fotografia, cinema, televisione; Joseph Grima per il settore Design, moda, artigianato. Il 25 aprile 2018, anche in merito alla collaborazione di Paola Antonelli, in “prestito” dal MoMA di New York, in qualità di curatrice della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, scrivemmo: “Per diversi decenni Milano è stata New York, e la Triennale un riferimento importante nella vita culturale del nostro Paese. In dialogo costante tra società, arte e impresa, ha indirizzato e accompagnato dal dopoguerra in poi lo sviluppo economico, non solo di Milano, l’immagine sovente insuperabile a livello internazionale nell’architettura e nel design e la nascita – e il suo peso – del made in Italy nel mondo. Molta strada è stata fatta in questi anni, e la Triennale infatti è ritornata a dare bagliori alla città. Ora è il momento, pensiamo arrivato, che il Palazzo delle Arti di Muzio torni a risplendere di luce, portando la Triennale a livelli sempre più alti e competitivi con le altre istituzioni internazionali”.

“Un nuovo inizio”, aveva affermato allora il neo presidente Stefano Boeri

photo – ©Triennale Milano, Gianluca Di Ioia

Un nuovo brillante e luminoso inizio che prosegue anche per lo storico Teatro, che vede l’illuminazione progettata, e ne siamo lieti, da una lighting designer, Cinzia Ferrara. 

Di Luca Cippelletti ricordiamo invece l’elegante recupero architettonico e funzionale delle Cavallerizze al Museo della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, con l’altrettanto curato progetto di illuminazione di Alberto Pasetti. 

Due luoghi simbolo per Milano, della Grande Milano, grazie a Stefano Boeri e a Fiorenzo Galli e a tutti i loro collaboratori.

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